DUE AGENTI AGGREDITI DURANTE UN CONTROLLO SUL BUS. “VIOLENZA INACCETTABILE”

Nel primo pomeriggio di oggi, in piazzale Roma, due agenti della Polizia Locale di Piacenza sono rimasti feriti nel corso di un intervento a supporto dei controllori di Seta su un autobus di linea.

L’intervento è scaturito dal rifiuto, da parte di un uomo di 30 anni, di origine nigeriana e regolarmente presente sul territorio nazionale, privo di titolo di viaggio, di fornire le proprie generalità e di scendere dal mezzo. Alla presenza della pattuglia intervenuta, l’uomo ha opposto resistenza, arrivando ad aggredire fisicamente gli agenti.

Nel corso dell’azione, un ispettore è stato colpito al volto con una testata, riportando una lesione al naso con prognosi di 7 giorni. Un assistente scelto, intervenuto per immobilizzare l’aggressore subito dopo il colpo inferto al collega, ha riportato la frattura di una costola, con prognosi di 21 giorni. Entrambi sono stati visitati e medicati al Pronto soccorso di Piacenza.

L’uomo è stato successivamente bloccato con il supporto di ulteriori pattuglie e condotto al Comando di via Rogerio per le procedure di identificazione e per gli adempimenti di legge.

“Quanto accaduto è estremamente grave – afferma la sindaca Katia Tarasconi – Esprimo la piena solidarietà, mia personale e di tutta l’amministrazione comunale che rappresento, ai due agenti feriti in servizio. Sono stati aggrediti mentre stavano svolgendo il proprio lavoro, garantendo il rispetto delle regole e la sicurezza dei cittadini. Colpire un agente durante un controllo significa colpire la comunità che quell’agente rappresenta con la divisa che indossa. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a episodi di questo tipo. La violenza è inaccettabile”.

“La Polizia Locale – conclude la sindaca – opera ogni giorno con professionalità e senso del dovere. Come Amministrazione saremo sempre al fianco delle nostre donne e dei nostri uomini in divisa. Il rispetto delle regole è un principio fondamentale della convivenza civile”.

 

IL NUOVO REGOLAMENTO DEGLI ALLOGGI POPOLARI INFIAMMA IL CONSIGLIO. CUGINI: “DIRE CHE VANNO AGLI STRANIERI E’ UNA BUFALA”. SORESI “SONO PROPRIO CONVINTA DEL CONTRARIO”

Si è infiammata nell’ultima parte della discussione la seduta di consiglio che ha visto l’assemblea chiamata alla voto sulla modifica del regolamento dell’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. “Una revisione del regolamento dettata – come ha ribadito l’assessora alle Politiche Abitative Nicoletta Corvi – dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che raccomanda a tutti i Comuni di assegnare gli alloggi in base ai bisogni e alle effettive criticità”, e non rispetto alla residenzialità. Ecco allora che gli uffici e l’assessorato hanno tempestivamente lavorato, in questi mesi, per arrivare ad una modifica del regolamento che prevedesse un cambiamento nei punteggi di assegnazione; i criteri principali del nuovo regolamento danno un maggior numero di punti ai nuclei famigliari in situazione di fragilità o che vivono in una forte precarietà economica, con un Isee tra 8.500 e 13mila euro e che quindi faticano a reperire sul mercato immobiliare un’abitazione. Di fatto il criterio di residenzialità nel territorio piacentino, che per anni è stato il principale per l’assegnazione di un alloggio popolare, è stato azzerato. “Un atto che vuole portare un valore aggiunto, benessere ed equità ai cittadini di questa città” l’ha definito l’assessora Corvi.

E se alcuni consiglieri di maggioranza, come la consigliera Angela Fugazza e il collega Luca Dallanegra, si sarebbero aspettati, a torto, un’approvazione più o meno unanime della delibera, il centro destra invece aveva ben chiare le critiche, anche pungenti, da sottoporre all’assessora; in particolare la capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi che è arrivata a definire non veritieri i dati riportati da Corvi e, ribaditi, dalla sindaca Tarasconi, a fine intervento. “I dati che si riferiscono al 2023 e 2024 sono diversi e ci dicono che gli alloggi sono stati assegnati, in maggioranza, a cittadini stranieri” ha detto Soresi. Particolarmente risentita l’assessora Corvi “mi ritengo offesa perché non ritengo di essere menzognera, per cui non c’è nulla di peggio della mistificazione” ha detto rivolgendosi a Soresi. “Delle 1891 residenze assegnate, 1362 sono andate a italiani e 528 a stranieri cittadini stranieri- ha precisato Tarasconi – questi sono i dati del 2025”. “Se lei ha in mano dati diversi, per il bene della città e di questo consiglio è doveroso chiarirlo subito – ha fatto eco il consigliere di Alternativa per Piacenza Stefano Cugini – non può andare avanti un consiglio senza stabilire un punto di verità”. “I dati del 2025, anno in cui è stata avviata la riforma del regolamento sono quelli che vi ho appena dato” ha ribadito Tarasconi. “Possiamo dire che sostenere che le case popolari vengono assegnate agli stranieri è una bufala?” domanda retoricamente Cugini alla sindaca. “Possiamo dirlo” risponde lei. 

