EX MANIFATTURA, IL NOME DELLA SCUOLA SARA’ SCELTO DA STUDENTI E INSEGNANTI

In merito al dibattito sull’intitolazione della nuova scuola secondaria di primo grado dell’ex Manifattura Tabacchi, l’Amministrazione comunale chiarisce che la scelta del nome sarà affidata alla futura comunità scolastica, nel rispetto delle procedure previste e dell’autonomia degli organi competenti.

La nuova scuola entrerà in funzione con il prossimo anno scolastico, 2026-2027, e farà parte del nuovo Istituto Comprensivo n. 7. In accordo con l’Ufficio scolastico territoriale e con il dirigente scolastico, Andrea Grossi, è stato definito che il percorso di individuazione dell’intitolazione partirà dopo l’insediamento del Consiglio d’Istituto, previsto tra ottobre e novembre prossimi.

Sarà quindi il Consiglio d’Istituto, una volta costituito, a definire modalità e strumenti del percorso, coinvolgendo la comunità scolastica composta da studenti, famiglie, docenti e personale. Potranno inoltre essere valutate forme di partecipazione più ampie, aperte anche al quartiere e alla cittadinanza.

«Riteniamo che la scelta del nome di una scuola debba nascere anzitutto all’interno della comunità educativa che la vivrà ogni giorno – sottolinea l’assessore alle Politiche scolastiche Mario Dadati –. Saranno gli studenti, le famiglie, il personale scolastico e gli organi collegiali a costruire questo percorso. È giusto che una decisione così significativa sia condivisa da chi sarà chiamato a riconoscersi nei valori e nel significato dell’intitolazione».

Il Comune accompagnerà e sosterrà il percorso, nel rispetto dell’autonomia scolastica e delle competenze attribuite agli organi collegiali.

“SCUOLA, TROPPO SPESSO, PER GLI STUDENTI E’ FONTE DI ANSIA”

Si respira una sofferenza diffusa tra adolescenti e preadolescenti, un vuoto identitario causato da un individualismo spinto e dalla frammentazione che caratterizza il nostro presente. È una fotografia a tratti preoccupante quella scattata dall’assessora regionale al welfare Isabella Conti, ospite di un incontro organizzato dal Partito Democratico su educazione e scuola. Nel 2024 gli accessi alle neuropsichiatrie infantili delle regione sono stati 68mila su un totale di 665mila ragazzi under 18. Il 10% del totale quindi, per vari disturbi: linguaggio, attenzione, apprendimento che verso l’adolescenza spesso virano verso atti di autolesionismo, ansia e disturbi dell’alimentazione, vertiginosamente cresciuto del 485%.

E dal 31 agosto al 14 settembre, quest’anno la regione ha avviato la sperimentazione conciliazione tempi di vita e lavoro rivolte alle famiglie degli studenti. La scuole primarie potranno rimanere aperte grazie a progetti realizzati dai Comuni e sostenuti dalla Regione con 3 milioni di euro. Con un’offerta di servizi extrascolastici che potrà prevedere attività quali laboratori, sport, musica, creatività, gioco, assistenza. Tutto senza pesare ne sovraccaricare il personale scolastico.

ROTATORIA DI VIA BOSELLI, INIZIATI I LAVORI. PRONTA TRA OTTOBRE E NOVEMBRE

Sono iniziati, con le operazioni di deasfaltatura, i lavori per la realizzazione della configurazione definitiva della rotatoria tra via Boselli, via Damiani e viale Martiri della Resistenza, uno degli interventi viabilistici più complessi attualmente in programma in città.

L’opera interessa infatti un nodo particolarmente trafficato e strategico per la mobilità cittadina, attraversato ogni giorno da migliaia di veicoli e punto di collegamento tra importanti direttrici urbane. Proprio per questo motivo il cantiere è stato programmato per fasi successive, con l’obiettivo di limitare il più possibile l’impatto sulla circolazione.

L’intervento consentirà di completare la trasformazione dell’incrocio che negli ultimi due anni è stato gestito con una soluzione provvisoria, migliorando la sicurezza della circolazione, la fluidità del traffico e la mobilità sostenibile grazie alla realizzazione di percorsi ciclopedonali protetti.

Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda la tutela e il rafforzamento del patrimonio arboreo presente nell’area. La revisione progettuale voluta dall’Amministrazione comunale ha infatti consentito di salvaguardare integralmente tutte le alberature esistenti. Non solo: il progetto prevede anche la messa a dimora di otto nuovi alberi nelle aree verdi laterali, incrementando complessivamente la presenza di verde urbano.

