PONTE SUL NURE: TEMPISTICHE RISPETTATE. RIAPERTURA A META’ MARZO

Nella mattinata odierna, presso la Prefettura, si è tenuta in videoconferenza una seduta del Comitato Operativo Viabilità in composizione ristretta al fine di verificare lo stato di avanzamento dell’intervento di manutenzione straordinaria del ponte sul Nure.

Al riguardo i referenti della Struttura Territoriale Anas dell’Emilia Romagna hanno confermato la regolare prosecuzione dei lavori, assicurando il rispetto delle tempistiche previste dal cronoprogramma con riapertura dell’infrastruttura alla circolazione nella metà del prossimo mese di marzo, secondo gli impegni assunti con il territorio nei tavoli prefettizi tenuti la scorsa estate, fatti salvi eventuali imprevisti/contrattempi legati a cause di forza maggiore.

Occorre precisare che ulteriori fasi dei lavori saranno ultimate anche dopo la riapertura del manufatto in quanto compatibili con la ripresa della circolazione.

Nel corso dell’incontro è stata anche esaminata la richiesta del Commissario straordinario di Pontenure e del Sindaco di Cadeo, sottoposta all’attenzione della Regione Emilia Romagna e di Trenitalia Tper dal Prefetto Patrizia Palmisani, di conferma dell’attuale numero di corse del trasporto ferroviario con fermata presso le stazioni dei rispettivi territori, potenziate da 7 a 30 in previsione della chiusura alla viabilità del Ponte sul Nure lungo la statale 9, quale misura di mitigazione degli intuibili disagi e di sostegno alla mobilità della cittadinanza.

In merito, a seguito degli opportuni approfondimenti tecnici, i referenti di Trenitalia Tper e della Regione Emilia Romagna hanno comunicato che l’attuale numero di 30 corse con fermate a Cadeo e Pontenure sarà integralmente confermato fino al prossimo 13 giugno2026 in modo da monitorare il trend di affluenza dell’utenza anche in concomitanza con la riapertura dell’infrastruttura, per poi essere stabilizzato in 27 in via ordinaria, prioritariamente per i treni della relazione Milano/Parma-Bologna.

Il prossimo incontro di monitoraggio si terrà alla fine di febbraio.

PONTE SUL NURE: TEMPISTICHE RISPETTATE. RIAPERTURA A META’ MARZO.

Nella mattinata odierna, presso la Prefettura, si è tenuta in videoconferenza una seduta del Comitato Operativo Viabilità in composizione ristretta al fine di verificare lo stato di avanzamento dell’intervento di manutenzione straordinaria del ponte sul Nure.

Al riguardo i referenti della Struttura Territoriale Anas dell’Emilia Romagna hanno confermato la regolare prosecuzione dei lavori, assicurando il rispetto delle tempistiche previste dal cronoprogramma con riapertura dell’infrastruttura alla circolazione nella metà del prossimo mese di marzo, secondo gli impegni assunti con il territorio nei tavoli prefettizi tenuti la scorsa estate, fatti salvi eventuali imprevisti/contrattempi legati a cause di forza

maggiore.

Occorre precisare che ulteriori fasi dei lavori saranno ultimate anche dopo la riapertura del manufatto in quanto compatibili con la ripresa della circolazione.

Nel corso dell’incontro è stata anche esaminata la richiesta del Commissario straordinario di Pontenure e del Sindaco di Cadeo, sottoposta all’attenzione della Regione Emilia Romagna e di Trenitalia Tper dal Prefetto Patrizia Palmisani, di conferma dell’attuale numero di corse del trasporto ferroviario con fermata presso le stazioni dei rispettivi territori, potenziate da 7 a 30 in previsione della chiusura alla viabilità del Ponte sul Nure lungo la statale 9, quale misura di mitigazione degli intuibili disagi e di sostegno alla mobilità della cittadinanza.

In merito, a seguito degli opportuni approfondimenti tecnici, i referenti di Trenitalia Tper e della Regione Emilia Romagna hanno comunicato che l’attuale numero di 30 corse con fermate a Cadeo e Pontenure sarà integralmente confermato fino al prossimo 13 giugno2026 in modo da monitorare il trend di affluenza dell’utenza anche in concomitanza con la riapertura dell’infrastruttura, per poi essere stabilizzato in 27 in via ordinaria, prioritariamente per i treni della relazione Milano/Parma-Bologna.