Questo il climax delle ultime battute prima del voto della delibera approvata con 20 voti favorevoli, 8 contrari (centro destra), un astensione (Cugini ApP) e un non partecipante (Putzu Liberali).

In mezzo una lunga discussione che ha evidenziato tutte le differenza tra la maggioranza di centro sinistra e l’opposizione di centro destra. “Una modifica dettata da una scelta politica e non giuridica, tanto che non è stato chiesto il parere né dall’Avvocatura né di Anci – ha accusato Soresi – con la conseguenza che saranno gli stranieri a vedersi assegnati gli alloggi, considerato che il criterio della residenzialità è stato azzerato”. Meno tranchant ma sulla stessa lunghezza la consigliera della civica di centro destra Federica Sgorbati, assessora alla politiche abitative e al welfare nella giunta Barbieri: “Togliere il criterio della residenza non è un messaggio corretto – ha detto – certo è bene evitare ricorsi, ma a parità di bisogno, mi pare giusto premiare chi ha un legame stabile con il territorio e quindi un’appartenenza più forte. Per questo sarebbe stato corretto diminuire il punteggio della residenza, ma non azzerarlo”. “E’ un atto di responsabilità politica – ha detto la consigliere di maggioranza Angela Fugazza – non adeguarci sarebbe irresponsabile. Chi ha più bisogno sale in graduatoria, non è operazione ideologica, ma di equità”. “Questa modifica è necessaria, oltre che giusta – è la posizione del consigliere di Piacenza Oltre Sandro Spezia – non approvarla significherebbe violare un principio costituzionale”. “La Corte Costituzionale ci dice che la residenzialità non è un passaporto – ha detto Matteo Anelli Piacenza Coraggiosa – è una
scelta di responsabilità, è un adeguamento necessario che prima o poi andava affrontato”. “Il bisogno deve restare centrale, per questo la residenza non è un indicatore – ha detto il consigliere del PD Salvatore Scafuto – l’edilizia residenziale pubblica è una politica sociale, serve a prevenire la marginalità, inoltre l’ente non si può sottoporre a rischi di non adeguamento”. “Noi vogliamo premiare chi vive qui da più anni, paga le tasse e contribuisce al benessere del territorio – è la posizione opposta alla maggioranza di Luca Zandonella della Lega – da nessuna parte è scritto che andava azzerato il criterio di residenzialità. Tra il tutelarsi e l’azzerare completamente, io sono per un punto di equilibrio”. “Noi avremmo operato una scelta inversa – ha ribadito la capogruppo Patrizia Barbieri -anziché mitigare avete scelto di togliere”.

“Questa è anche una scelta politica e come tale va rivendicata, qui dentro noi siamo chiamati a fare politica – ha detto Cugini di ApP – per quanto mi riguarda merita un plauso. La cosa importante è far capire alla gente fuori la realtà dei fatti e cioè che le case popolari non vanno tutte agli stranieri, come qualcuno vuole fare credere” riferendosi alla collega Soresi che ha ribattuto “io invece sono proprio convinta di questo. Il sistema, eliminando totalmente il requisito della residenza e aumentando quello della fragilità, favorirà i cittadini stranieri che sappiamo sono quelli che delinquono di più”.

 

 

TARASCONI NOMINATA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE URBANISTICA DI ANCI

La sindaca di Piacenza Katia Tarasconi è stata nominata Presidente della Commissione permanente “Urbanistica, Rigenerazione Urbana e Periferie” di ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

“Accolgo questa nomina con senso di responsabilità – commenta Tarasconi – e con la consapevolezza che oggi il governo del territorio e la rigenerazione urbana rappresentano una delle sfide decisive per i Comuni italiani”. “Le città – aggiunge – sono il primo presidio istituzionale vicino ai cittadini e hanno bisogno di strumenti normativi chiari, risorse adeguate e maggiore capacità di programmazione. Lavorerò perché ANCI possa essere sempre più un punto di riferimento autorevole nel confronto con il Governo e il Parlamento su questi temi strategici per lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita nelle nostre comunità”.