La configurazione definitiva recepisce inoltre la variante progettuale elaborata nei mesi scorsi dagli Uffici comunali sulla base delle osservazioni emerse durante la fase sperimentale. La revisione ha consentito non solo di mantenere integralmente le alberature esistenti, ma anche di ampliare gli spazi destinati alla mobilità ciclopedonale, migliorando accessibilità e sicurezza per gli utenti più vulnerabili della strada. Le risorse inizialmente destinate alla rimozione delle piante saranno reinvestite per la messa a dimora di otto nuove alberature, con esemplari di dimensioni più significative rispetto a quelli inizialmente previsti.

«Quando abbiamo deciso di rivedere il progetto ci siamo dati un obiettivo molto chiaro: migliorare la sicurezza e la funzionalità dell’intersezione senza rinunciare al patrimonio arboreo esistente – sottolinea la sindaca Katia Tarasconi –. Oggi possiamo dire di aver raggiunto questo risultato. Tutti gli alberi presenti saranno salvati e, anzi, il verde verrà incrementato con nuove piantumazioni. È un intervento che rende più sicuro uno dei principali nodi viabilistici della città e che dimostra come sia possibile coniugare infrastrutture, qualità urbana e attenzione all’ambiente. Credo sia un risultato importante per tutta la città».

«Parliamo di un intervento significativo sotto il profilo viabilistico e della sicurezza, che consentirà di dare una sistemazione definitiva a un’infrastruttura ormai entrata nelle abitudini dei piacentini e che ha già dimostrato la propria efficacia nella regolazione dei flussi di traffico e nella riduzione dell’incidentalità – evidenzia il vicesindaco Matteo Bongiorni –. La fase sperimentale ci ha consentito di verificare sul campo il funzionamento della rotatoria e di introdurre alcuni miglioramenti progettuali. Per questo desidero ringraziare i cittadini, i residenti e le associazioni che hanno contribuito in modo costruttivo al confronto su quest’opera. Le osservazioni raccolte ci hanno aiutato a raggiungere un risultato importante: mantenere tutte le alberature esistenti, aumentare il verde presente e migliorare ulteriormente la qualità complessiva dell’intervento».

I lavori, affidati alla ditta Edil Losa di Gragnano Trebbiense nell’ambito di un intervento del valore di circa 600 mila euro, sono partiti con le attività preliminari all’interno della corona centrale della rotatoria. Con la conclusione dell’anno scolastico il cantiere entrerà progressivamente nelle fasi successive, nell’intento di ridurre il più possibile l’impatto sulla viabilità circostante.

La conclusione dell’opera è prevista tra i mesi di ottobre e novembre. Eventuali modifiche temporanee alla circolazione che dovessero rendersi necessarie durante le diverse fasi del cantiere saranno comunicate tempestivamente ai cittadini. Con questo intervento l’Amministrazione comunale prosegue il percorso di miglioramento della sicurezza stradale, della mobilità sostenibile e della qualità degli spazi pubblici cittadini, con particolare attenzione alla valorizzazione del verde urbano.

 

A ZERBIO NASCE IL COMITATO PER LE ENERGIA TRASPARENTE E SOSTENIBILE, “MA NON A QUALSIASI COSTO”

È stato ufficialmente costituito il Comitato “Sì all’Energia Trasparente e Sostenibile”, nato con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo realmente compatibile con le caratteristiche dei territori e rispettoso delle comunità locali in una cornice di governance partecipata multilivello che garantisca trasparenza amministrativa e tutela sociale, ambientale ed economica.

Proprio questi principi, secondo i promotori, non troverebbero adeguata applicazione nel progetto di impianto di accumulo elettrochimico (BESS-Battery Energy Storage System) da 225 MW previsto a ridosso dell’abitato di Zerbio di Caorso, attualmente sottoposto alla procedura autorizzativa presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

L’impianto sorgerebbe infatti a circa 50 metri dall’abitazione più vicina, a soli 20 metri da un sito appartenente alla rete Natura 2000 e occuperebbe circa 9 ettari di terreni classificati ad alta produttività agricola.

Un impianto BESS a ridosso di un centro abitato rappresenta un elevato livello di rischio per la popolazione. Innumerevoli studi scientifici di indiscutibili enti di ricerca, come ad esempio il JRC (Centro Comune di Ricerca della Commissione europea) valutano i BESS come tecnologie importanti per la transizione energetica, ma caratterizzate da rischi specifici e severi legati alla sicurezza chimica, termica (Thermal Runaway) ed elettrica. La stessa Circolare 21021/2024 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco richiama l’esigenza di sicurezza della vita umana e incolumità delle persone nei processi valutativi.