Il prossimo incontro di monitoraggio si terrà alla fine del corrente mese.

DAL PRE COVID A PIACENZA CRESCE IL NUMERO DEGLI ATTIVI, OLTRE 141MILA NEL 2024. IL 30% DEGLI OCCUPATI E’ NATO ALL’ESTERO

In un quadro economico che segna un trend in rallentamento dell’economia piacentina nel primo semestre del 2025, l’unico dato positivo è quello che si riferisce al lavoro; per la prima volta il tasso di occupazione a Piacenza è superiore a quello regionale (oltre 2,5 punti nel 2024), arrivando su livelli analoghi a quelli medi europei. Non solo, è aumentato anche il numero degli attivi che passa dai 135mila del 2018 agli oltre 141mila del 2024, dato che conferma l’incremento della partecipazione al mercato del lavoro. Inoltre Piacenza ha registrato una crescita degli occupati superiore rispetto alla media regionale e nazionale (+6%), con una particolare accelerazione negli ultimi due anni. Sono i dati principali, nel periodo pre Covid fino al 2024, che emergono da Piacenz@ economia lavoro e società elaborati dalla Provincia.

Tornando ai dati economici, i settori che hanno subito il maggiore rallentamento sono la manifattura e la fornitura artigiana tra -6 e -9 per cento; le costruzioni -4, il commercio al dettaglio -1; sono aumentate le importazione e notevolmente diminuite le esportazioni dell’11%.

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DEGRADO ALLA CAVALLERIZZA E SICUREZZA IN CENTRO STORICO, SINDACA: “L’ATTENZIONE RESTA ALTA”

Il delicato tema della sicurezza è stato ancora oggetto della seduta di consiglio comunale; sono state le consigliere di Fratelli d’Italia Sara Soresi e Gloria Zanardi a sollevarlo con due interrogazioni. In particolare la capogruppo Soresi ha posto all’attenzione della giunta la situazione che sta vivendo da anni la Cavallerizza; “rifiuti, degrado e insicurezza – ha detto Soresi – tanto che alcuni residenti si sentono minacciati e hanno cambiato casa. Questa amministrazione – ha proseguito – si è troppo spesso trincerata dietro la posizione che per le aree private poco o nulla può fare. Mi auguro la sindaca ponga la questione all’attenzione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza che si riunisce ogni settimana in prefettura”. Il vicesindaco Bongiorni, nell’ammettere un senso di impotenza per non riuscire a trovare la quadra, ha confermato le condizioni critiche descritte nell’interrogazione dovute a “problemi di insicurezza, decoro e sporcizia” oltre “alla presenza costante di senza tetto che dormono lì tutte le notti” ; ha rimarcato anche un “problema di accessibilità all’area e di viabilità che a volte impedisce il tempestivo intervento delle forze dell’ordine” ripromettendosi di “riportare la questione al tavolo della prefettura e di prendere le interlocuzioni con gli amministratori di condominio”.

La consigliera Zanardi ha posto l’attenzione sul tema sicurezza in centro storico; “sappiamo bene che il sindaco non ha grandi poteri sul tema, ma si chiede di continuare ad affrontare il problema con determinazione – ha chiesto Zanardi – questa sia un’occasione per ribadire che non si abbassa la guardia”. “Non manco mai al tavolo in  Prefettura – ha risposto la prima cittadina – e vado personalmente, ogni settimana, ad interloquire con i rappresentanti delle forze dell’ordine. Il tema della sicurezza però è di respiro nazionale; se la popolazione italiana, per l’80% si sente meno sicura, significa che qualcosa è cambiato profondamente. Nello scorso week end c’è stato un grande lavoro di controllo da parte della polizia in centro storico durante la movida, sono state identificate 200 persone; continueremo ad investire in telecamere, control room – ha assicurato Tarasconi – perché questo è un problema che accomuna tutti i sindaci. Credo però che la repressione abbia un senso solo se fortemente legata all’educazione che ricade sulle famiglie e sulle scuole; con l’educativa di strada e con lo sport stiamo cercando di offrire ai ragazzi un impegno, un’alternativa”.

