NUOVE SALE OPERATORIE A FIORENZUOLA: PIACENZA COMPLETA LA RETE CHIRURGICA PROVINCIALE

Con l’avvio delle attività nel nuovo blocco operatorio dell’ospedale di Fiorenzuola, l’Azienda Usl di Piacenza completa la piattaforma chirurgica aziendale, articolata su tre presidi e organizzata per livelli di complessità.
Un modello che vede l’ospedale di Piacenza dedicato alle urgenze e agli interventi ad alta complessità, Castel San Giovanni alla media complessità e alla week surgery, e Fiorenzuola come riferimento per la chirurgia programmata in regime di day surgery, con interventi che consentono al paziente di rientrare a casa nella stessa giornata.
Si tratta di un passaggio importante nel percorso di sviluppo dell’offerta sanitaria provinciale, che consente di aumentare e qualificare l’attività chirurgica, migliorando l’efficienza complessiva del sistema e la risposta ai bisogni dei cittadini.
L’intervento ha comportato un investimento complessivo di 2 milioni e 300 mila euro.

Un progetto significativo che ha permesso di riqualificare il terzo piano dell’ospedale di Fiorenzuola e realizzare una nuova piattaforma chirurgica di day surgery moderna e funzionale, progettata per garantire sicurezza, qualità delle cure ed efficienza organizzativa.
L’attività è già iniziata con le prime sedute di endoscopia, affidate all’équipe di Gastroenterologia, diretta da Giovanni Aragona, attive cinque giorni su sette e con la possibilità di aumentare la complessità delle procedure eseguite.
Dalla metà di aprile è prevista l’apertura della seconda sala operatoria, con tre sedute settimanali al mattino dedicate alla Terapia del dolore e alla Ginecologia. Nei mesi successivi, tra maggio e giugno, l’attività sarà progressivamente estesa fino a quattro o cinque sedute settimanali, con il coinvolgimento di ulteriori specialità, a partire dall’Otorinolaringoiatria e, a seguire, Chirurgia vascolare (in particolare flebologia), Urologia e Ortopedia. A regime, la piattaforma potrà arrivare a trattare fino a circa 70 pazienti a settimana.
La Terapia del dolore assumerà a Fiorenzuola un ruolo di riferimento, anche in relazione alla presenza della Medicina riabilitativa e dell’Unità spinale. L’ospedale è infatti già oggi un punto di riferimento per la riabilitazione intensiva e per percorsi specialistici dedicati, e lo sviluppo della piattaforma chirurgica si inserisce in modo coerente in questa vocazione.
La responsabilità sanitaria del Blocco operatorio di Fiorenzuola è affidata a Ruggero Massimo Corso, direttore di Anestesia e rianimazione, mentre la programmazione delle attività è coordinata dalla Gestione operativa e committenza, diretta da Nicholas Rossetti.
Il comparto, situato al terzo piano dell’ospedale, comprende due sale operatorie, un’area di day surgery con sei posti letto, spogliatoi e locali di servizio, ed è organizzato con percorsi distinti per garantire sicurezza ed efficienza lungo tutto il percorso assistenziale. L’intervento ha interessato una superficie complessiva di circa 670 metri quadrati, completamente riqualificati.
La nuova piattaforma è stata presentata oggi alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, dell’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi, del sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi e del direttore generale Paola Bardasi.
“Questa inaugurazione – sottolinea il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale – conferma la scelta di investire nella sanità pubblica come pilastro fondamentale di equità e coesione sociale. Le nuove sale chirurgiche di Fiorenzuola rappresentano un passo avanti per tutto il territorio e il risultato di una visione strategica che mette al centro il diritto alla salute e la dignità della persona”.
“In un contesto in cui la domanda di assistenza cresce e si evolve – aggiunge l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi – diventa fondamentale mettere in rete competenze, strutture e professionalità. La rete chirurgica di Piacenza, oggi completa, rappresenta un modello organizzativo che consente di migliorare l’intero percorso di cura, dalla diagnosi alla fase post-operatoria, riducendo i tempi di attesa e garantendo standard elevati di sicurezza”.
“Si tratta di un investimento atteso da tempo – sottolinea il direttore generale Paola Bardasi – che amplia in modo concreto la capacità dei servizi chirurgici e rafforza l’offerta a livello distrettuale. La day surgery rappresenta una risposta organizzativa e culturale: significa appropriatezza, riduzione dei tempi di attesa, maggiore sicurezza per il paziente e un utilizzo più efficace delle risorse. Questa piattaforma nasce da un lavoro condiviso tra professionisti, direzione e territorio, e si inserisce in un modello integrato che mette al centro il cittadino e la qualità dei percorsi di cura”.
Un sentito ringraziamento dal primo cittadino di Fiorenzuola Romeo Gandolfi. “Oggi il presidente De Pascale da corpo alla promessa fatta dal suo predecessore e noi come amministratori e come cittadini non possiamo che ringraziare dell’obiettivo raggiunto, che non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per una sanità integrata e partecipata al servizio del cittadino di tutta la provincia di Piacenza. Siamo in una struttura di eccellenza con professionisti di alto livello. Grazie quindi alla Regione e all’Azienda: siamo pronti per il futuro”.

