ANELLI PORTA LA MORTE DI SULEMAN IN CONSIGLIO, “LO SVILUPPO DEL POLO LOGISTICO SENZA SICUREZZA E DIGNITA’ NON E’ PROGRESSO”

“La morte di Suleman non è una fatalità ma il sintomo di una carenza di servizi che deve farci sentire, in quest’aula, tutti moralmente un po’ responsabili”. Sono le parole del consigliere di Coraggiosa Matteo Anelli che, nelle comunicazioni in consiglio comunale, ha ricordato la morte del 21enne pakistano travolto da un treno mentre attraversava i binari per raggiungere il turno di lavoro al polo logistico.

“Lo ha fatto perché non aveva alternative sicure e comode – ha proseguito Anelli – Poi i giorni da questo tragico evento scorrono e nel frattempo si leggiamo i più beceri commenti sui social network sulla morte di questo ragazzo. Commenti che mi hanno fatto vergognare di appartenere a questa città. E intanto gruppi di imprenditori esercitano nuove richieste di spazi per la logistica. Uno stridente contrasto – prosegue – da una parte l’ignoranza di certa gente e la velocità del profitto e del cemento; dall’altra la lentezza, quasi l’immobilità, nel garantire servizi minimi a chi quei capannoni li fa funzionare. Se migliaia di persone lavorano in un’area, ma non dispongono di percorsi ciclabili sicuri o mezzi pubblici adeguati agli orari dei turni, quel comparto è monco. In tutti questi anni abbiamo creato delle isole produttive scollate dalla vita e dalla sicurezza delle persone. Siamo davvero in grado di supportare qualsiasi futura espansione logistica?” domanda Anelli.

A fronte di un forte aumento dei terreni occupati dalla logistica negli ultimi , oggi il focus del problema è, se vogliamo, ben più grave “c’è il consumo delle vite – sottolinea Anelli – c’è un fattore sociale di cui non si può più far finta di niente. Il 60% della forza lavoro della logistica vive in condizioni di precarietà: possiamo davvero ignorare le ripercussioni sociali che questo modello sta avendo e avrà nel prossimo futuro sulla nostra città? Non possiamo continuare a pensare di autorizzare nuovi insediamenti senza chiederci quale prezzo siamo disposti a far pagare al territorio, alla nostra città. Lo sviluppo senza dignità e senza sicurezza non è progresso: è solo crescita numerica a discapito della vita umana. Chiedo che si apra una riflessione seria e urgente sulla governance del polo logistico. La responsabilità politica oggi si misura su questo: sulla capacità di mettere la tutela della vita e dei servizi essenziali davanti alla fretta dell’espansione.

In chiusura il consigliere di Coraggiosa si è rivolto ai colleghi “spesso, e giustamente, in quest’aula dedichiamo minuti di silenzio in ricordo di illustri personalità, Suleman Muhammad non ha avuto il tempo di diventare una di esse, ma meritava comunque questo omaggio. La politica, infatti, ha il compito di sancire l’uguaglianza di ogni vita. Un minuto di silenzio anche per lui sarebbe stato il doveroso riconoscimento della sua dignità, ma anche un richiamo al cuore di questa amministrazione: non lasciamo che Suleman rimanga un nome su un giornale, ma facciamo in modo che il nostro cordoglio diventi cura, protezione e speranza per chi oggi percorre quelle stesse strade invisibili”.

 

EX PERTITE: E’ SCONTRO IN CONSIGLIO. MINORANZA “PARLANO I DATI NON I POST”. SINDACA “IL DOCUMENTO DELLA DIFASA MI HA SCIOCCATA”

La minoranza di centro destra che accusa la sindaca di preferire i social alle sedi istituzionale e la sindaca che attende risposte ufficiali, ovvero atti, direttamente dal ministero della Difesa. Al centro del dibattito c’è l’ex Pertite e il caso scoppiato pochi giorni fa, quando Katia Tarasconi, sui profili social, ha reso noto che la Difesa ha inserito la Pertite tra i siti per la produzione di energia rinnovabile. “Appena ricevuta la mail, alle dieci sera, sono rimasta scioccata – ammette Tarasconi – per poi scoprire che, entro 30 giorni, il Comune deve presentare le osservazioni e controdeduzioni, insomma sono rimasta spaesata”.