TARIFFE SOSTE BLU, VERRANNO RIDOTTE: C’E’ L’IMPEGNO DEL COMUNE. PASSA LA MOZIONE DELLA LEGA

Le tariffe dei parcheggi blu torneranno a scendere, come erano precedentemente all’entrata in vigore dell’addendum del contratto di piazza Cittadella. Non da subito, ben inteso, perché é in corso il contenzioso giudiziario tra amministrazione e concessionario, ma “quando si avrà la possibilità e nelle modalità più opportune”. Il vicesindaco Matteo Bongiorni ha utilizzato proprio questa formula riprendendo esattamente il corpo della mozione presentata dal consigliere della Lega Luca Zandonella che chiedeva, appunto, il ritorno alle tariffe pre-addendum, salvo gli adeguamenti Istat. “Gli aumenti – ha ricordato Zandonella – sono entrati in vigore dal 1 gennaio 2024, per facilitare il concessionario, Piacenza Parcheggi, nella costruzione del parcheggio interrato, ma poi sappiamo quello che è accaduto. Lo scorso novembre l’amministrazione aveva annunciato che sarebbe tornata ad avere la gestione dei parcheggi, ma ad oggi questo non è ancora avvenuto a causa dell’iter giudiziario in corso”. La domanda di base é: perché i cittadini si trovano a pagare tariffe maggiorate per finanziare un’opera che non verrà più realizzata? Tutti d’accordo, in linea di principio, con il parere positivo anche dell’amministrazione per bocca del vicesindaco Bongiorni; la mozione infatti, alla fine, è stata votata favorevolmente da tutti i consiglieri, ad eccezione dell’astensione della consigliera Brusamonti.

Ma nel mezzo c’è stata oltre un’ora di discussione a suon di “fatti personali” e botta e risposta tra consiglieri di maggioranza e opposizione. A dare il là è stato l’intervento della consigliera di Piacenza Oltre Caterina Pagani “tornare alla tariffazione precedente e non usare questa leva per disincentivare l’uso dell’auto non mi sembra la soluzione migliore – ha detto – al contrario l’aumento delle tariffe mi sembra il principio più equo, per portare a termine la strategia del Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), altrimenti possiamo dire che è carta straccia”. Un intervento che l’ha posta nel mirino dell’opposizione; “mettetevi d’accordo -ha detto il consigliere Trespidi rivolgendosi alla maggioranza – o siete d’accordo con il vicesindaco o non lo siete. Se volete mandare la gente in bicicletta come in Cina, dovete fare le piste ciclabili!”. “Non ho detto di costringere i cittadini ad andare in bicicletta – ha replicato Pagani – ma la politica deve fare delle scelte. Se dobbiamo dare un indirizzo politico dobbiamo essere chiari”. “Adesso i cittadini stanno pagando le tariffe ad un soggetto con cui si sono chiusi i rapporti – ha ribattuto il consigliere di ApP Cugini – in questo momento state disincentivando il pagamento delle soste blu, a discapito di chi invece, nonostante si senta preso in giro, continua a pagare il biglietto giornaliero – ha detto rivolgendosi alla maggioranza – saremmo dovuti tornare subito alla vecchia tariffa e pure chiedere scusa”. “Dopo il Covid, BRT ha detto che non era più necessario fare il parcheggio di Cittadella, perché ci sarebbero stati posti auto nell’area dell’ex Acna e si sarebbero recuperati una cinquantina di posti vicino alle palestre dell’ex Laboratorio Pontieri – ha sottolineato la consigliere Barbieri – comprendiamo che oggi non è possibile il ritorno alla tariffa precedente, ma lo spirito della mozione è che non appena si potrà, si dovrà tornare al ripristino della vecchia tariffazione”. “Non sono convinto che alzando le tariffe si incentivi l’uso della bicicletta – a detto il consigliere Anelli – quindi l’auspicio è che le tariffe diminuiscano e tornino come prima dell’addendum”. “Se ci fosse la possibilità di tornare a 1,05 euro noi lo voteremmo subito – ha ribadito il consigliere di ApP Rabuffi – l’aumento è legata alla costruzione di un’opera che oggi non c’è e non esisterà più. Cosa c’entra la mobilità dolce?” ha domandato riferendosi all’intervento della consigliera Pagani.