LA STAFFETTA DELLA PLACENTIA HALF MARATHON A SOSTEGNO DI CASA RONALD MCDONALD

Alla Placentia Half Marathon, in programma il prossimo 10 maggio, torna la staffetta solidale che per la prima volta sosterrà Casa Ronald McDonald che, dal 1999 in Italia, accoglie attraverso le sue strutture, Family Room e Case Ronald, le famiglie dei bambini in cura lontano da casa. L’iniziativa “RUN4Casa Ronald McDonald” trasformerà i chilometri percorsi in sostegno diretto a queste famiglie. Un appuntamento che unisce sport, comunità e responsabilità sociale in un unico gesto collettivo.

La staffetta è aperta ad aziende, associazioni e gruppi del territorio piacentino. Il percorso di 21,1 chilometri viene suddiviso tra i due componenti della squadra. Un formato pensato per essere inclusivo, adatto a corridori a tutti i livelli di preparazione, capace di rafforzare il senso di squadra e
la coesione tra colleghi. Ogni squadra al via permetterà, nei fatti, un contributo concreto alla costruzione della Casa che verrà.
L’intero ricavato delle iscrizioni aziendali alla staffetta sarà destinato ai lavori di ampliamento della Family Room dell’Ospedale Niguarda di Milano, che diventerà a tutti gli effetti una Casa Ronald McDonald. La struttura passerà da 300 a 600 metri quadrati: sette camere al posto delle attuali tre, cucine condivise, spazi living, lavanderie, aree per lo smart working e una stanza del silenzio. Un luogo all’interno dell’ospedale dove chi ha un figlio in corsia può fermarsi, riposare e sentirsi meno solo.

Il bisogno è reale e documentato. Ogni anno in Italia circa 90.000 famiglie sono costrette a spostarsi per garantire ai propri figli cure specialistiche lontano dalla città in cui vivono. Affrontano costi imprevisti, disagi logistici e un isolamento emotivo che si somma alla fatica quotidiana della malattia.
La Family Room di Niguarda è stata inaugurata nel 2020, in piena emergenza sanitaria, per supportare i reparti di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale. Da allora ha già accolto gratuitamente più di 700 famiglie. Con la nuova struttura quella capacità potrà più che raddoppiare.
Casa Ronald McDonald Italia è attiva dal 1999 ed è la sede italiana di Ronald McDonald House, presente in 62 Paesi nel mondo. Oggi gestisce otto strutture tra Case Ronald e Family Room a Milano, Brescia, Alessandria, Bologna, Firenze e Roma, accogliendo ogni anno circa 3.000 famiglie. Il modello di riferimento è quello della Family Centered Care, che mette al centro il benessere dell’intero nucleo familiare. L’obiettivo dichiarato è raddoppiare il numero di famiglie accolte entro il 2030, ampliando le strutture esistenti e aprendone di nuove, a partire proprio da Casa Ronald McDonald Niguarda.

EX ACNA: IL PROGETTO DI RECUPERO CON AREA VERDE E PARCHEGGIO. L’ASSESSORE BONGIORNI CHIARISCE I DUBBI SUI COSTI DELL’ESPROPRIO

