REFERENDUM, IL COMITATO PER IL NO: “UNA RIFORMA INUTILE CHE DEPOTENZIA IL CSM”

Contano nomi illustri del foro piacentino i comitati che si oppongono alla riforma della giustizia del ministro Nordio. Tra loro vi sono il presidente del tribunale di Piacenza Stefano Brusati, la Procuratrice Grazia Pradella, il magistrato Luca Morisi e il pubblico ministero Antonio Colonna. Hanno esposto, nel corso di una conferenza stampa, le ragioni della contrarietà alla riforma e i maggiori rischi. “Una riforma inutile che va a depotenziare l’organo del Csm a cui vengono sottratte le competenze disciplinari, oltre che l’introduzione del sistema del sorteggio per l’elezione dei componenti togati”.

“Quello che è in gioco è l’autonomia della giurisdizione, per questo motivo – ha sottolineato la Procuratrice Predella – il fronte del No comprenda sia l magistratura requirente che quella giudicante”.

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AVVOCATURA COMUNALE: IL CONSIGLIO DI STATO DA’ RAGIONE AL COMUNE. “SCELTE ORGANIZZATIVE PIENAMENTE LEGITTIME”

Il Consiglio di Stato ha accolto integralmente l’appello del Comune di Piacenza, riformando la precedente sentenza del TAR e confermando la piena legittimità della riorganizzazione dell’Avvocatura civica approvata dalla Giunta nel 2024.

La decisione afferma un principio chiaro: non esiste alcuna norma che imponga che il coordinamento dell’Avvocatura comunale debba essere affidato a un dirigente. Il Consiglio di Stato ha riconosciuto che le scelte compiute dall’Amministrazione rientrano nella discrezionalità organizzativa dell’ente e sono pienamente conformi alla legge. Sono state dunque respinte le contestazioni sollevate dalla ex dirigente dell’Avvocatura, Elena  Vezzulli, dichiarate inammissibili o infondate.

L’Amministrazione ritiene doveroso esprimere un ringraziamento alla Direzione generale del Comune e a tutti i dirigenti e funzionari che hanno seguito la vicenda con competenza e rigore, lavorando nel rispetto delle norme e dell’interesse pubblico, spesso in un clima caratterizzato da polemiche pretestuose. La pronuncia dei giudici conferma la correttezza del loro operato.

«Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 963/2026, ha chiarito in maniera certa e definitiva che tutti gli atti adottati dal Comune di Piacenza in merito all’Avvocatura civica e all’attribuzione dell’incarico di Dirigente del Servizio Prevenzione all’avv. Vezzulli sono stati legittimi e sono stati assunti nel pieno rispetto delle norme di legge e dei regolamenti interni». E’ quanto dichiarano gli avvocati del Comune Alberto Pizzoferrato e Giancarlo Altavilla.

«Inoltre – proseguono – il Consiglio di Stato ha rilevato che non vi è stato alcuno sviamento di potere da parte del Comune di Piacenza nell’esercizio dell’attività amministrativa e che gli atti assunti non sono stati mai preordinati ad uno scopo illecito nei confronti della menzionata Dirigente. Con soddisfazione si rileva quindi che il Consiglio di Stato, peraltro confermando un suo precedente del 2023, ha statuito quanto da noi sempre sostenuto, ossia che l’indipendenza ed autonomia dell’avvocatura civica, caposaldo della legge n. 247/2012, sia garantita dalla rispondenza diretta al vertice decisionale dell’Ente (Sindaco), al di fuori di ogni altra intermediazione, a prescindere dalla sussistenza o meno della qualifica dirigenziale in capo al suo responsabile».

Il Comune prende atto con soddisfazione di una pronuncia che riconosce la legittimità del percorso intrapreso, e continuerà a operare per garantire un’organizzazione efficace degli uffici e la tutela dell’interesse della comunità piacentina.