 

 

LEGAMBIENTE: “NO ALL’EOLICO SUL CROCIGLIA. I COSTI MAGGIORI DEI BENEFICI. SAREBBE COME SFREGIARE UN BENE COMUNE”

“Siamo da sempre favorevoli alle politiche verso la transizione energetica e la uscita dalla dipendenza dalla fonti fossili tramite tutte le tipologie di fonti rinnovabili, ma come ben sanno le nostre posizioni nei confronti di qualunque scelta di installazione industriale, di qualsiasi tipologia, sono da sempre improntate ad un approccio scientifico e non dogmatico. Valutandone serenamente i benefici e i costi attesi così come le alternative possibili”. E’ la premessa di Legambiente Circolo di Piacenza verso l’iter autorizzativo in corso sul progetto di parco eolico tra Ferriere e Santo Stefano che vedrebbe l’installazione sul monte Crociglia di sette pale eoliche alte 180 metri ciascuna.

“Legambiente ritiene che il progetto proposto da Ferriere Wind Srl non sia sostenibile per molte ragioni che esprimeremo dettagliatamente nelle osservazioni. Non è sostenibile soprattutto perché costruito sulla necessità di un vantaggio privato a discapito di un territorio fragile e che rappresenta un patrimonio naturalistico e identitario della comunità piacentina. Non è affatto una posizione incoerente. Siamo assolutamente favorevoli allo sviluppo delle rinnovabili ma quando rappresentano la concretizzazione di un prevalente interesse pubblico, che qui non c’è.
Elenchiamo velocemente alcune delle molte ragioni tecniche e ambientali che vanno in senso contrario alla realizzazione del progetto: dalla probabile assenza di ventosità sufficiente, non provata da rilevazioni puntuali ma sulla base di modelli matematici teorici con gradi di incertezza elevati e tra l’altro non pienamente illustrate nella documentazione, alla contrarietà a normative regionali e nazionali, all’impatto straordinario, su un territorio delicato e paesaggisticamente tutelato, delle previste importanti modifiche della viabilità esistente. Le attuali strade forestali e i sentieri di crinale verrebbero convertiti in piste di cantiere con carreggiate larghe fino a 5 metri. Nei punti di svolta verrebbero realizzati imponenti sbancamenti per consentire il passaggio dei bilici speciali per il trasporto delle pale e del materiale necessario per l’elevazione delle torri che incideranno in modo permanente sulla morfologia dei luoghi e allo snaturamento della preziosa sentieristica storica. Senza parlare degli sbancamenti e scavi per i plinti di cemento (centinaia di migliaia di metri cubi) che determineranno prevedibili gravi effetti sull’assetto idrogeologico del territorio.

Ciò che è importante in progetti di questo genere è pesare attentamente i costi dell’operazione rispetto ai vantaggi collettivi. Confronto che nel progetto, dalle prime valutazioni sembra assente ed inoltre difficile da effettuare nell’ambito di procedure che – in nome della semplificazione – hanno reso quasi impossibile una valutazione oggettiva, a causa sia degli scarsissimi tempi per formulare le osservazioni da parte dei cittadini e del continuo indebolimento degli enti di controllo che devono esprimere i pareri sul progetto. E’ evidente, considerate le mancanze di queste tipologie di progetti, che occorra in generale riequilibrare e correggere il concetto di “prevalente interesse pubblico” che la legge nazionale riserva a questa tipologia di impianti, facilitandone le approvazioni, attraverso l’adozione di una puntuale normativa e cartografia delle aree idonee che la Regione dovrà affrontare a breve, normativa che ne definisca i limiti, coinvolgendo attivamente, attraverso percorsi partecipati, i territori.

C’è una ragione ulteriore che impone di contrastare questo progetto oltre alle mancanze ed alle evidenti incompatibilità normative. Dalla veloce e corposa raccolta di firme, dalla ferma presa di posizione delle amministrazioni della montagna e delle associazioni escursionistiche, emerge chiaramente che il Crociglia e tutto il crinale della val Nure, quello che tantissimi piacentini hanno percorso – almeno una volta nella vita – con la “marcia longa”, è un ambiente il cui valore quasi sacrale, impone una cura che va ben oltre alle norme del Piano Paesaggistico. Si fa spesso abuso del termine “bene comune” ma mai come in questo caso è il più adatto per qualificare questa magnifica porzione di territorio; un luogo del cuore oltre che un immenso e pregiato patrimonio naturalistico. La realizzazione di questo progetto eolico rappresenterebbe uno sfregio difficilmente rimediabile e non compensato dai benefici energetici ed economici, vantati dal proponente.