La comunicazione ufficiale è stata trasmessa dai vertici nazionali dell’Associazione e porta la firma del Presidente Gaetano Manfredi e del Presidente del Consiglio Nazionale Marco Fioravanti. Alla sindaca Tarasconi viene affidato il coordinamento dei lavori della Commissione che opera a livello nazionale sulle materie del governo del territorio, della pianificazione urbanistica, della rigenerazione urbana e delle politiche per le periferie.

La Commissione rappresenta uno dei principali tavoli di confronto dell’ANCI sui temi strategici per i Comuni italiani: segue l’evoluzione normativa, elabora proposte e documenti di indirizzo, contribuisce alla definizione delle posizioni dell’Associazione nei rapporti con Governo e Parlamento e accompagna l’attuazione delle politiche pubbliche in materia di trasformazione urbana.

Si tratta di una delega di particolare rilievo nel quadro dell’organizzazione nazionale dell’ANCI, che assume un valore significativo anche per Piacenza. Le politiche di rigenerazione urbana, il recupero degli spazi pubblici, la riqualificazione delle aree dismesse e la qualità della pianificazione territoriale sono infatti tra le principali sfide che interessano oggi le città italiane.

Nel suo nuovo ruolo, la sindaca Tarasconi sarà chiamata a coordinare i lavori della Commissione in raccordo con il delegato politico nazionale e con la struttura tecnica dell’ANCI, rappresentando le istanze dei Comuni nei processi decisionali di livello centrale.

La nomina conferma il ruolo attivo di Piacenza nelle reti istituzionali dei Comuni italiani e rafforza la presenza della città nei luoghi in cui si definiscono orientamenti e politiche strategiche per lo sviluppo urbano e la rigenerazione dei territori.

 

MEBA BIORESINE PUNTA AI MERCATI INTERNAZIONALI GRAZIE AL PROGETTO DI SPAZIO CRESCITA DI CONFINDUSTRIA

Grazie ad una importante operazione industriale, promossa dal progetto spazio crescita di Confindustria Piacenza, la storica impresa MEBA potrà rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali e lo sviluppo industriale.
Dal 30 gennaio scorso Meba Bioresina Società Benefit srl è la nuova società nella quale è confluito il ramo aziendale operativo di Meba, storica azienda familiare specializzata nella produzione di biopolimeri per la moda e il design. Il capitale è partecipato da Axia Investment veicolo di investimento industriale promosso da Axianet, che riunisce investitori dal Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. Il capitale raccolto è stato interamente investito; il primo investimento è un nuovo layout produttivo a impatto zero

L’ingresso di AxiaNet rappresenta un passaggio chiave per rafforzare la struttura organizzativa e finanziaria dell’azienda, che vuole valorizzare le competenze di Meba nel campo delle bioresine, materiali destinati ai settori degli accessori della moda e del design, sempre più richiesti per il loro contributo alla riduzione dell’impatto ambientale delle filiere produttive e per la particolarità estetica e applicativa.

EOLICO A FERRIERE, PROVINCIA: “PROGETTO INCOMPATIBILE CON LE STRATEGIE DI PIANIFICAZIONE E CON LA TUTELA DEL PATRIMONIO PAESAGGISTICO”

La Presidente della Provincia di Piacenza ha informato che gli uffici hanno concluso le verifiche tecniche sul progetto di impianto eolico “Ferriere”, proposto da Ferriere Wind S.r.l. e attualmente in fase di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica al quale compete la determinazione finale in merito all’ammissibilità dell’intervento. Il progetto prevede la realizzazione di 7 aerogeneratori per una potenza complessiva di 31,5 MW, oltre alle relative opere di connessione tra il Comune di Ferriere e il Comune di Santo Stefano d’Aveto.

