AVS: “RICANDIDATURA TARASCONI UNA FUGA IN AVANTI CHE PRECLUDE IL CAMPO LARGO”

Il “Metodo Piacenza”?. Quando l’autosufficienza diventa un rischio. La recente mossa del Partito Democratico di Piacenza di blindare la ricandidatura della sindaca Katia Tarasconi, saltando a piè pari il confronto preventivo con le forze politiche dell’area progressista, ambientalista e di sinistra solleva interrogativi che vanno ben oltre i confini del consiglio comunale. Non è in discussione che nella propria visione il PD decida di puntare sulla prima cittadina uscente, quanto la scelta metodologica di procedere per strappi, ignorando le dinamiche di quella coalizione di centrosinistra ovvero il progetto “Campo Largo” che si sta portando avanti a livello nazionale e che a parole si vorrebbe costruire come alternativa solida alle destre. Ciò che è in discussione è quella che si potrebbe definire una fuga in avanti, quasi un sabotaggio, che preclude o indebolisce drasticamente qualsiasi interlocuzione volta a favorire la costruzione di una intesa di largo spettro nel centrosinistra.

Annunciare una ricandidatura come un “fatto compiuto” prima ancora di aver aperto un tavolo di confronto con il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e i civici di Alternativa per Piacenza trasmette un messaggio di autosufficienza muscolare che mal si concilia con lo spirito di cooperazione. Se il Campo Largo deve essere un progetto politico e non un semplice cartello elettorale, il dialogo non può essere un’opzione facoltativa o un atto di cortesia a posteriori.
L’approccio adottato dai vertici dem piacentini evidenzia tre grandi criticità: si dà per scontato che gli alleati debbano accodarsi per “senso di responsabilità”, riducendo il perimetro della coalizione a un ruolo di comparsa; una ricandidatura dovrebbe essere il momento per un bilancio partecipato; evitare il confronto significa sottrarsi all’analisi critica su temi caldi per la città (urbanistica, ambiente, welfare) su cui le sensibilità degli alleati sono spesso divergenti.

Muoversi senza coordinamento rischia di allontanare quella base elettorale che chiede coerenza e partecipazione, non decisioni calate dall’alto.
La democrazia non è solo il voto finale, ma il percorso condiviso che porta alla scelta. Chiunque intende guidare il Campo Largo, deve applicare l’arte dell’ascolto, non quella del comando. Piacenza merita un progetto di lungo respiro, capace di includere le diverse anime del centrosinistra e del civismo.

“PIACENZA EXPO MOLTIPLICATORE DI BUSINESS PER IL TERRITORIO”, MERCOLEDI’ LA PRESENTAZIONE DELLA RICERCA A CURA DELLA CATTOLICA

A distanza di oltre dieci anni dall’ultima rilevazione, Piacenza Expo torna a misurare l’impatto socio-economico generato dall’attività fieristica a favore del territorio piacentino. Un’analisi accurata, scientifica e approfondita, realizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore attraverso la collaborazione di due distinti centri di ricerca – il Laboratorio di Economia Locale e Res Hub – attraverso il lavoro di un gruppo coordinato dal prof. Paolo Rizzi e composto da Arianna Molinaroli, Pietro Spezia e Riccardo Torelli. La ricerca, realizzata sulla base di un’analisi di Prometeia, fotografa il settore fieristico piacentino che – in linea con il mercato nazionale – ha vissuto negli ultimi due anni un ciclo di consolidamento e rilancio, superando definitivamente i livelli pre-pandemia e rafforzando il proprio ruolo come leva strategica per l’economia del territorio. Nel recente contesto di crescita diffusa, Piacenza Expo si conferma – sulla base dei dati emersi dalla ricerca – un moltiplicatore di business capace di generare ricadute significative sul territorio, coinvolgendo un indotto sempre più ampio e diversificato.

La ricerca, intitolata “Piacenza Expo. Il valore si moltiplica”, verrà presentata mercoledì 22 aprile allo ore 11.00 presso la Sala Convegni della società fieristica piacentina; sono previsti gli interventi del Presidente di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli, del Direttore Sergio Copelli, del prof. Paolo Rizzi – Direttore del Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – e della dr.ssa Arianna Molinaroli, componente del gruppo di lavoro che ha realizzato la ricerca.