“Anziché riferire in consiglio o nelle sedi istituzionali il sindaco di questa città, non la candidata, preferisce la grancassa dei social – è l’accusa della consigliera Patrizia Barbieri – ricordo che il sindaco ha l’obbligo della verità dei fatti e dell’imparzialità, invece con un riscoperto spirito ambientalista, senza alcuna verifica, si instilla la possibilità che nella Pertite si possa produrre energia rinnovabile. E non è sufficiente il chiarimento del Generale di Divisione Sirimarco che aveva assicurato che nessun impianto fotovoltaico sarà realizzato sull’area dell’ex Pertite, e neppure le rassicurazioni del ministro Foti. Sono i dati ufficiali che parlano non i post – ha sottolineato Barbieri –  e ora cogliamo l’occasione di fare quel tavolo tecnico e portare a casa risultati concreti”.

“La Pertite è stata espunta dai siti? Bene, allora mi aspetto che il ministero  mi invii una comunicazione e lo confermi. E’ chiaro che fino ad allora il Comune è tenuto a mobilitarsi producendo le osservazioni richieste, salvo che, come detto, arrivi la nota dalla Difesa”. A sostenere la posizione della prima cittadina è intervenuta la consigliera Caterina Pagani “il documento a cui fate riferimento – ha detto rivolgendosi alla minoranza – è di Difesa Servizi, ed ha a che fare fare con il bando per la concessione degli impianti. Cosa diversa, invece, è quello recapitato al Comune che arriva dal ministero della Difesa: quindi sono due cose diverse. Chi dice che dobbiamo siamo tutti tranquilli, sta dando una cattiva informazione. È la Difesa che ha in mano la partita. Senza atti formali restano solo belle parole”. “La disinformazione è partita dal post della sindaca” ha ribattuto Barbieri, dando il là ad una serie di fatti personali con la consigliera Pagani.

“Allo stato attuale – ha detto la consigliera Tiziana Albasi – credo che, amministrativamente, il Comune debba ricevere una comunicazione ufficiale dal ministero della Difesa che l’area è stata esclusa dai siti per la produzione di energia. Poi – ha proseguito – questa costante sottolineatura alla giunta che poteva fare di più o che poco si è fatto, mi ha stancata. Fermi non ci siamo stati – ha detto – ci sono pratiche complesse che attendono risposte complesse”. “Ma il parco nella Pertite è ancora una priorità? – ha domandato il consigliere Putzu –  non so che esito potrebbe dare un nuovo referendum”. “La Pertite è una questione serie e la serietà impone una riflessione; la prima è che non ci sono i soldi – ha detto il consigliere Sergio Ferri –  Che si possano fare ipotesi di acquisizione parziale è de tutto legittimo, perché in toto (270mila quadrati ndr) credo sia un problema abbastanza gravoso per qualsiasi amministrazione”. La consigliera Claudia Gnocchi ha portato ad esempio il Tampelhofer Park di Berlino, “un aeroporto che è stato trasformato in parco pubblico senza nessun intervento di bonifica – ha spiegato – non si è assolutamente pensato, di recuperarlo per farvi costruzioni nonostante fosse un’ area centrale alla città, e che la riqualificazione di quel luogo non ha previsto nessuna opera di bonifica: si è lasciato tutto come era. E qui mi ricollego al tema Pertite, facendo mie le preoccupazioni espresse dal Comitato, affinché non sia vanificata la volontà dei cittadini; il Comune deve puntare ad acquisirla”.