L’assemblea costitutiva ha eletto Angelo Giostri quale presidente del Comitato.

«In assenza di un quadro regolatorio nazionale che indichi almeno le distanze minime dai ricettori più sensibili, come ad esempio le abitazioni, ed i limiti di applicabilità del concetto di “interesse pubblico prevalente”, il nostro Paese non può permettersi che le scelte sulle FER siano lasciate esclusivamente alle dinamiche di mercato. Diversamente, rischieremmo di trovarci di fronte a un vero e proprio far west incontrollato e ingovernabile», dichiara il neopresidente Angelo Giostri, sottolineando come il Comitato possa contare su un ampio sostegno da parte della popolazione locale.

«Abbiamo voluto inserire un “Sì” nel nome del Comitato e non definirci semplicemente contrari all’impianto BESS di Zerbio perché siamo convinti che le energie rinnovabili debbano rappresentare una componente fondamentale del nostro sviluppo. Riteniamo tuttavia che la transizione energetica, per essere realmente sostenibile, non possa e non debba prescindere dalla tutela delle persone, delle famiglie, delle attività economiche e dei territori interessati. Una transizione perseguita esclusivamente in funzione del raggiungimento di obiettivi quantitativi, senza un adeguato bilanciamento con la salute pubblica, la sicurezza e la qualità della vita delle comunità coinvolte, rischierebbe infatti di tradire i suoi stessi fondamenti».

«Eppure, nelle aree prospicienti il sito individuato per l’impianto, esisterebbero almeno due alternative localizzative che presentano caratteristiche riconducibili ai criteri di idoneità indicati dall’articolo 11bis del dlgs 190/2024, che disciplina i procedimenti autorizzativi delle fonti di energia rinnovabile. Questo dimostra come sia possibile conciliare le esigenze della transizione energetica con una maggiore attenzione alla tutela del territorio e delle sue peculiarità”

“Siamo pronti- conclude Giostri- ad avviare un dialogo con gli Enti pubblici preposti al governo e alla tutela del territorio, con il MASE, con le Organizzazioni professionali agricole e con chiunque voglia partecipare ad un confronto franco, trasparente e costruttivo, un confronto che, fino ad oggi, è purtroppo mancato a partire dal MASE, che sta gestendo il processo autorizzativo sulla piattaforma PERMITTING blindata ed accessibile solo su invito o dietro dimostrazione di avere un diritto inciso nel procedimento, fino ad arrivare agli Enti locali che hanno espresso parere sull’impianto in se stesso senza alcuna valutazione sugli effetti cumulativi e sulle interazioni con l’ambiente circostante», conclude Giostri.

Il Comitato “Sì all’Energia Trasparente e Sostenibile” è sostenuto da Legambiente Piacenza e da Caorso futura, gruppo di minoranza che da mesi sta presentando interpellanze al Sindaco sul tema.

Nella foto l’area progettuale dove dovrebbe sorgere l’impianto

I CIVICI PIACENTINI A ROMA PER L’ASSEMBLEA NAZIONALE: “NOI L’UNICO ARGINE ALL’ASTENSIONISMO”

“Il nostro non è civismo di facciata, ma l’unico vero argine all’astensionismo”. E’ quanto affermano i protagonisti del civismo piacentino che hanno partecipato, a Roma, alla prima assemblea nazionale di Progetto Civico Italia, la rete che unisce centinaia di amministratori locali e sindaci da tutta Italia. All’appuntamento erano presenti la sindaca Katia Tarasconi, l’assessore Mario Dadati e la coordinatrice della lista civica piacentina Claudia de Monti, portando l’esperienza di governo di Palazzo Mercanti al centro del dibattito politico nazionale.

Un evento che ha voluto ribadire il ruolo delle civiche nel panorama politico nazionale, definite “l’autentico motore dell’alleanza. Come confermato anche dalle recenti analisi sui dati elettorali pubblicate dal Corriere della Sera nel focus “Comuni, crescono soltanto i civici”, i movimenti civici sono l’unica forza in reale crescita nel Paese, capace di valorizzare il “voto di prossimità” e di fare da argine all’astensionismo laddove i partiti tradizionali faticano a mobilitare i cittadini”.