Sulla base dell’istruttoria degli uffici l’Ente è orientato a presentare proprie osservazioni in merito all’impianto per evidenziare le criticità rilevate. Queste osservazioni (che in base all’iter procedurale la Provincia non è tenuta a presentare ma che l’Ente sente il dovere di presentare in
ossequio alla sua competenza di pianificazione urbanistica e di “Casa dei Comuni”) nei prossimi giorni saranno indirizzate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ma anche alla Regione Emilia-Romagna, perché quest’ultima ne tenga conto nelle proprie valutazioni.
L’analisi tecnica condotta ha riguardato, in coerenza con le competenze dell’Ente, la compatibilità dell’intervento con la pianificazione provinciale.
Premesso che l’analisi della documentazione progettuale ha evidenziato carenze significative, che non consentono al momento una valutazione esaustiva del progetto, in particolare in riferimento al Piano Territoriale di Area Vasta (PTAV) vigente, sono emerse le seguenti rilevanti criticità: l’area interessata dal progetto è soggetta a numerose tutele ancora vigenti ereditate
dal precedente PTCP che limitano e condizionano le trasformazioni territoriali, tra le quali si evidenziano quelle relative ai crinali, alle aree forestali, ai corsi d’acqua, alle zone di particolare interesse paesaggistico ambientale e alla unità di paesaggio. Gli uffici segnalano, inoltre, la necessità di approfondimenti rigorosi, non presenti nella documentazione esaminata, in merito al rischio di dissesto, alla protezione dei terreni, delle acque e alla tutela delle sorgenti destinate al consumo umano.
Il progetto risulta non coerente con la strategia paesaggistica del PTAV che, per l’ambito di paesaggio “Crinali di confine piacentino-parmense” interessato dagli interventi, riconosciuto come territorio di elevata sensibilità, definisce prioritaria la tutela e conservazione del patrimonio naturale, la continuità delle aree boscate e la protezione delle emergenze geomorfologiche. La tutela e valorizzazione del patrimonio vegetazionale, che garantisce un’elevata fornitura di servizi ecosistemici con valenza per tutta la provincia, si
caratterizza nella pianificazione provinciale come un importante obiettivo a cui fanno riferimento specifiche azioni, fra le quali anche quella di contrastare la perdita dei prati pascolo in montagna, quali importanti elementi di sostegno della biodiversità.

“Premesso che sull’ammissibilità o meno del progetto è chiamato ad esprimersi il Ministero dell’Ambiente, come Provincia presenteremo al Ministero le osservazioni tecniche per evidenziare le forti criticità emerse dall’analisi effettuata dai nostri uffici rispetto alla pianificazione provinciale – dichiara, a nome di tutto il consiglio provinciale, la presidente Monica Patelli. Questo progetto non è compatibile con le strategie di tutela del patrimonio paesaggistico di difesa della biodiversità e di sviluppo condivise da tutto il consiglio provinciale con l’approvazione del PTAV: la nostra avversità si
esprime dunque nel merito di un progetto che, oltretutto, risulta carente a livello di documentazione. Questa istanza, inoltre, insiste su un territorio a rischio dissesto, rischio testimoniato da fenomeni noti come, un esempio su tutti, il crollo di un tratto di strada lungo la Strada provinciale della Val d’Aveto, e questo aspetto deve essere tenuto in considerazione e approfondito”.

“La produzione di energia pulita è un obiettivo condivisibile ma deve avvenire nel rispetto degli strumenti di pianificazione elaborati dal territorio per il perseguimento della tutela del territorio stesso e del suo sviluppo sostenibile – dichiara Franco Albertini, Vicepresidente della Provincia di Piacenza- sulla base delle analisi tecniche effettuate dagli uffici provinciali questo progetto evidenzia una serie di criticità, non risultando coerente con gli obiettivi della
pianificazione territoriale. Nello specifico è nostro dovere tutelare quest’area del territorio, tra il Comune di Ferriere e il Comune di Santo Stefano d’Aveto, a cavallo tra due Provincie, tra due Regioni, un’area rispetto alla quale l’impegno dell’Ente è orientato alla risoluzione dei problemi di dissesto, alla tutela del paesaggio e alla valorizzazione della montagna”.

CONFAPI INDUSTRIA: ECONOMIA IN STALLO TRA TENUTA E PRUDENZA

E’ una economia in stallo, non tragica, non di crisi ma sicuramente non agganciata a quella che è la crescita che invece è importante e ci si aspetta in ogni settore economico. Il direttore di Confapi Industria Piacenza Andrea Paparo riassume così quanto emerge dall’indagine congiunturale 2025 che ha coinvolto 150 piccole e medie imprese di Piacenza e provincia, elaborata appunto da Confapi.