 

 

APL SOSTIENE L’ONCO EMATOLOGIA CON TRE DONAZIONI. OGNI ANNO IL DAY HOSPITAL ACCOGLIE 1400 PAZIENTI

Tre donazioni importanti da parte di Apl Piacenza al reparto di onco ematologia dell’ospedale; un sostegno concreto e continuo che contribuisce a rafforzare gli ambiti della ematologia e della biologia dei trapianti. Le donazioni riguardano un contributo da 27mila euro destinato a sostenere l’incarico di data manager, una figura centrale specializzata nella gestione dei dati clinici e di studio; 3200 euro per l’acquisto di cinque bilance digitali con altimetri fondamentali per l’impostazione dei trattamento del pazienti e un NanoDrop, del valore di 15mila euro, per il potenziamento delle attività di laboratorio a supporto dei percorsi di trapianto e dell’innovazione tecnologica. Contributi determinanti a fronte di un aumento delle malattie onco ematologiche; il day hospital accoglie annualmente tra 1300/1400 pazienti. Le tre donazioni di Apl vanno a completare il quadro che comprende anche il sistema eliminacode per il day hospital del valore di 23 mila euro, che va a migliorare la gestione dei flussi e l’accoglienza dei pazienti.

AUSL: IN TRE ANNI CONTI IN RISANATI. BILANCIO 2026 VERSO IL PAREGGIO

L’Azienda Usl di Piacenza si prepara a completare il percorso di risanamento dei conti, con un deficit che in tre anni passa dai 12,1 milioni di euro del 2024 a zero. È stato infatti approvato il bilancio preventivo 2026, costruito in equilibrio e con l’obiettivo del pareggio a fine esercizio, che sarà garantito attraverso i trasferimenti regionali previsti e un costante lavoro di governo e monitoraggio della spesa.
La previsione di spesa complessiva, al netto dei trasferimenti già effettuati, evidenzia al momento un disequilibrio autorizzato di 60,8 milioni di euro, che sarà progressivamente riassorbito grazie agli ulteriori trasferimenti previsti e confermati dalla Regione. Da qui a fine 2026, infatti, sono garantite alle aziende sanitarie regionali risorse per complessivi 950 milioni di euro:
325 milioni di euro per la gestione sanitaria accentrata, 215 milioni di euro di risorse vincolate del Fondo sanitario nazionale, 210 milioni di euro dal Pay back farmaceutico, 200 milioni di euro di risorse regionali già stanziate.
Tali fondi coprono l’ammontare del fabbisogno residuo delle aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna registrato a oggi attraverso il monitoraggio costante dei conti, coordinato dalla Regione.

Il fabbisogno attuale di 60,8 milioni di disequilibrio autorizzato della Ausl di Piacenza non fotografa quindi lo stato di salute dei conti che, come detto, chiuderanno in pareggio il 2026 dopo i deficit passati, ma rappresentano l’andamento finanziario in tempo reale, cioè la differenza fra andamento della spesa e dei trasferimenti previsti. Questi fondi saranno poi coperti progressivamente entro l’anno con gli stanziamenti già previsti dalla Regione.

Il 2026 segna una fase di profonda trasformazione del sistema sanitario locale, con il passaggio a un modello sempre più orientato alla presa in carico territoriale e alla continuità delle cure.

In particolare, Il 2026 rappresenta un anno decisivo per l’avvio e la piena operatività degli Ospedali di comunità e per il rafforzamento della rete territoriale. Un ruolo centrale sarà svolto dalla medicina generale, alla luce del nuovo Accordo integrativo regionale, che ridefinisce l’organizzazione dell’assistenza primaria.

Il bilancio si inserisce in un contesto di aumento delle risorse, accompagnato però da vincoli stringenti legati ai rinnovi contrattuali e ai costi obbligati.
L’equilibrio economico è il risultato di un lavoro costante di monitoraggio e governo della spesa, in coordinamento con la programmazione regionale.
Il 2026 si caratterizza per un significativo aumento dei costi, legato in particolare alla spesa farmaceutica, ai dispositivi medici, ai vaccini e al permanere di dinamiche inflattive.

Prosegue il piano di investimenti, che affianca alle grandi opere di edilizia sanitaria il completamento delle strutture territoriali previste dal PNRR.
Per quanto riguarda i trasferimenti alla Ausl di Piacenza, sono previsti 608,7 milioni di euro di finanziamento regionale per garantire l’erogazione dei servizi secondo i livelli essenziali di assistenza, a cui si aggiungono ulteriori risorse vincolate per specifici ambiti di attività.

Oltre 43 milioni di euro sono destinati al Fondo regionale per la non autosufficienza, a sostegno dei servizi per anziani, persone con disabilità e situazioni di fragilità.