Un parco verde, un parcheggio da 287 posti auto: circa 30mila metri quadrati che verranno restituiti e riqualificati alla città. Stiamo parlando dell’area ex Acna il cui progetto, dopo aver ottenuto il via libera dalla Conferenza dei Servizi, è passato in commissione e lunedì verrà discusso in consiglio comunale. L’area si trova ad una quarantina di metri dalle mura storiche, “uno degli aspetti più ostici che ci siamo trovati ad affrontare – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Matteo Bongiorni affiancato dalla collega Adriana Fantini – anche i ritrovamenti hanno inciso sui tempi della bonifica (l’area ospitava uno stabilimento chimico ndr), e sui sottoservizi, nonostante dalla Sovrintendenza abbiamo trovato massima collaborazione”. Altro tema focale quella della viabilità per raggiungere il parcheggio; “abbiamo pensato di ricalcare quello della viabilità del sito industriale – ha confermato Bongiorni – che la Sovrintendenza ha indicato come percorribile. L’area del parcheggio sarò piantumata con alberature che garantiranno l’ombra oltre che mitigare l’inquinamento e verrà predisposta un’area per i camper; “una porzione per ora non integrata nel progetto del soprasuolo  in questa prima fase – ha spiegato l’assessore – saranno 10/12 stalli. Sono state create le predisposizioni immaginando che una parte verrà dedicata alla sosta dei camper”. Nell’area troverà spazio un chiosco e bagni pubblici.

I principali dubbi dei consiglieri si sono concentrati sui costi di bonifica, “l’amministrazione ha bonificato aree private con denaro pubblico – esplicita la consigliera Barbieri – ai fini dell’esproprio che valore diamo all’area, di prima o dopo la bonifica? Altrimenti rischiamo di aver dato denaro ad un privato per la bonifica di un’area”. Anche il consigliere Rabuffi ha fatto riferimento ai costi per la bonifica, oltre che ai 287 stalli “saranno liberi, a rotazione? – ha chiesto – chi li gestirà? L’ipotesi di parcheggio scambiatore ha fondamento?” “I lavori per l’area verde – ha chiesto la consigliera Gnocchi  – saranno contestuali al parcheggio o avranno tempi diversi?” Sul tema dell’illuminazione ha concentrato l’attenzione il consigliere Trespidi – “cerchiamo di illuminare molto la zona non come il parcheggio di viale Sant’Ambrogio”.

L’assessore Bongiorni ha rassicurato sui costi “l’esproprio non incide sulla proprietà dell’area. l lavori di bonifica valgono di più del terreno. L’indennità di esproprio è scritto a zero. Quello che abbiamo speso è computato, quindi non ci possono chiedere nulla. Il chiosco e i bagni saranno ad uso collettivo e il parcheggio dovrebbe essere utilizzato non come scambiatore – spiega – ma certamente, almeno una parte, come riservato ai dipendenti Ausl. Per quanto riguarda la sosta non potrà essere totalmente a pagamento: verrà consentita una sosta gratuita a tempo per consentire l’espletamento di visite o esami, poi una rotazione trascorso un certo tempo. Per residenti e lavoratori saranno gestite le soste con abbonamenti a riduzione come già avviene in altri parcheggi in città”.

 

MUSEO DI STORIA NATURALE: AFFIDATI I LAVORI PER LA NUOVA SEDE IN PIAZZA CAVALLI

È stata firmata oggi la determina dirigenziale che dispone l’aggiudicazione dei lavori e il relativo impegno di spesa per la realizzazione del nuovo Museo di Storia Naturale all’interno del Palazzo del Governatore, in Piazza Cavalli. Il Comune di Piacenza affida così ufficialmente l’intervento e apre la fase operativa del progetto.

«È un’operazione di grande valore per la città – sottolinea l’assessore alla Cultura Christian Fiazza – perché ci consente di valorizzare al meglio il Museo di Storia Naturale, ricollocandolo nel cuore pulsante di Piacenza, rendendolo più visibile e accessibile. Allo stesso tempo, questo passaggio permette di liberare gli spazi dell’ex Macello e di rafforzare l’offerta formativa di alto livello, con i nuovi corsi di laurea del Politecnico. È un progetto che tiene insieme cultura, università e sviluppo della città».

L’intervento, per un valore complessivo di circa 800 mila euro, prevede la manutenzione straordinaria e l’adeguamento dei locali di proprietà della Camera di Commercio che ospiteranno il museo nella nuova sede, nel cuore della città. I lavori sono stati affidati a un raggruppamento temporaneo di imprese del territorio (ulteriore valore aggiunto dell’operazione).