CENTRI ESTIVI: SI AMPLIA LA RETE DEI GESTORI. DA LUNEDI’ AL VIA LE DOMANDE

Si amplia l’offerta dei centri estivi che aderiscono al progetto regionale “Conciliazione Vita-Lavoro”: 28 realtà del territorio, cinque in più dello scorso anno, con 14 proposte rivolte alla fascia d’età tra i 3 e i 6 anni, 25 dedicate ai preadolescenti tra i 6 e i 13 anni.
Si aprirà lunedì 20 aprile fino all’11 maggio, per le famiglie che lo desiderano la possibilità di richiedere il bonus a sostegno delle spese di frequenza dei centri estivi per i propri figli, grazie alle risorse stanziate dalla Regione per un importo di 254mila 761 euro. Il finanziamento è finalizzato alla copertura, totale o parziale in funzione del costo effettivo, della retta di frequenza settimanale del centro estivo, con un limite massimo complessivo di 300 euro per ciascun figlio.

>

FDI: “DA TARASCONI UNA SENSIBILITA’ AMBIENTALE PIUTTOSTO TARDIVA PER LA EX PERTITE”

Anche il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia interviene sulla questione ex Pertite e, in particolare sulle dichiarazioni della prima cittadina, “definite strumentalizzazione ai fini elettorali”.

“È infatti censurabile il fatto che il Sindaco – si legge nella nota – dopo avere ipotizzato la realizzazione di un impianto fotovoltaico sull’area ex Pertite, si sia ben guardata dall’informare la cittadinanza della comunicazione da Lei ricevuta, ancorché per le vie brevi, volta ad escludere un utilizzo da parte del Ministero della Difesa dell’utilizzo a l detto fine dell’area dell’ex Pertite.
Come chiarito infatti dal Ministro Foti, il Commissario speciale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, Generale di Divisione CC Michele Sirimarco, aveva comunicato, subito dopo la pubblicazione del post del Sindaco sulla sua pagina Facebook, che nessun impianto fotovoltaico sarà realizzato sull’area dell’ex Pertite.

Un comportamento che, lungi dal volere essere trasparente, si palesa invece come fazioso e strumentale, volto solo a volere comunicare ai cittadini ciò che interessa al Sindaco anziché la verità dei fatti. Non è purtroppo la prima volta che questa Amministrazione sceglie cosa comunicare e cosa tacere ai cittadini. Basti ricordare il caso della fideiussione risultata poi falsa, rispetto alla quale il Comune si è ben guardato dal fornire informazioni trasparenti e tempestive.

Ma c’è di più.
Il 24 aprile 2024 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Comune di Piacenza e Agenzia del Demanio, che coinvolge anche l’area ex Pertite tra gli immobili da valorizzare e rifunzionalizzare, anche attraverso partenariati con soggetti privati. E infatti, già nel 2024, sul sito dell’Agenzia del Demanio, compariva (e compare tutt’ora) una descrizione dell’area in cui si legge che “potrebbe essere realizzato un energy park che coniuga sostenibilità energetica, decarbonizzazione, innovazione, riqualificazione ambientale e salvaguardia della biodiversità”.
Ed è proprio questo il motivo per cui il Comitato Pertite ha espressamente chiesto che l’area dell’Ex Pertite sia esclusa da tale accordo, accordo appunto sottoscritto anche dal Comune di Piacenza.

Allora ci domandiamo: perché l’Amministrazione Tarasconi ha sottoscritto un protocollo che, come detto, prevedeva la possibilità di realizzare proprio un impianto fotovoltaico, oggi contestato dal Sindaco di Piacenza?
Non solo. Nel maggio 2025 – a seguito delle polemiche sollevate dalle associazioni ambientaliste – il quotidiano Libertà pubblicava un articolo nel quale si parlava esplicitamente di fotovoltaico sull’ex Pertite, poi liquidato dall’Amministrazione come un “malinteso del Demanio” ed un “errore da correggere”.
Peccato che, a quella dichiarazione, non sia seguita alcuna azione concreta.
Dall’accesso agli atti effettuato dal nostro gruppo, risulta infatti che non vi è stata alcuna interlocuzione successiva tra il Comune e il Ministero della Difesa o l’Agenzia del Demanio su questo tema. L’ultima comunicazione risale infatti all’anno precedente: maggio 2024.
Ciò significa che l’Amministrazione sapeva, non è intervenuta e – oggi – strumentalizza. È fin troppo facile, a questo punto, sbandierare allarmi alla cittadinanza quando arrivano comunicazioni ufficiali, omettendo però di dire che già si era a conoscenza della questione, che per anni non si è fatto nulla e che, comunque, si era già stati rassicurati.