Particolare attenzione è dedicata al personale e al rafforzamento della rete territoriale: sono previsti oltre 35 milioni di euro per il rinnovo contrattuale dei professionisti, con un incremento di circa 4 milioni rispetto all’anno precedente, e ulteriori finanziamenti per il potenziamento dei servizi territoriali, in linea con il modello previsto dal DM 77/2022 e con lo sviluppo delle Case della Comunità e degli Ospedali di comunità (con un incremento di circa 1,9 milioni di euro rispetto all’anno precedente).
La spesa per farmaci e dispositivi medici si conferma una delle principali voci del bilancio, con un andamento in crescita legato all’innovazione terapeutica, all’incremento dei costi e all’aumento dei bisogni di cura.

Anche i costi per i servizi – tra cui manutenzioni, appalti e utenze – sono previsti in aumento, in un contesto ancora caratterizzato da rilevanti costi energetici e dinamiche inflattive.

Il Piano degli investimenti conferma un’importante programmazione nel triennio 2026–2028, con interventi che riguardano sia il rinnovo delle tecnologie sia lo sviluppo delle strutture sanitarie sul territorio, per un valore complessivo di oltre 300 milioni di euro, di cui oltre 24 milioni di investimenti previsti quest’anno.
Il 2026 rappresenta un anno chiave per il completamento degli interventi legati al PNRR, che stanno contribuendo al rafforzamento della rete territoriale attraverso l’attivazione delle Case della Comunità, degli Ospedali di comunità e delle Centrali operative territoriali, oltre a importanti interventi di riqualificazione delle strutture esistenti.

Il bilancio verrà presentato alla Conferenza territoriale Sociale e sanitaria il prossimo 29 aprile.

 

AVS: “RICANDIDATURA TARASCONI UNA FUGA IN AVANTI CHE PRECLUDE IL CAMPO LARGO”

Il “Metodo Piacenza”?. Quando l’autosufficienza diventa un rischio. La recente mossa del Partito Democratico di Piacenza di blindare la ricandidatura della sindaca Katia Tarasconi, saltando a piè pari il confronto preventivo con le forze politiche dell’area progressista, ambientalista e di sinistra solleva interrogativi che vanno ben oltre i confini del consiglio comunale. Non è in discussione che nella propria visione il PD decida di puntare sulla prima cittadina uscente, quanto la scelta metodologica di procedere per strappi, ignorando le dinamiche di quella coalizione di centrosinistra ovvero il progetto “Campo Largo” che si sta portando avanti a livello nazionale e che a parole si vorrebbe costruire come alternativa solida alle destre. Ciò che è in discussione è quella che si potrebbe definire una fuga in avanti, quasi un sabotaggio, che preclude o indebolisce drasticamente qualsiasi interlocuzione volta a favorire la costruzione di una intesa di largo spettro nel centrosinistra.

Annunciare una ricandidatura come un “fatto compiuto” prima ancora di aver aperto un tavolo di confronto con il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e i civici di Alternativa per Piacenza trasmette un messaggio di autosufficienza muscolare che mal si concilia con lo spirito di cooperazione. Se il Campo Largo deve essere un progetto politico e non un semplice cartello elettorale, il dialogo non può essere un’opzione facoltativa o un atto di cortesia a posteriori.
L’approccio adottato dai vertici dem piacentini evidenzia tre grandi criticità: si dà per scontato che gli alleati debbano accodarsi per “senso di responsabilità”, riducendo il perimetro della coalizione a un ruolo di comparsa; una ricandidatura dovrebbe essere il momento per un bilancio partecipato; evitare il confronto significa sottrarsi all’analisi critica su temi caldi per la città (urbanistica, ambiente, welfare) su cui le sensibilità degli alleati sono spesso divergenti.

Muoversi senza coordinamento rischia di allontanare quella base elettorale che chiede coerenza e partecipazione, non decisioni calate dall’alto.
La democrazia non è solo il voto finale, ma il percorso condiviso che porta alla scelta. Chiunque intende guidare il Campo Largo, deve applicare l’arte dell’ascolto, non quella del comando. Piacenza merita un progetto di lungo respiro, capace di includere le diverse anime del centrosinistra e del civismo.

