“La morte di Suleman non è una fatalità ma il sintomo di una carenza di servizi che deve farci sentire, in quest’aula, tutti moralmente un po’ responsabili”. Sono le parole del consigliere di Coraggiosa Matteo Anelli che, nelle comunicazioni in consiglio comunale, ha ricordato la morte del 21enne pakistano travolto da un treno mentre attraversava i binari per raggiungere il turno di lavoro al polo logistico.
“Lo ha fatto perché non aveva alternative sicure e comode – ha proseguito Anelli – Poi i giorni da questo tragico evento scorrono e nel frattempo si leggiamo i più beceri commenti sui social network sulla morte di questo ragazzo. Commenti che mi hanno fatto vergognare di appartenere a questa città. E intanto gruppi di imprenditori esercitano nuove richieste di spazi per la logistica. Uno stridente contrasto – prosegue – da una parte l’ignoranza di certa gente e la velocità del profitto e del cemento; dall’altra la lentezza, quasi l’immobilità, nel garantire servizi minimi a chi quei capannoni li fa funzionare. Se migliaia di persone lavorano in un’area, ma non dispongono di percorsi ciclabili sicuri o mezzi pubblici adeguati agli orari dei turni, quel comparto è monco. In tutti questi anni abbiamo creato delle isole produttive scollate dalla vita e dalla sicurezza delle persone. Siamo davvero in grado di supportare qualsiasi futura espansione logistica?” domanda Anelli.
A fronte di un forte aumento dei terreni occupati dalla logistica negli ultimi , oggi il focus del problema è, se vogliamo, ben più grave “c’è il consumo delle vite – sottolinea Anelli – c’è un fattore sociale di cui non si può più far finta di niente. Il 60% della forza lavoro della logistica vive in condizioni di precarietà: possiamo davvero ignorare le ripercussioni sociali che questo modello sta avendo e avrà nel prossimo futuro sulla nostra città? Non possiamo continuare a pensare di autorizzare nuovi insediamenti senza chiederci quale prezzo siamo disposti a far pagare al territorio, alla nostra città. Lo sviluppo senza dignità e senza sicurezza non è progresso: è solo crescita numerica a discapito della vita umana. Chiedo che si apra una riflessione seria e urgente sulla governance del polo logistico. La responsabilità politica oggi si misura su questo: sulla capacità di mettere la tutela della vita e dei servizi essenziali davanti alla fretta dell’espansione.
In chiusura il consigliere di Coraggiosa si è rivolto ai colleghi “spesso, e giustamente, in quest’aula dedichiamo minuti di silenzio in ricordo di illustri personalità, Suleman Muhammad non ha avuto il tempo di diventare una di esse, ma meritava comunque questo omaggio. La politica, infatti, ha il compito di sancire l’uguaglianza di ogni vita. Un minuto di silenzio anche per lui sarebbe stato il doveroso riconoscimento della sua dignità, ma anche un richiamo al cuore di questa amministrazione: non lasciamo che Suleman rimanga un nome su un giornale, ma facciamo in modo che il nostro cordoglio diventi cura, protezione e speranza per chi oggi percorre quelle stesse strade invisibili”.