Colpisce infine l’improvvisa attenzione del Sindaco per l’area ex Pertite, oggi descritta come un bene da tutelare ad ogni costo, quando in passato la stessa Amministrazione aveva ipotizzato di destinarla ad altri utilizzi, come la realizzazione del nuovo ospedale.
Una sensibilità ambientale che appare dunque tardiva e, soprattutto, variabile a ciclo di elezioni.
Alla luce di tutto ciò, appare evidente come l’obiettivo del Sindaco non sia quello di tutelare realmente l’interesse pubblico, ma piuttosto quello di anticipare la campagna elettorale di oltre un anno, mostrando più preoccupazione per il proprio futuro politico che per l’azione amministrativa presente.
Fratelli d’Italia ritiene che sia giunto il momento di un confronto trasparente con la Forza Armata per verificare il reale futuro dell’utilizzo dell’ex Pertite.

 

PERTITE NELLE AREE RINNOVABILI? ECCO COSA C’E’ NEL DOCUMENTO DELLA DIFESA

Che non ci sia nulla di definitivo è certo, ma è altrettanto evidente che la ex Pertite è inserita nel Programma di interventi per lo sviluppo delle energie rinnovabili della Difesa (PSER) come indica, dettagliatamente, la scheda identificativa riguardante pubblicata sul sito del ministero, insieme ad altre aree tutte presentate come ‘rapporto preliminare’ in una sezione specifica, in data 16 aprile 2026.

Nella premessa si legge che ricorrere alle energie rinnovabili risulta fondamentale, oltre che per il discorso legato all’emergenza climatica, soprattutto per le drammatiche evoluzioni dello scenario geopolitico, che hanno messo l’Europa davanti all’esigenza di affrancarsi dalla dipendenza energetica e dalle fonti fossili, imponendole una decisa accelerazione verso la transizione energetica, in particolare verso le fonti rinnovabili.

E’ proprio in questo scenario che il Ministero della Difesa intende impegnarsi alla crescita sostenibile del Paese e alla decarbonizzazione, con l’utilizzo del rilevante patrimonio immobiliare di cui dispone; l’area dell’ex Pertite, infatti, è un compendio del Demanio Militare e all’interno comprende un’area idonea per la realizzazione di un impianto di produzione di energia rinnovabile. Su una superficie totale di 268.668 metri quadrati, l’area per la produzione di energie rinnovabile dovrebbe essere di 59mila metri quadrati.

Nel documento viene specificato che l’area è facilmente raggiungibile con i collegamenti autostradali, ferroviari e aerei; ricade nel bacino idrografico “del Fiume Po”; non rientra nell’elenco ufficiale delle aree naturali protette; non
risulta interessato da Zone Umide di Importanza Internazionale; l’analisi di pericolosità idraulica svolta ha evidenziato che l’area in questione, per le
alluvioni, rientra interamente nella fascia di pericolosità da bassa ad elevata e si trova nella Zona Sismica 3 caratterizzata da un livello di pericolosità basso.

 

PERTITE, BARBIERI “DALLA SINDACA SLOGAN E PROPAGANDA. LA MAGGIORANZA RIBATTE “ACCUSE SORPRENDENTI E DIFFICILI DA COMPRENDERE”

Il dibattito sul futuro della Pertite ha visto protagonisti, non solo sindaca e ministro Foti, ma anche la consigliera Patrizia e i consiglieri di maggioranza a Palazzo Mercanti. L’ex prima cittadina accusa Tarasconi di “propaganda, slogan e populismo quando mancano 500 giorni alle elezioni, e questo Piacenza non se lo merita. “Prima di scagliarsi contro il ministero della Difesa, sarebbe stato sufficiente, per la Sindaca e i suoi esperti di comunicazione, fare una semplice verifica istituzionale per evitare una figuraccia del genere e meglio sarebbe che la Sindaca – e non la candidata Sindaca – si occupasse davvero di lavorare concretamente con Ministero della Difesa e Demanio per vedere restituita alla città l’area della Pertite a partire da quella parte che i militari erano disposti a cedere e che l’Amministrazione di centrodestra aveva richiesto. Ma la pratica è ferma a 4 anni fa e nemmeno si è provveduto a convocare il tavolo di lavoro più volte sollecitato”.