“PIACENZA EXPO MOLTIPLICATORE DI BUSINESS PER IL TERRITORIO”, MERCOLEDI’ LA PRESENTAZIONE DELLA RICERCA A CURA DELLA CATTOLICA

A distanza di oltre dieci anni dall’ultima rilevazione, Piacenza Expo torna a misurare l’impatto socio-economico generato dall’attività fieristica a favore del territorio piacentino. Un’analisi accurata, scientifica e approfondita, realizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore attraverso la collaborazione di due distinti centri di ricerca – il Laboratorio di Economia Locale e Res Hub – attraverso il lavoro di un gruppo coordinato dal prof. Paolo Rizzi e composto da Arianna Molinaroli, Pietro Spezia e Riccardo Torelli. La ricerca, realizzata sulla base di un’analisi di Prometeia, fotografa il settore fieristico piacentino che – in linea con il mercato nazionale – ha vissuto negli ultimi due anni un ciclo di consolidamento e rilancio, superando definitivamente i livelli pre-pandemia e rafforzando il proprio ruolo come leva strategica per l’economia del territorio. Nel recente contesto di crescita diffusa, Piacenza Expo si conferma – sulla base dei dati emersi dalla ricerca – un moltiplicatore di business capace di generare ricadute significative sul territorio, coinvolgendo un indotto sempre più ampio e diversificato.

La ricerca, intitolata “Piacenza Expo. Il valore si moltiplica”, verrà presentata mercoledì 22 aprile allo ore 11.00 presso la Sala Convegni della società fieristica piacentina; sono previsti gli interventi del Presidente di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli, del Direttore Sergio Copelli, del prof. Paolo Rizzi – Direttore del Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – e della dr.ssa Arianna Molinaroli, componente del gruppo di lavoro che ha realizzato la ricerca.

CENTRI ESTIVI: SI AMPLIA LA RETE DEI GESTORI. DA LUNEDI’ AL VIA LE DOMANDE

Si amplia l’offerta dei centri estivi che aderiscono al progetto regionale “Conciliazione Vita-Lavoro”: 28 realtà del territorio, cinque in più dello scorso anno, con 14 proposte rivolte alla fascia d’età tra i 3 e i 6 anni, 25 dedicate ai preadolescenti tra i 6 e i 13 anni.
Si aprirà lunedì 20 aprile fino all’11 maggio, per le famiglie che lo desiderano la possibilità di richiedere il bonus a sostegno delle spese di frequenza dei centri estivi per i propri figli, grazie alle risorse stanziate dalla Regione per un importo di 254mila 761 euro. Il finanziamento è finalizzato alla copertura, totale o parziale in funzione del costo effettivo, della retta di frequenza settimanale del centro estivo, con un limite massimo complessivo di 300 euro per ciascun figlio.

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FDI: “DA TARASCONI UNA SENSIBILITA’ AMBIENTALE PIUTTOSTO TARDIVA PER LA EX PERTITE”

Anche il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia interviene sulla questione ex Pertite e, in particolare sulle dichiarazioni della prima cittadina, “definite strumentalizzazione ai fini elettorali”.

“È infatti censurabile il fatto che il Sindaco – si legge nella nota – dopo avere ipotizzato la realizzazione di un impianto fotovoltaico sull’area ex Pertite, si sia ben guardata dall’informare la cittadinanza della comunicazione da Lei ricevuta, ancorché per le vie brevi, volta ad escludere un utilizzo da parte del Ministero della Difesa dell’utilizzo a l detto fine dell’area dell’ex Pertite.
Come chiarito infatti dal Ministro Foti, il Commissario speciale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, Generale di Divisione CC Michele Sirimarco, aveva comunicato, subito dopo la pubblicazione del post del Sindaco sulla sua pagina Facebook, che nessun impianto fotovoltaico sarà realizzato sull’area dell’ex Pertite.