Il trasferimento del Museo di Storia Naturale dall’ex Macello al Palazzo del Governatore si inserisce in un percorso più ampio di riorganizzazione e valorizzazione degli spazi pubblici, che tiene insieme sviluppo universitario, cultura e rigenerazione urbana. Da un lato, infatti, il riassetto degli spazi dell’ex Macello consente di rafforzare la presenza del Politecnico di Milano e dei nuovi corsi universitari; dall’altro, la nuova collocazione del museo nella più importante piazza della città ne aumenta visibilità, accessibilità e capacità di attrazione.

L’obiettivo è quello di restituire a Piacenza un museo più fruibile, inserito in un contesto centrale e pienamente integrato nel sistema culturale cittadino, anche in relazione agli altri poli museali e agli spazi espositivi del centro storico.

L’intervento è interamente finanziato con risorse pubbliche già disponibili, attraverso avanzo di amministrazione e oneri di urbanizzazione, e consentirà di riqualificare uno spazio storico, destinandolo a una funzione culturale stabile e qualificata.

Con questo passaggio amministrativo si compie dunque uno step decisivo: dopo la definizione progettuale e il confronto istituzionale che ha accompagnato il percorso negli ultimi mesi, prende avvio la fase di realizzazione del nuovo museo, con l’obiettivo di restituire alla città uno spazio rinnovato e capace di valorizzare il patrimonio scientifico e naturalistico a disposizione.

FEDERSOLIDARIETA’: PAOLA GEMMI CONFERMATA ALLA PRESIDENZA “COOP SOCIALI PROTAGONISTE DELLA COESIONE”

Federsolidarietà Piacenza ha confermato Paola Gemmi alla presidenza provinciale nel prossimo mandato di quattro anni. L’elezione per acclamazione è avvenuta nei giorni scorsi al termine dell’assemblea provinciale che raccoglie le cooperative sociali aderenti a Confcooperative attive sul nostro territorio in svariati settori: educazione, assistenza e cura alle persone, ristorazione, cultura, manutenzione e tutela dell’ambiente.

L’assemblea, tenutasi nello spazio Too, è stata aperta dal presidente provinciale di Confcooperative Daniel Negri, che ha sottolineato il fondamentale apporto di Federsolidarietà nell’importante confronto a livello regionale sul tema della sostenibilità dei servizi e dell’accreditamento: “Le nostre imprese sociali sono protagoniste di una delicata fase di trasformazione del welfare locale, che nei prossimi anni avrà sempre più bisogno del loro contributo di innovazione e di coesione”.

Paola Gemmi ha ringraziato i componenti del Comitato di settore uscente e annunciato il tema prescelto da Federsolidarietà nel dibattito che porterà all’assemblea nazionale: “Oltre il Giardino”. “Un titolo che esprime la volontà di guardare al futuro – ha affermato – e alle sfide delle nostre cooperative, che sono sempre chiamate a cogliere e ad anticipare i cambiamenti nella società e i bisogni emergenti. E’ anche uno slogan che ci sprona a riflettere sulla necessità di essere pratici e allo stesso tempo costruttivi”. “Con questa assemblea – ha rimarcato Gemmi – inizia una nuova stagione di operatività insieme, al comitato eletto spetterà infatti il compito di proseguire il lavoro di squadra realizzato in questi anni”. Tra le iniziative messe in campo negli ultimi tempi anche la giornata di “recruiting” in collaborazione con Cooperjob per dare una risposta alla ricerca di personale qualificato nell’ambito dei servizi alla persona.

In video collegamento è intervenuto Antonio Buzzi, presidente di Federsolidarietà Emilia Romagna, che ha toccato alcuni temi chiave, a partire dall’“impegno per rilanciare le cooperative di tipo B di inserimento lavorativo che stanno affrontando un momento di trasformazione anche normativa”. “Per questo è stato avviato un percorso di approfondimento e riflessione – ha ricordato – a livello regionale per rilanciare questo tipo di imprese e supportarle nello sviluppo”. “Dobbiamo – ha proseguito – dare una spinta verso la ridefinizione del quadro legislativo che valorizzi la distintività delle imprese che hanno una finalità sociale. Per riconoscere il diritto al lavoro come una leva fondamentale di integrazione e inclusione”. Da parte di Buzzi è stato posto anche l’accento sull’innovazione dei servizi nel rapporto con gli enti pubblici, “sempre più necessaria per l’affermazione di un welfare collaborativo”. Altro argomento chiave toccato è la capacità di essere attrattivi verso i giovani per promuovere un ricambio generazionale vero e necessario nelle imprese.