Tenuta, cautela e investimenti mirati: sono le parole chiave che hanno caratterizzato il 2025 e che occupano anche i primi mesi del 2026. Lo rivela l’indagine di Confapi industria piacenza che ha coinvolto un campione rappresentativo di 150 piccole e medie imprese del territorio composto per gran parte da imprese manifatturiere. Nel corso del 2025 le imprese hanno mostrato una buona capacità di tenuta, una quota rilevate cresce ma in modo contenuto, senza una vera e propria fase espansiva. Nel 2025, le imprese piacentine hanno mostrato una buona capacità di tenuta. Il 43% delle aziende ha registrato un aumento, in molti casi contenuto, della produzione, mentre il 29% ha evidenziato una contrazione; per il restante 28% i livelli produttivi sono rimasti sostanzialmente invariati.

Le aspettative per il 2026, e in particolare per il primo semestre, sono dominate da un clima di cautela. Il 53% delle imprese di Piacenza prevede una produzione stabile, mentre il 24% si attende un aumento e il 23% una diminuzione. Anche il fatturato è atteso prevalentemente stabile dal 52% delle aziende, con una quota pari al 26% che prevede una crescita e il 22% che teme una flessione. Il 21% delle imprese piacentine prevede nuove assunzioni nel 2026, a conferma di un quadro occupazionale sostanzialmente fermo, mentre il 58% esclude un incremento dell’organico e il restante 21% prevede una sostanziale stabilità o possibili riduzioni.

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BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE DELLA PROVINCIA DI PIACENZA: LAVORO E SICUREZZA PUNTI DI FORZA, CRITICITA’ PER AMBIENTE E INNOVAZIONE

Sono sicurezza e lavoro i settori in cui la Provincia di Piacenza emerge con i dati migliori; per contro,  emerge una condizione di maggiore fragilità del territorio piacentino rispetto agli ambiti di Ricerca e innovazione e dell’Ambiente. E’ il quadro che emerge dal BES 2025, sul benessere equo e sostenibile riferito, appunto, alla provincia di Piacenza. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di 43 enti in 9 regioni, confermando la presenza di tutte le province dell’Emilia-Romagna e del Lazio.

Il rapporto BES 2025 della provincia di Piacenza si propone di monitorare l’evoluzione del benessere del territorio sotto il profilo economico, sociale e ambientale, con particolare attenzione ai temi della disuguaglianza, della
sostenibilità, della solidarietà e dell’inclusione, nonché alla riduzione dei divari di genere. Lo fa quest’anno attraverso una batteria di 89 indicatori riferiti ai
consueti 11 domini tematici del BES, presentati secondo l’ordine adottato nel fascicolo:  Salute, l’Istruzione e formazione , il Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, il Benessere economico, le Relazioni sociali, la Politica e istituzioni, la Sicurezza, il Paesaggio e patrimonio culturale, l’Ambiente, l’Innovazione, ricerca e creatività e la Qualità dei servizi.

Nel rapporto BES il confronto viene eseguito sia rispetto alla regione Emilia Romagna che rispetto all’Italia. Il confronto con l’Italia restituisce un quadro complessivamente favorevole per la provincia di Piacenza, che si colloca al di sopra della media nazionale nel 67% degli indicatori, a fronte del 31% di
indicatori peggiori e dell’1% in linea con la media. Di segno opposto è invece il confronto con l’Emilia-Romagna, nel quale prevalgono gli indicatori al di sotto della media regionale (55%), rispetto a quelli migliori (42%), con un
residuo 3% di indicatori in posizione di sostanziale allineamento.

Gli ambiti che nell’edizione 2025 riportano una condizione migliore di Piacenza rispetto a quella nazionale sono stati in particolare quelli della Salute, del Lavoro e della conciliazione dei tempi di vita, dell’Istruzione e formazione; al contrario, emerge una condizione di maggiore fragilità del territorio piacentino rispetto al contesto regionale per le dimensioni della Ricerca e innovazione; della Salute, del Paesaggio e patrimonio cultural e dell’Ambiente.

 

LOGISTICA: IL TRIBUNALE DI MILANO CONDANNA L’ABUSO DI PRECARIATO

La somministrazione di lavoro non può essere una condizione infinita. E’ un principio fondamentale che ha ribadito il Tribunale di Milano, in funzione di Giudice del Lavoro, accogliendo il ricorso di un lavoratore impiegato per anni presso un primario hub logistico del piacentino. La Filt Cgil di Piacenza – scrive in una nota – segna un punto decisivo nella battaglia contro la precarietà strutturale nel settore della logistica.
Il ricorso, curato dall’avvocato Boris Infantino del Foro di Piacenza, ha dimostrato come il lavoratore fosse impiegato stabilmente nel sito logistico sin dal 2020 attraverso una serie ininterrotta di proroghe e contratti di somministrazione.