Un comportamento che, lungi dal volere essere trasparente, si palesa invece come fazioso e strumentale, volto solo a volere comunicare ai cittadini ciò che interessa al Sindaco anziché la verità dei fatti. Non è purtroppo la prima volta che questa Amministrazione sceglie cosa comunicare e cosa tacere ai cittadini. Basti ricordare il caso della fideiussione risultata poi falsa, rispetto alla quale il Comune si è ben guardato dal fornire informazioni trasparenti e tempestive.

Ma c’è di più.
Il 24 aprile 2024 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Comune di Piacenza e Agenzia del Demanio, che coinvolge anche l’area ex Pertite tra gli immobili da valorizzare e rifunzionalizzare, anche attraverso partenariati con soggetti privati. E infatti, già nel 2024, sul sito dell’Agenzia del Demanio, compariva (e compare tutt’ora) una descrizione dell’area in cui si legge che “potrebbe essere realizzato un energy park che coniuga sostenibilità energetica, decarbonizzazione, innovazione, riqualificazione ambientale e salvaguardia della biodiversità”.
Ed è proprio questo il motivo per cui il Comitato Pertite ha espressamente chiesto che l’area dell’Ex Pertite sia esclusa da tale accordo, accordo appunto sottoscritto anche dal Comune di Piacenza.

Allora ci domandiamo: perché l’Amministrazione Tarasconi ha sottoscritto un protocollo che, come detto, prevedeva la possibilità di realizzare proprio un impianto fotovoltaico, oggi contestato dal Sindaco di Piacenza?
Non solo. Nel maggio 2025 – a seguito delle polemiche sollevate dalle associazioni ambientaliste – il quotidiano Libertà pubblicava un articolo nel quale si parlava esplicitamente di fotovoltaico sull’ex Pertite, poi liquidato dall’Amministrazione come un “malinteso del Demanio” ed un “errore da correggere”.
Peccato che, a quella dichiarazione, non sia seguita alcuna azione concreta.
Dall’accesso agli atti effettuato dal nostro gruppo, risulta infatti che non vi è stata alcuna interlocuzione successiva tra il Comune e il Ministero della Difesa o l’Agenzia del Demanio su questo tema. L’ultima comunicazione risale infatti all’anno precedente: maggio 2024.
Ciò significa che l’Amministrazione sapeva, non è intervenuta e – oggi – strumentalizza. È fin troppo facile, a questo punto, sbandierare allarmi alla cittadinanza quando arrivano comunicazioni ufficiali, omettendo però di dire che già si era a conoscenza della questione, che per anni non si è fatto nulla e che, comunque, si era già stati rassicurati.

Colpisce infine l’improvvisa attenzione del Sindaco per l’area ex Pertite, oggi descritta come un bene da tutelare ad ogni costo, quando in passato la stessa Amministrazione aveva ipotizzato di destinarla ad altri utilizzi, come la realizzazione del nuovo ospedale.
Una sensibilità ambientale che appare dunque tardiva e, soprattutto, variabile a ciclo di elezioni.
Alla luce di tutto ciò, appare evidente come l’obiettivo del Sindaco non sia quello di tutelare realmente l’interesse pubblico, ma piuttosto quello di anticipare la campagna elettorale di oltre un anno, mostrando più preoccupazione per il proprio futuro politico che per l’azione amministrativa presente.
Fratelli d’Italia ritiene che sia giunto il momento di un confronto trasparente con la Forza Armata per verificare il reale futuro dell’utilizzo dell’ex Pertite.

 

PERTITE NELLE AREE RINNOVABILI? ECCO COSA C’E’ NEL DOCUMENTO DELLA DIFESA

Che non ci sia nulla di definitivo è certo, ma è altrettanto evidente che la ex Pertite è inserita nel Programma di interventi per lo sviluppo delle energie rinnovabili della Difesa (PSER) come indica, dettagliatamente, la scheda identificativa riguardante pubblicata sul sito del ministero, insieme ad altre aree tutte presentate come ‘rapporto preliminare’ in una sezione specifica, in data 16 aprile 2026.

Nella premessa si legge che ricorrere alle energie rinnovabili risulta fondamentale, oltre che per il discorso legato all’emergenza climatica, soprattutto per le drammatiche evoluzioni dello scenario geopolitico, che hanno messo l’Europa davanti all’esigenza di affrancarsi dalla dipendenza energetica e dalle fonti fossili, imponendole una decisa accelerazione verso la transizione energetica, in particolare verso le fonti rinnovabili.