Al termine dei lavori è stata comunicata la composizione del nuovo Comitato Provinciale di Federsolidarietà Piacenza, che vede accanto alla presidente Paola Gemmi (Kairos Servizi Educativi), la vice Francesca Cavozzi (Unicoop), Alice Basini (Eureka), Alessandro Boccaccia (Geocart), Maurizio Capelli (La Gemma), Paolo Menzani (Consorzio Sol.Co. Piacenza), Patrizia Mizzi (Auroradomus), Paolo Savinelli (C.O.TE.PI Educazione & Lavoro), Cristian Sileo (L’Arco), Margherita Spezia (Xenia B). Il prossimo appuntamento è l’assemblea regionale in programma il 20 aprile a Bologna.

SALUTE E LUOGHI DI LAVORO: UNA SFIDA PER IL TERRITORIO

Buone pratiche di prevenzione e benessere per vivere e lavorare meglio; è il programma regionale che Confindustria Piacenza e Ausl hanno sottoscritto insieme con l’obiettivo di creare luoghi di lavoro che promuovano salute.
Sul territorio piacentino sono state coinvolte poco più di 200 aziende, in 43 hanno aderito al programma con risultati molto apprezzabili da parte dei dipendenti, mai come nell’ultimo periodo il fulcro centrale del sistema produttivo aziendale.

Tra i servizi promossi dalle aziende ci sono la possibilità di sottoporsi agli esami del sangue, l’introduzione di piatti salutari nelle mense, l’eliminazione parziale delle bevande gassate, la sostituzione dei cosiddetti junk food dai distributori automatici e ancora il consumo della frutta di stagione distribuita tra i lavoratori anche come momento di condivisione, ma anche incontri con nutrizionisti per una formazione più completa sull’alimentazione equilibrata.

https://www.facebook.com/share/v/1AoWgaFCUH/

CIVES: LA FORMAZIONE CIVICA REQUISITO PER LA UNA PARTECIPAZIONE CONSAPEVOLE

La venticinquesima edizione di Cives ha chiuso in Università Cattolica con tre ospiti d’eccezione e la riconferma di quanto, oggi più che mai, vi sia “sete” di formazione civica. All’ultimo degli incontri, tenutisi durante il corso della sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sono stati chiamati a dare il loro contributo il presidente della Regione Michele De Pascale, la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi e il vescovo della diocesi di Piacenza Bobbio, monsignor Adriano Cevolotto. Tema al centro della serata, in Sala Piana, il confronto tra democrazie e autocrazie. «Un tema che ci interroga – ha sottolineato il presidente De Pascale – visto che siamo in un momento di crisi di democrazia a livello globale e di scarsa partecipazione». A sollecitare gli interventi le domande di studenti e studentesse, coordinati dal docente della Facoltà di Economia e Giurisprudenza Paolo Rizzi. «La democrazia si costruisce dal confronto» ha sottolineato il presidente De Pascale che ha aggiunto: «Occorre ascoltare i ragazzi e le ragazze e cercare di capire perché molti di loro non hanno fiducia nelle istituzioni e nella possibilità che la partecipazione si trasformi in decisione e miglioramento della qualità di vita per tutti». «Questo – ha aggiunto – è un tema che deve interrogare chiunque ricopra ruoli nella società». Tra chi ricopre un ruolo importante vi è la Chiesa che può «richiamare l’attenzione – secondo il vescovo Adriano Cevolotto – attraverso l’esempio di figure morali, penso a Papa Francesco o Papa Leone XIV, su questioni che altrimenti rischiano di non essere considerate, se non in logiche di potere». «Altro compito che la Chiesa può assumersi – ha aggiunto il vescovo – è di tracciare un orizzonte che ogni azione politica, e quindi democratica, deve avere al suo interno perché non prevalgano solo gli interessi del più forte». Ai giovani si è rivolta la sindaca Tarasconi: «Dialogare con voi e capire le vostre opinioni aiuta chi come me è chiamato ad amministrare a prendere decisioni più consapevoli». «Vedere tanti ragazzi e ragazze – le ha fatto eco il presidente De Pascale – che con il supporto della loro Università hanno pensato le domande che stasera ci avete posto, mi fa andare a casa con più fiducia». Per il coordinatore del corso Paolo Rizzi, la venticinquesima edizione di Cives si è chiusa con un bilancio positivo segnato, tra l’altro dalla «grande soddisfazione nel vedere ancora una volta giovani attenti che discutono su temi sensibili, difficili e al tempo stesso così importanti».