Non un mero strumento elettorale destinato a disperdersi nel corso della consiliatura ma, al contrario, capaci di attirare quei cittadini che non si sentono rappresentati dai partiti tradizionali. La coordinatrice piacentina Claudia de Monti è stata nominata tra i 90 delegati nazionali della neonata formazione. Un ruolo di primo piano all’interno della Direzione e dei gruppi di lavoro programmatici appena varati, che inserisce stabilmente il laboratorio piacentino nella cabina di regia del movimento del fare.

“Il civismo che esprimiamo a Piacenza – commentano i rappresentanti della lista – non è un’etichetta di facciata né una “stampella” silenziosa, ma un laboratorio di idee concrete che dialoga quotidianamente con la città produttiva, con i quartieri e con i bisogni reali delle persone. Chi riduce il civismo a una sommatoria di poltrone o a dinamiche di palazzo dimostra di non comprendere la spinta che arriva dai territori. Essere a Roma significa dimostrare che la nostra azione non è isolata, ma fa parte di un grande progetto di buon senso che mette al centro la sicurezza, lo sviluppo, la cura del verde e il benessere delle comunità, rifiutando la politica dei veti incrociati e dei personalismi”.

BONGIORNI: “GIARDINO DI VIA GAMBARA, IN SETTIMANA MANUTENZIONE E RIAPERTURA DELL’AREA”

L’intervento del vice sindaco Matteo Bongiorni sul giardino pubblico di via Gambara.

Il giardino di via Gambara è da anni uno dei luoghi che hanno generato il maggior numero di segnalazioni da parte dei cittadini. Danneggiamenti alle strutture, utilizzo improprio degli spazi, bivacchi e problemi legati alla sicurezza hanno reso quest’area oggetto di attenzione costante da parte del Comune.

Per questo si è cercato di intervenire in più modi: dal coinvolgimento di un cantiere scolastico della Scuola Edile per restituire nuova vitalità all’area, agli interventi sulle strutture esistenti, fino all’installazione di una telecamera per la videosorveglianza.

Alcune settimane fa sono inoltre state rimosse le attrezzature del piccolo spazio giochi. Una scelta dettata sia dalla necessità di effettuare interventi di manutenzione, sia dal fatto che quell’area, ormai da tempo, veniva utilizzata prevalentemente come spazio di sgambamento per cani piuttosto che come area giochi per bambini. Per questo motivo sarà trasformata in una piccola area dedicata ai cani al servizio del quartiere, valutando successivamente la ricollocazione delle attrezzature ludiche in una posizione più adeguata.

Detto questo, comprendiamo bene le critiche dei residenti. In questo caso la mancata manutenzione del verde è dovuta a un errore di programmazione che abbiamo commesso e che provvederemo a correggere immediatamente. Di questo ci scusiamo.

Si provvederà quindi già nel corso della prossima settimana al taglio dell’erba e alla riapertura del giardino. Più in generale, resta aperto il tema del rispetto degli spazi pubblici, che riguarda tutti noi. Perché siamo ormai la città nella quale una targa posata su una panchina rossa in ricordo di una ragazza vittima di femminicidio viene divelta nell’arco di una settimana.

Anche per questo, accanto agli interventi di manutenzione e riqualificazione, serve un impegno collettivo nel prendersi cura dei luoghi comuni e nel rispettare ciò che appartiene all’intera comunità.

PIAZZA CAVALLI GREMITA PER LA MUSICA DI RADIO BRUNO

Il colpo d’occhio di piazza Cavalli era quello dei grandi eventi, e così è stato. L’evento di Radio Bruno ha attirato in piazza migliaia di persone, soprattutto giovanissimi accorsi, fin dalle prime ore del pomeriggio, per ascoltare quei brani che normalmente ascoltano in radio o nelle cuffiette. Il cast che Yoga Radio Bruno Estate ha portato sul palco è stato d’eccezione: Anna Tatangelo, Cate Lumina, Cioffi, Clara, Ditonellapiaga, Dolcenera, Ermal Meta, Ernia, Frah Quintale, Francesco Renga, Gabry Ponte, J-Ax, LDA & Aka 7even, Nayt, Nicolò Filippucci, Orietta Berti, Samurai Jay, Sangiovanni, The Kolors e Welo. Presentano Enrico Papi, Noemi ed Enzo Ferrari. All’inizio del concerto, presentato da Noemi e Enrico Papi, sono saliti sul maxi palco anche la sindaca Katia Tarasconi e l’assessore Simone Fornasari per salutare la piazza e il selfie di rito.