E’ da queste prime considerazioni che esprimiamo una valutazione negativa e contraria a questo Progetto, fermo restando la nostra convinzione della necessità di una forte accelerazione verso la transizione energetica e le fonti rinnovabili per uscire dalla dipendenza dal fossile, sempre improntata ad una sostenibilità prima di tutto ambientale e paesaggistica. Passi in avanti si sono fatti in questi anni ma tanta strada, soprattutto dalla politica, deve ancora essere percorsa”.

RABBINO JEREMY: “DENUNCIARE ISRAELE NON E’ FARE ANTISEMITISMO”

E’ stato ricevuto anche nella sala consiliare di Palazzo Mercanti il rabbino Jeremy Milgrom accolto dalla sindaca Tarasconi dal vice Bongiorni e da alcuni consigliere di maggioranza. Milgrom, rabbino ebreo e attivista per la pace, è stato invitato a Piacenza dal presidente di Ucoii Yassine Baradai, autore del libro con i primi 58383 nomi delle vittime della striscia di Gaza.
Nella giornata piacentina ha anche incontrato la comunità musulmana nella mosche di strada Caorsana, nel pomeriggio il Vescovo Cevolotto e alcuni alunni dell’Istituto Averroé.

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CONTENZIOSO PIAZZA CITTADELLA: IL COMUNE RAFFORZA IL FONDO CREDITO DI 177MILA EURO

La Giunta comunale di Piacenza ha approvato una variazione di bilancio che prevede il rafforzamento del Fondo crediti di dubbia esigibilità per circa 177mila euro, in relazione alla complessa vicenda giudiziaria che contrappone l’Amministrazione comunale alla società concessionaria Piacenza Parcheggi, incaricata della realizzazione e gestione del parcheggio interrato in piazza Cittadella.

La decisione nasce da una valutazione prudenziale e responsabile: Piacenza Parcheggi, infatti, non ha presentato la polizza fideiussoria prevista contrattualmente a garanzia delle obbligazioni assunte nei confronti del Comune. In assenza di tale garanzia, l’Amministrazione ha ritenuto necessario accantonare le risorse corrispondenti, a tutela degli equilibri di bilancio e nell’interesse pubblico.

Nel dettaglio, l’importo accantonato ammonta a 177.534,25 euro ed è calcolato con riferimento al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 13 marzo 2026, termine fino al quale sono attualmente efficaci le misure di protezione disposte dall’autorità giudiziaria a favore della società concessionaria Piacenza Parcheggi nell’ambito del contenzioso in corso. L’importo viene iscritto nel Fondo crediti di dubbia esigibilità proprio in ragione dell’incertezza legata alla vicenda giudiziaria e alla mancata presentazione della garanzia fideiussoria prevista contrattualmente.

In questo contesto, la mancata presentazione della polizza fideiussoria rappresenta anche un ulteriore elemento di rilievo sul piano amministrativo: proprio per questa inadempienza, il Comune di Piacenza ha avviato una nuova procedura di risoluzione contrattuale nei confronti della società concessionaria. Si tratta di un procedimento distinto e successivo rispetto alla precedente risoluzione, che è oggi oggetto del giudizio in corso davanti al tribunale.

La variazione di bilancio consente dunque di tenere insieme due obiettivi fondamentali: da un lato, garantire la massima prudenza nella gestione delle risorse pubbliche, rafforzando gli accantonamenti a fronte di situazioni di rischio; dall’altro, assicurare la piena coerenza in bilancio delle scelte assunte dall’Amministrazione in una vicenda complessa e articolata, che coinvolge profili contrattuali, finanziari e giudiziari.

L’operazione è resa possibile anche grazie ai risparmi strutturali generati dal nuovo contratto di partenariato pubblico-privato per i servizi energetici e di smart city con Edison, che consente al Comune di liberare risorse da destinare non solo agli investimenti, alle manutenzioni e ai servizi, ma anche al rafforzamento della solidità complessiva del bilancio.

Un’impostazione che conferma l’attenzione dell’Amministrazione comunale al rigore amministrativo, alla trasparenza e alla tutela dell’interesse pubblico, anche nei passaggi più delicati e complessi.

Inoltre dal 2 febbraio cambia il recapito telefonico dello sportello Permessi Ztl: sarà operativo il nuovo numero 0523-492003, ma restano invariati sede e orari di attività, rimanendo a disposizione dei cittadini presso il Quic di via Beverora 57 ogni lunedì, martedì e giovedì dalle 8.15 alle 17, mercoledì e venerdì dalle 8.15 alle 13.30, nonché il sabato mattina dalle 8.15 alle 12.15.