La sentenza ha recepito l’orientamento della giurisprudenza eurounitaria, secondo cui l’istituto della somministrazione deve avere carattere temporaneo. L’utilizzo del lavoratore per un tempo prolungato (oltre cinque anni nel caso di specie) è stato ritenuto un abuso della normativa europea, volto a soddisfare esigenze aziendali stabili e non transitorie. Di conseguenza, il Giudice ha dichiarato l’illegittimità dei contratti, ordinando l’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato direttamente con l’azienda utilizzatrice, oltre al pagamento di un’indennità risarcitoria e delle spese legali.

Questa sentenza conferma quanto la nostra categoria denuncia da tempo: nella logistica si abusa della somministrazione per coprire posti di lavoro che dovrebbero essere stabili,” dichiara Karim Mansar, funzionario della FILT CGIL di Piacenza. “Non si tratta solo di una vittoria legale, ma di un segnale politico chiaro: il diritto europeo vieta di tenere i lavoratori in un limbo di incertezza per anni.

VIA AL BANDO CULTURA: DALLA FONDAZIONE 200MILA EURO PER SOSTENERE LE ARTI SUL TERRITORIO

Favorire la crescita qualitativa del sistema culturale e, in particolare, la capacità del sistema piacentino di programmare e realizzare iniziative che supportino la creatività, il confronto e il dialogo tra idee. È l’obiettivo del nuovo Bando Cultura della Fondazione di Piacenza e Vigevano, presentato dal presidente Roberto Reggi, dal vicepresidente Mario Magnelli e dai consiglieri di amministrazione Enrica De Micheli, Robert Gionelli e Luigi Salice.
La dotazione complessiva del bando è di 200.000 euro. È aperto a progetti il cui valore è compreso tra 5.001 e 50.000 euro, e riservato a realtà con sede legale o operativa nella provincia di Piacenza. I benefici attesi sono molteplici: valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale; favorire l’accesso alla cultura e la partecipazione dei cittadini; sostenere la produzione artistica e creativa; rafforzare il ruolo della cultura come leva di coesione sociale e sviluppo territoriale; coinvolgere più realtà nella progettazione degli eventi.

Le richieste di partecipazione, da presentare attraverso il portale ROL sul sito della Fondazione, sono aperte fino al 10 aprile. Rientrano nelle tipologie progettuali ammesse: spettacoli dal vivo (teatro, musica, danza); arti visive e contemporanee (fotografia, mostre, video, installazioni, esposizioni); cinema e audiovisivo (rassegne, festival, piccole produzioni); valorizzazione del patrimonio culturale; promozione della cultura di qualità (manifestazioni culturali, conferenze, convegni, rassegne, festival).

Il Bando integrale e le informazioni per la compilazione delle richieste online sono disponibili sul sito www.fondazionepiacenzavigevano.it

LAVORO: I GIOVANI CERCANO EQUILIBRIO TRA VITA PROFESSIONALE E PERSONALE

Lavoro, conciliazione con la vita privata e stabilità: sono i tre punti che emergono come prioritari nella ricerca Giovani e lavoro a Piacenza che l’assessorato alle Politiche Giovanili ha affidato all’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e al Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica. Il campione di riferimento è costituito da 2500 giovani, dai 18 ai 35 anni: studenti delle scuole superiori, universitari, lavoratori per 18 per cento e in condizioni di inattività per l’1,8%.

Emerge, come si diceva, che è prioritario considerare anche il valore sociale della propria mansione, non slegata quindi alla possibilità di realizzazione personale, retribuzione e carriera. Il 62% dei giovani sostiene che Piacenza offra un buon livello di qualità della vita, giudicando positivamente il contesto locale in termini di accessibilità, servizi e sicurezza: fattori che portano il 65% del campione, anche in virtù delle relazioni umane radicate sul territorio, ad affermare di voler rimanere in città, mentre il 68% dichiara di sentirsi parte integrante della comunità. Chi lascia Piacenza, insomma, lo fa temporaneamente, con l’intenzione di ritornarci.

 

 

 

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