“Le dichiarazioni dell’ex sindaca Patrizia Barbieri sulla vicenda della Pertite sono sorprendenti e francamente difficili da comprendere” è l’incipit della nota della maggioranza consiliare; “il Comune di Piacenza ha ricevuto un documento ufficiale del Ministero della Difesa, protocollato, relativo al programma nazionale per lo sviluppo delle energie rinnovabili nei siti militari. Nel documento è chiaramente indicata la possibilità per gli enti destinatari di presentare osservazioni entro 30 giorni nell’ambito della procedura di valutazione ambientale strategica.

Di fronte a un atto formale dello Stato, il dovere di un’Amministrazione responsabile è verificare, chiedere chiarimenti e difendere gli interessi della città. Trasformare questo comportamento in “propaganda elettorale” è un’accusa che appare strumentale.

Sorprende che queste critiche arrivino da chi ha amministrato la città per cinque anni senza ottenere risultati concreti sulla Pertite. Si tratta infatti di una pratica complessa, che coinvolge Ministero della Difesa, Demanio e diversi livelli istituzionali e che proprio per questo richiede serietà e lavoro istituzionale. Colpisce invece il tono polemico utilizzato dall’ex sindaca Barbieri, che da quando ha perso le elezioni sembra aver scelto la strada di una campagna elettorale permanente, attaccando ogni iniziativa dell’Amministrazione invece di contribuire con serietà al confronto istituzionale. Sulla Pertite – chiude la nota – la posizione della maggioranza e della città è sempre stata chiara: quell’area deve restare un’area verde a disposizione dei cittadini.

TARASCONI REPLICA AL MINISTRO FOTI: “NON C’ENTRA LA CAMPAGNA ELETTORALE, C’ENTRANO I FATTI”

“Definire propaganda la lettura di un documento ufficiale della Difesa, arrivato ieri al Comune e che riguarda direttamente la Pertite, è francamente surreale: qui non c’entra la campagna elettorale, c’entrano i fatti”. Così la prima cittadina risponde la ministro Foti che l’ha accusata di ave strumentalizzato la nota del ministero della Difesa riguardo all’ex Pertite.

“Leggo di una presunta smentita, ma francamente non è chiaro cosa si stia smentendo: il Comune di Piacenza ha ricevuto ieri, 15 aprile 2026, un documento ufficiale della Difesa, senza alcun coinvolgimento preventivo, che riguarda l’area ex Pertite.

All’interno di quel documento è presente una scheda che inserisce esplicitamente la Pertite nel Programma per lo sviluppo delle energie rinnovabili della Difesa e la individua come area idonea per un possibile impianto. Io ho fatto esattamente quello che deve fare un sindaco: nel momento in cui ricevo un atto ufficiale che riguarda un’area così strategica per la città, lo leggo e intervengo immediatamente. Non si tratta di interpretazioni o di polemiche, ma di atti. Nessuno sta dicendo che esista oggi un progetto definitivo, ma esiste un documento ufficiale che inserisce la Pertite in un programma nazionale per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. Ed è nostro dovere prenderlo sul serio.

Per quanto ci riguarda, la posizione resta chiara: la Pertite deve diventare area verde. Se il ministro Foti intende rassicurare la città, tanto meglio. Ma proprio per questo è nostro dovere prendere sul serio i documenti ufficiali che riceviamo e agire di conseguenza”.