DUE PROGETTI PIACENTINI SULLA RICERCA FINALIZZATA FINANZIATI DAL MINISTERO DELLA SALUTE

Due progetti di ricerca finanziati dal Ministero della Salute nell’ambito della Ricerca finalizzata vedono protagonista l’Azienda Usl di Piacenza. Due passi avanti per contribuire a ridurre le disparità assistenziali, migliorare la sicurezza del paziente e aumentare la qualità delle cure. Si tratta di un importante riconoscimento per l’attività scientifica sviluppata dai professionisti piacentini e, soprattutto, di un’opportunità per migliorare l’assistenza sanitaria attraverso studi orientati all’appropriatezza delle cure, alla sicurezza dei pazienti e alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
I protagonisti dei progetti sono Daniele Vallisa, direttore dipartimento Onco-ematologia e direttore Ematologia e centro trapianti, e Filippo Banchini, direttore Chirurgia generale. Il primo è dedicato alla leucemia linfatica cronica e allo studio della malattia minima residua; il secondo mira a valutare il rapporto costo-efficacia nella chirurgia primaria del cancro del colon-retto.
Il progetto dedicato alla leucemia linfatica cronica coinvolge Piacenza insieme a Parma, Reggio Emilia e Modena. Vallisa partecipa allo studio come principale collaboratore. «L’obiettivo è valorizzare il ruolo di laboratori altamente specializzati in grado di rilevare la malattia minima residua e fornire informazioni utili a orientare le decisioni terapeutiche», spiega il medico. «Disporre di strumenti diagnostici sempre più accurati consente di individuare il momento più appropriato per iniziare o modulare i trattamenti, con benefici sia per i pazienti sia per la sostenibilità del sistema sanitario. In alcune patologie ematologiche, le terapie possono infatti avere costi molto elevati e una maggiore appropriatezza prescrittiva rappresenta un valore clinico ed economico rilevante».
«Questo percorso di ricerca – prosegue – è stato avviato anche grazie al sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il finanziamento complessivo ammonta a circa 480mila euro e a Piacenza saranno destinati 30mila euro, che saranno investiti nel potenziamento delle attività di laboratorio. Un aspetto particolarmente significativo è la possibilità di contribuire all’evoluzione delle linee guida per la diagnostica e il trattamento delle malattie linfo-proliferative». Vallisa sottolinea inoltre il contributo dei professionisti coinvolti nel progetto: Angela Rossi, direttore Biologia dei trapianti, diagnostica molecolare e manipolazione cellule staminali emopoietiche, e Annalisa Arcari, che in Ematologia segue le malattie linfo-proliferative.

Filippo Banchini è invece co-principal investigator di un progetto sviluppato con l’Istituto romagnolo per lo studio dei tumori “Dino Amadori” di Meldola e l’Azienda Usl della Romagna. «L’attività di ricerca – spiega – si concentrerà sugli outcome clinici e organizzativi dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico per tumore del colon-retto. Valuteremo sia gli esiti clinici, anche attraverso gli indicatori del Programma nazionale esiti, sia gli aspetti economici e organizzativi. L’obiettivo è sviluppare modelli predittivi basati su un ampio database clinico, in grado di stimare il rischio chirurgico e post-operatorio dei pazienti e supportare in modo sempre più preciso i processi decisionali».
Lo studio dispone di un finanziamento complessivo di 350mila euro, dei quali circa 65mila destinati a Piacenza. Le risorse saranno utilizzate per acquisire strumenti tecnologici e informatici dedicati alla raccolta e alla gestione dei dati, oltre che per il coinvolgimento di un data manager a supporto delle attività di analisi. «Questi strumenti – osserva Banchini – consentiranno di approfondire la conoscenza dei fattori che influenzano gli esiti clinici, la durata della degenza e la qualità complessiva del trattamento, favorendo al tempo stesso l’ulteriore sviluppo delle tecnologie già presenti in ospedale». Secondo il direttore di Chirurgia generale, uno dei principali punti di forza dello studio sarà la possibilità di stimare l’impatto economico delle diverse strategie assistenziali dal punto di vista del Sistema sanitario regionale e nazionale: «L’identificazione di specifiche sottopopolazioni di pazienti nelle quali i diversi approcci chirurgici producono effetti differenti in termini di costi ed esiti clinici potrà fornire indicazioni utili ai decisori e ai professionisti, contribuendo a orientare scelte sempre più efficaci e basate sull’evidenza».
I risultati sono stati resi possibili anche grazie al settore Innovazione, ricerca e qualità dell’Azienda Usl di Piacenza che, attraverso Marina Bolzoni e Silvia Caruso, ha affiancato i professionisti coinvolti nella predisposizione della documentazione tecnico-amministrativa necessaria alla partecipazione ai bandi e nella definizione dei budget di progetto, garantendo un accompagnamento strutturato e continuativo durante tutte le fasi della candidatura.