E’ proprio in questo scenario che il Ministero della Difesa intende impegnarsi alla crescita sostenibile del Paese e alla decarbonizzazione, con l’utilizzo del rilevante patrimonio immobiliare di cui dispone; l’area dell’ex Pertite, infatti, è un compendio del Demanio Militare e all’interno comprende un’area idonea per la realizzazione di un impianto di produzione di energia rinnovabile. Su una superficie totale di 268.668 metri quadrati, l’area per la produzione di energie rinnovabile dovrebbe essere di 59mila metri quadrati.

Nel documento viene specificato che l’area è facilmente raggiungibile con i collegamenti autostradali, ferroviari e aerei; ricade nel bacino idrografico “del Fiume Po”; non rientra nell’elenco ufficiale delle aree naturali protette; non
risulta interessato da Zone Umide di Importanza Internazionale; l’analisi di pericolosità idraulica svolta ha evidenziato che l’area in questione, per le
alluvioni, rientra interamente nella fascia di pericolosità da bassa ad elevata e si trova nella Zona Sismica 3 caratterizzata da un livello di pericolosità basso.

 

PERTITE, BARBIERI “DALLA SINDACA SLOGAN E PROPAGANDA. LA MAGGIORANZA RIBATTE “ACCUSE SORPRENDENTI E DIFFICILI DA COMPRENDERE”

Il dibattito sul futuro della Pertite ha visto protagonisti, non solo sindaca e ministro Foti, ma anche la consigliera Patrizia e i consiglieri di maggioranza a Palazzo Mercanti. L’ex prima cittadina accusa Tarasconi di “propaganda, slogan e populismo quando mancano 500 giorni alle elezioni, e questo Piacenza non se lo merita. “Prima di scagliarsi contro il ministero della Difesa, sarebbe stato sufficiente, per la Sindaca e i suoi esperti di comunicazione, fare una semplice verifica istituzionale per evitare una figuraccia del genere e meglio sarebbe che la Sindaca – e non la candidata Sindaca – si occupasse davvero di lavorare concretamente con Ministero della Difesa e Demanio per vedere restituita alla città l’area della Pertite a partire da quella parte che i militari erano disposti a cedere e che l’Amministrazione di centrodestra aveva richiesto. Ma la pratica è ferma a 4 anni fa e nemmeno si è provveduto a convocare il tavolo di lavoro più volte sollecitato”.

“Le dichiarazioni dell’ex sindaca Patrizia Barbieri sulla vicenda della Pertite sono sorprendenti e francamente difficili da comprendere” è l’incipit della nota della maggioranza consiliare; “il Comune di Piacenza ha ricevuto un documento ufficiale del Ministero della Difesa, protocollato, relativo al programma nazionale per lo sviluppo delle energie rinnovabili nei siti militari. Nel documento è chiaramente indicata la possibilità per gli enti destinatari di presentare osservazioni entro 30 giorni nell’ambito della procedura di valutazione ambientale strategica.

Di fronte a un atto formale dello Stato, il dovere di un’Amministrazione responsabile è verificare, chiedere chiarimenti e difendere gli interessi della città. Trasformare questo comportamento in “propaganda elettorale” è un’accusa che appare strumentale.

Sorprende che queste critiche arrivino da chi ha amministrato la città per cinque anni senza ottenere risultati concreti sulla Pertite. Si tratta infatti di una pratica complessa, che coinvolge Ministero della Difesa, Demanio e diversi livelli istituzionali e che proprio per questo richiede serietà e lavoro istituzionale. Colpisce invece il tono polemico utilizzato dall’ex sindaca Barbieri, che da quando ha perso le elezioni sembra aver scelto la strada di una campagna elettorale permanente, attaccando ogni iniziativa dell’Amministrazione invece di contribuire con serietà al confronto istituzionale. Sulla Pertite – chiude la nota – la posizione della maggioranza e della città è sempre stata chiara: quell’area deve restare un’area verde a disposizione dei cittadini.

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