IMPIANTI ENERGETICI NELL’EX PERTITE? TARASCONI: “PIANO INACCETTABILE”. MINISTRO FOTI:”NESSUN IMPIANTO ALLA PERTITE. SINDACO E’ GIA’ IN CAMPAGNA ELETTORALE”

“Un piano inaccettabile” così la sindaca Tarasconi definisce l’ipotesi di inserire l’area dell’ex Pertite tra i siti destinati allo sviluppo di impianti per la produzione di energia. L’ipotesi, o la possibilità se fosse più concreta, arriva nientemeno che dal Ministero della Difesa riportato in un documento. La prima cittadina, sui suoi profili social, ha usato parole decise: “siamo sinceramente allibiti da questa impostazione. La Pertite non è un luogo qualsiasi: è uno spazio che la città ha sempre immaginato e rivendicato come grande area verde pubblica, non certo come sede di interventi di questo tipo. È evidente che così non può funzionare. Chiederemo immediatamente chiarimenti al Ministero della Difesa perché la Pertite merita rispetto e un futuro coerente con ciò che Piacenza ha sempre chiesto”.  Anche nel PUG è stata confermata la destinazione a verde pubblico dell’area.

A stretto giro è arrivata la smentita da parte del ministro gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti: “Non verrà realizzato alcun impianto fotovoltaico sull’area ex Pertite, ma per contro vi è la disponibilità da parte dell’Autorità Militare, confermatemi dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, a cedere una parte della detta area – circa 60.000 metri quadrati – al Comune di Piacenza, sempre che lo stesso intenda a dare corso alla richiesta avanzata a suo tempo dal sindaco Patrizia Barbieri” si legge in una nota a firma del ministro.

E non manca una punta polemica rivolta alla sindaca “pare evidente che essendo già in campagna elettorale, il sindaco di Piacenza voglia presentarsi quale salvatrice della Città, così come la propaganda pubblicitaria per lei studiata la induce a fare, ma da una semplice verifica istituzionale, che il sindaco ha omesso di promuovere, si ha la conferma che sull’ex Pertite non sarà collocato alcun impianto fotovoltaico. L’inserimento nel Programma sottoposto a VAS del sito Ex-Pertite, che risale ad un procedimento avviato da tempo, non comporta infatti in alcun modo la realizzazione di un impianto FER, tanto più in ragione del fatto che la Forza Armata ha individuato una diversa destinazione d’uso dell’area in questione. La scheda identificativa diffusa dal Sindaco serve solo a caratterizzare il sito sotto il profilo ambientale e paesaggistico e formalizzarne la qualificazione di “area idonea” ex lege.

Ciò che è grave, deplorevole e inammissibile – proseguo il ministro – e che attesta il carattere meramente strumentale della presa di posizione del Sindaco, è che la stessa, benché informata via messaggio telefonico fin dalla prima mattina dal generale Michele Sirimarco di quanto sopra, si è ben guardata fino ad ora di chiarire – come chi scrive ha fatto – la situazione, all’evidenza preferendo mantenere lo scoop il cui scopo elettorale è destinato, per altro, ad infrangersi sugli scogli come è delle barche alla deriva”.

IN DUE ANNI 738MILA PER LA RICCI ODDI. IL “MIRACOLO” DI TOSCANI PER LA GALLERIA

In due anni, Massimo Toscani è riuscito a raccogliere per la galleria Ricci Oddi 738 mila euro, di cui 560 mila da donazioni private. Inoltre con l’operazione Seul, che ha visto il Klimt in partenza per la Corea, ha portato a casa un tesoretto da 220 mila per le casse della galleria. Un piccolo miracolo casalingo, lo definisce Toscani un po’ toppo modestamente, che ha cambiato il volto della galleria piacentina, portandola dallo stato di abbandono e incuria ad un luogo vivo, ricercato e totalmente rinnovato. Il 27 aprile, a pochi giorni dal termine del mandato che Toscani ha deciso di non proseguire, ci sarà l’inaugurazione delle nuove sale, dalle finiture sobrie ed eleganti.

Nel corso dell’audizione in commissione 3, il presidente ha snocciolato i numeri del suo biennio improntato a cambiare il volto della galleria: personale rinnovato e locali improntati allo stile e alla classe. In un anno sono passate alla Ricci Oddi 350 classi, sono stati organizzati work shop per adulti e famiglie, 19 convegni, 7 restauri, 2 grandi mostre, 3 focus, 10 concerti e spettacoli. La direttrice Lucia Pini, che ha lavorato a stretto concerto con il presidente Toscani, ha anticipato anche alcune attività in programma per il 2026: una mostra dedicata ad Armando Spadini, di cui non ci sono esposizioni da 25 anni; e poi nella primavera del prossimo anno una mostra sullo scultore Medardo Rosso. È stato Toscani che nel tracciare l’identikit del suo successore, uomo o donna dotato di entusiasmo e pure innovativo, ha tracciato la strada dei prossimi lavori da realizzare: il rifacimento dell’ingresso della galleria, la teca per il Klimt e una sala multimediale dedicata al celebre dipinto.