LUIGI LICINI NUOVO PRESIDE DELLA FACOLTA’ DI SCIENZE AGRARIE

Il professor Luigi Lucini, ordinario di Chimica Agraria, è stato eletto Preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali per il quadriennio 2026/27 – 2029/30. Il professor Lucini è l’ottavo preside nella storia della facoltà, dopo Francesco Vito (preside dal 1951 al 1955), Giuseppe Piana (1955-1981), Vittorio Cappa (1981-1988), Gianfranco Piva (1988-2009), Lorenzo Morelli (2009-2017), Marco Trevisan (2017-2024) e l’uscente Pier Sandro Cocconcelli (2024-2026).

Il Professor Lucini proseguirà la sua presidenza sino al 31 ottobre 2030. All’elezione hanno partecipato, come stabilito dallo statuto dell’Ateneo del Sacro Cuore, i docenti di prima e seconda fascia della facoltà. Direttore del Laboratorio di Metabolomica della facoltà dal 2014, Luigi Lucini è un’autorità riconosciuta a livello internazionale nel campo della chimica e della sicurezza alimentare, tra i World’s Top 2% secondo la classifica della Stanford University.

La sua attività di ricerca si concentra sull’effetto dei fattori edafici e degli stress abiotici sulla biochimica e sul metabolismo secondario delle piante, con particolare attenzione ai meccanismi di resilienza e acclimatazione vegetale. Si occupa inoltre della modulazione dei componenti funzionali negli alimenti di origine vegetale, degli effetti dei processi di trasformazione alimentare e dell’impiego di biostimolanti per incrementare la sostenibilità della produzione agricola.
Lucini è anche rappresentante nazionale nel comitato tecnico TCC/455, incaricato di definire i criteri per l’attuazione a livello europeo del Regolamento CE 2019/1009 sui biostimolanti vegetali.
Sul piano editoriale, ha ricoperto il ruolo di editor per le riviste Antioxidants, Food Research International e Current Opinions in Food Science; attualmente è guest editor per Plants e associate editor per Frontiers in Plant Science.
Ha inoltre svolto attività di valutazione per il Lithuanian Research Council, per i Ministeri dell’Istruzione di Montenegro e Polonia e per tre fondazioni scientifiche italiane.

TUTTO PRONTO, IN PIAZZA CAVALLI, PER YOGA RADIO BRUNO ESTATE

Piazza Cavalli è pronta ad ospitare l’evento musicale Yoga Radio Bruno Estate, con alcuni dei protagonisti della musica italiana del momento come Anna Tatangelo, Cate Lumina, Clara, Ditonellapiaga, Ermal Meta, Ernia, Frah Quintale, Francesco Renga, Gabry Ponte, J-Ax, LDA & Aka 7even, Nayt, Nicolò Filippucci, Orietta Berti, Samurai Jay, Sangiovanni, Welo, The kolors, Cioffi e Dolcenera. Il concerto è gratuito fino ad esaurimento posti, non è necessaria alcuna prenotazione o ticket. Sul palco a presentare gli artisti saranno Noemi, Enrico Papi con Enzo Ferrari.

Nella giornata di oggi sono in vigore alcune limitazioni principalmente legate all’ordine pubblico e alla sicurezza. L’ingresso all’evento sarà possibile solo dal varco di via Cavour a partire dalle 15:30 circa. Uscita principale dal varco di largo Battisti. L’ingresso per le persone con disabilità è previsto in Via S. Ilario.

L’area di concerto (zona di piazza Cavalli – via Cavour – largo Battisti) sarà chiusa dalle ore 14 circa – con divieto di accesso anche a piedi – per la bonifica della zona da parte delle autorità competenti. Al termine della bonifica e fino all’apertura dei varchi l’accesso nell’area sarà consentito esclusivamente a residenti, lavoratori nella zona e turisti che hanno una prenotazione per pernottare in hotel e b&b collocati nell’area.

Divieto di ingresso con contenitori in vetro, borracce, lattine di metallo, bombolette spray, ombrelli, materiale esplosivo, caschi, valigie e borse di grandi dimensioni, tutti gli oggetti atti ad offendere.

Share via
Copy link
Powered by Social Snap