“Dal mese di febbraio – spiega il vice sindaco Matteo Bongiorni – il Comune torna a gestire direttamente tutte le attività relative al rilascio dei permessi di accesso alla zona a traffico limitato e alle aree pedonali urbane: un servizio di importanza fondamentale per la collettività, da anni appaltato all’esterno, che l’Amministrazione ha scelto ora di portare nell’ambito delle attività rese dagli Sportelli Polifunzionali in stretto raccordo con la Polizia Locale. Una decisione assunta con l’obiettivo di garantire una sempre maggiore efficienza e tempestività nell’espletamento delle pratiche, con un assetto organizzativo più fluido ed efficace grazie al coordinamento costante tra i diversi settori di competenza comunale”.

ECCO LA NUOVA BIBLIOTECA DEL CASALI CHE ENTRA NELLA RETE DI BIBLOH

Oggi la biblioteca dell’istituto professionale Casali si presente completamente rinnovata. Pareti colorate, espositori ordinati che accolgono i circa duemila volumi catalogati e suddivisi per argomento, un paio di tavoli dedicati alla lettura e alla consultazione. Leggermente, così si chiama questo luogo che è entrato a far parte della rete di realtà scolastiche innovative Bibloh, il circuito di biblioteche che la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha rinnovato nei spazi con un contributo di 7500 euro.

Al lavoro, per circa un anno e mezzo, sono stati proprio gli studenti dell’istituto guidati dell’insegnante Stefano Groppi, che, nelle ore dedicate all’educazione civica, si occupati direttamente della sistemazione dei volumi, catalogazione e tinteggiatura delle pareti. E proprio dalla Fondazione, a breve, verrà pubblicato un nuovo bando per animare di attività e rendere vivi questi luoghi rinnovati.

BARDASI: “CAU, IL MIGLIORE IN REGIONE”. GNOCCHI: “PERCHE’ C’E’ CARENZA DI PERSONALE?”

“Di una cosa siamo certi, di non avere una visione miope sulla sanità piacentina, ma di lavorare per cercare di raggiungere gli standard regionali” il direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Piacenza Paola Bardasi è stata la protagonista dell’audizione richiesta dai consiglieri sullo stato di salute della sanità piacentina che si colloca al terzo posto nelle best practice dopo Toscana e Veneto. Un buon punto di partenza, che Bardasi, affiancata dai colleghi e dai direttori delle unità operative, ha voluto sottolineare.
Il 2026 sarà un anno cruciale; in particolare nel mese di maggio è fissata la dead line degli interventi da portare a compimento con i fondi Pnrr. La casa della comunità Belvedere, nata sulle ceneri dell’omonima clinica, sarà inaugurata proprio a maggio: ambulatori medici e pediatrici, nuovi posti letto, un luogo di cura di sollievi dove i pazienti potranno riprendersi con periodi di osservazione quotidiana grazie alla presenza di un medico e a quella costante di infermieri.

Capitolo vaccinazioni: 233 ogni 1000 abitanti, soglia mai toccata da Piacenza.
Dibattito invece il tema degli screening, fondamentali per la prevenzione: Bardasi ha sottolineato come quello al tumore del colon retto abbia raggiunto il 50% di adesione, e quello alla cervice uterina il 60%. Ancora da migliorare quello per il tumore alla mammella. Numeri che non corrispondono a quelli in possesso della consigliera Barbieri. Il Cau ha registrato, nel 2025, 60500 accessi, il pronto soccorso 76mila. Il Centro di Assistenza Urgenza piacentino, insieme a quello di Parma, è l’unica struttura che ha avuto la migliore performance in termini di riduzione di accessi al pronto soccorso, -19% .
Sui tempi di attesa per gli interventi oncologici e salva vita la percentuale è del 98%, la fascia invece critica è la chirurgia minore dove si arriva al 45%, il target è 75%. L’89% dei cittadini ha ricevuto le prestazioni ambulatoriali richieste, una delle criticità più evidenti sono i tempi di attesa per le visite dermatologiche.
Personale: è un tema che crea criticità in tutta Italia non solo in Emilia che ha una presenza di personale in servizio che supera le 10 unità; un tema toccato dalla consigliera Gnocchi.

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