REFERENDUM, VINCE IL NO. PIACENZA IN CONTROTENDENZA: IN TUTTI I COMUNI VITTORIA DEL SI’

Il primo dato che salta all’occhio, riguardo al referendum sulla giustizia, è certamente quello dell’affluenza che, dopo intere tornate elettorali all’insegna dell’astensionismo, torna ad essere incoraggiante e significativo. A livello nazionale la percentuale di affluenza è stata del 58,93%, l’Emilia Romagna la regione dove si è votato di più con una percentuale del 66,67%. Il risultato finale ha visto la vittoria del No con il 54,3% e il Sì al 45,7%.

In provincia di Piacenza invece la situazione è praticamente ribaltata: secondo i dati definitivi, il Sì ha ottenuto 74.162 voti (56,16%) contro i 57.900 del No (43,84%). Anche nel comune di Piacenza ha vinto il Sì col 51,26% (23.630 voti), mentre il No si è fermato al 48,74% (22.466 voti). In tutti i comuni della provincia di Piacenza ha vinto il Sì, in alcuni caso con una maggioranza netta.

Questo il dettaglio delle 105 sezioni del Comune di Piacenza: su 72518 elettori totali hanno votato 46335; le schede bianche sono state 96, quelle nulle 143; i voti favorevoli alla riforma 23630, quelli contrari 22466.

 

NIDI D’INFANZIA: 892 POSTI DISPONIBILI. DA SETTEMBRE RIAPRIRANNO GLI ASILI ASTAMBLAM E GIRASOLE

Sono 892 i posti negli asili nidi della città, a partire dal prossimo settembre. Un risultato di cui l’amministrazione va decisamente fiera, considerata la domanda da parte delle famiglie. Quasi 900 posti dunque, che comprendono anche i 120 dei nidi Astamblam di via Guarnaschelli e Girasole di via Sarmato che riapriranno le porte da settembre, completamente rinnovati. Spazi ampi e luminosi resi praticamente nuovi grazi ai finanziamenti Pnrr che l’amministrazione ha deciso di utilizzare nel 2022.
In quell’anno, per supplire alla mancanza dei posti dei due nidi in ristrutturazione, furono messi a disposizione altre strutture come l’asilo Mirra, il nido di Borghetto poi trasferito alla Cervini, il Vallera, il Nostra Signora di Lourdes; posti che oggi resteranno e andranno ad incrementare l’offerta disponibile. Un incremento che dall’inizio del mandato arriva ad un saldo di 69 posti. Le iscrizioni sono aperte dal 24 marzo al 24 aprile; sabato 28 marzo è previsto l’open day in tutte le strutture pubbliche e convenzionate dalle 9,30 alle 18,30 ad accesso libero. Entro il 15 giugno saranno disponibili le graduatorie definitive.

https://www.facebook.com/share/v/1Kem422du2/

GIULIA: “LO SPORT MI HA FATTO CAPIRE CHE VALEVA ANCORA LA PENA VIVERE”

Nella vita di Giulia c’è un prima e un dopo. In mezzo c’è un incidente che, in un battito di ciglia, le ha stravolto l’esistenza. Eppure oggi, a quasi tre anni da quella sera, dice di essere sempre la stessa; ed è così perché intatte sono rimaste la determinazione e la perseveranza proprie di un’atleta. Giulia Gardani è tennista e maestra federale di tennis, questo sport ha sempre fatto parte di lei, fin da bambina. Poi nella notte tra il 21 e 22 agosto del 2023 una macchina impazzita l’ha travolta, ad un semaforo, insieme ad altri sette turisti a New York. Al volante c’era una giovane donna che sentiva voci, oggi ricoverata in un ospedale psichiatrico. Era l’ultimo giorno del viaggio di nozze di Giulia e Matteo, la sera prima del rientro in Italia. La sua vita da quella notte non è più la stessa, e per lei inizia la partita più difficile; quella di riprendere faticosamente il contatto con il proprio corpo. Il giornalista piacentino Thomas Trenchi, che l’ha conosciuta dopo l’incontro con Jannik Sinner alle ATP Finals di Torino, ha scritto il libro Giulia. Quel rovescio all’incrocio, appena pubblicato da Officine Gutenberg. La prima presentazione al Teatro dei Filodrammatici con il giornalista Marcello Pollastri.

>

Share via
Copy link
Powered by Social Snap