Più che soddisfatto del suo operato toscani, c’è da scommetterlo, guarderà sempre con vivo interesse la galleria Ricci Oddi, ma non se ne occuperà più direttamente, nonostante il corteggiamento della sindaca a restare per un altro mandato. Nel suo futuro non ci sarà neppure la politica: “non c’è mai stata e mai ci sarà” ci dice con il sorriso.

>

LA GUIDA MICHELIN TORNA AL TEATRO MUNICIPALE. LA PRESENTAZIONE IL 12 NOVEMBRE

Sarà il teatro Municipale ad ospitare, per la seconda volta, la presentazione della Michelin Guide Restaurant Italy ; l’evento si svolgerà il 12 novembre 2026 in quello che è considerato tra i teatri più affascinanti d’Italia.

Michelin è lieta di comunicare che la presentazione della selezione italiana 2027 della Guida MICHELIN avrà luogo a Piacenza, in Emilia-Romagna.

Durante la cerimonia verranno svelate le nuove Stelle Michelin, le nuove Stelle Verdi e i premi speciali, oltre al riconoscimento Passion Dessert, conferito ai ristoranti che offrono una vera e propria esperienza per l’alta qualità della proposta dei dessert.

Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale della Guida MICHELIN, commenta: “Siamo felici di annunciare il ritorno a Piacenza e di essere in Emilia-Romagna per il terzo anno, per svelare la prossima selezione italiana di ristoranti della Guida MICHELIN. Questa regione, rinomata a livello internazionale per i suoi prodotti tipici e le ricette tradizionali, si distingue come punto di riferimento gastronomico per tutto il Paese e offre un ambiente unico e stimolante per mettere in risalto la creatività e la passione dei protagonisti della cucina italiana”.

Roberta Frisoni, Assessora Regionale al Turismo, Sport e Commercio, commenta: “Per la clientela a cui si rivolge e per la vasta eco mediatica che le ruota attorno, la cucina stellata rappresenta un efficace strumento promozionale per l’Emilia-Romagna e il suo patrimonio turistico, dalla Motor Valley alle Città d’Arte, nonché un potente generatore di indotto economico. Non solo, il riconoscimento delle Stelle Verdi introdotto dalla Guida MICHELIN anni fa è in linea con le nostre politiche per un turismo sempre più green. Non c’è luogo migliore della nostra Food Valley, unica al mondo, per ospitare la presentazione della Guida che premia l’eccellenza culinaria italiana e siamo felici di avere con noi la “Rossa” anche quest’anno, con Piacenza splendida cornice della première dell’edizione 2027”.

“Con i suoi 45 prodotti Dop e Igp – evidenzia l’Assessore Regionale ad Agricoltura, Caccia, Pesca e rapporti con l’UE, Alessio Mammi – l’Emilia-Romagna si conferma la Food Valley d’Italia. Un patrimonio che vale 3,9 miliardi di euro per la sola Dop Economy. Nel complesso il comparto agroalimentare regionale genera un valore alla produzione di 37 miliardi di euro, con quasi 10 miliardi di export. Si tratta di produzioni di qualità grazie ai nostri agricoltori, delle aziende agroalimentari, di una filiera consolidata sul territorio che genera qualità alimentare, economia di territorio e posti di lavoro. La ristorazione è un elemento chiave di questo cammino di qualità perché porta in tavola tutto il valore della nostra regione, ed è un grande onore ospitare il prestigio della Guida MICHELIN, che sa tenere insieme il valore del food&wine e dell’accoglienza, un tratto distintivo dell’Emilia-Romagna”

La cerimonia di presentazione della Guida Michelin Italia 2027 sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube Michelin Guide e sulla pagina Facebook Michelin Italia, consentendo a tutti gli appassionati di vivere in diretta le emozioni di questo prestigioso evento.

Come di consueto, al termine dell’evento la nuova selezione sarà disponibile sul sito e sull’app della Guida Michelin.

Share via
Copy link
Powered by Social Snap