SI RINNOVA IL PATTO PER LA SCUOLA: AZIONI CONDIVISE PER RISPONDERE AI NUOVI BISOGNI

Un documento che delinea un perimetro preciso nel quale agire, azioni condivise da mettere in pratica perché insegnanti e istituzioni possano rispondere concretamente a necessità, esigenze e bisogni degli studenti. Il Patto per la Scuola 2026/2030 va in questa direzione, firmato tra amministrazione comunale, ufficio scolastico provinciale e dirigenti degli otto circoli della città. Tra i bisogni intercettati in questi anni, gli strumenti per riconoscere e aiutare a risolvere le fragilità che coinvolgono studenti sempre più piccoli, oltre che una forte attenzione a contribuire un clima sereno e sicuro tra scuole e famiglie.

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“RAGAZZI, ATTENZIONE ALL’ALCOOL, E’ LA SOSTANZA PIU’ PERICOLOSA”

È l’alcool la sostanza più pericolosa, a tossicità maggiore, quella che può provocare gli effetti più devastanti se consumato in modo inconsapevole prima di mettersi alla guida. Prima di tutto perché l’alcool non è illegale, come lo sono invece le sostanze stupefacenti, perché si trova negli scaffali dei supermercati, in tavola durante i pasti, nei locali spesso servito anche ai minorenni, nonostante, in Italia, non sia consentito sotto i 18 anni, e poi perché viene enfatizzato proprio tra i più giovani, in rete, sui social.
Il dottor Antonio Agosti, medico dirigente del dipartimento di emergenza urgenza e pronto soccorso dell’Ausl di Piacenza, si trova ad intervenire, quasi settimanalmente, in situazioni più o meno gravi; l’abuso di alcool ha effetti prima di tutto sul fegato ma anche a livello encefalico, polmonare e cardiaco.

L’impegno nel creare sensibilità e consapevolezza proprio tra i ragazzi è l’obiettivo principale dell’associazione Sonia Tosi e di papà Danilo che, con il concorso scolastico Sulla Strada Giusta giunto alla quarta edizione, vuole promuovere la cultura della sicurezza stradale in relazione alla mortalità sulle strade. Gli studenti, grazie alla collaborazione con la Camera Penale del Tribunale di Piacenza, hanno rappresentato un vero e proprio processo penale in un caso di omicidio stradale.

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CONVINCE LA VIARIANTE PER LA NUOVA SEDE DI CONFINDUSTRIA: “ZERO CONSUMO DI SUOLO, MANTENIMENTO DEL VERDE E VIABILITA’ PIU’ SICURA”

Riqualificazione di un comparto esistente senza consumo di suolo, mantenimento del verde pubblico, miglioramento della sicurezza e dell’accessibilità viaria. Sono i punti principali, snocciolati in modo dettagliato dall’assessora Fantini, che caratterizzano l’intervento di ampliamento della rotatoria in via Emilia Pavese all’incrocio con strada della Bosella dove, entro la fine del 2027, sorgerà la nuova sede di Confindustria Piacenza.

L’ampliamento della rotonda si è reso necessario per facilitare il passaggio in entrata e in uscita da strada della Bosella; oggi vi è l’obbligo di svolta a destra, con l’allargamento invece sarà possibile anche svoltare  a sinistra percorrendo in sicurezza e in modo più funzionale la rotatoria in questione. I benefici dell’intervento sono presto detti “un incremento della sicurezza stradale per veicoli e utenti deboli,  migliore gestione dei flussi di traffico, adeguamento dell’infrastruttura al nuovo carico urbanistico” ha detto l’assessora all’Urbanistica. Un intervento che avrà effetti anche sulla mobilità ciclabile “prolungamento della pista fino al parcheggio e all’ingresso
della nuova sede con una integrazione tra mobilità
veicolare e sostenibile” ha sottolineato l’assessora Fantini.

Capitolo costi: l’interventi del costo complessivo di 650 mila euro è a carico del committente, ovvero Confindustria; la cessione delle aree sarà gratuita al Comune dopo il collaudo, il quale riceverà la somma di 44.142 mila euro come oneri di urbanizzazione.

L’agronomo Simone Montani ha descritto, nei particolari, come verranno gestite le specie arboree e il verde circostante: 11 piante situate in strada della Bosella verranno trapiantate; verrà sostituito il verde all’interno dell’isola della rotatoria con nuovo verde di progetto (198 piante) servito da impianto di irrigazione; verrà creato un prato di microterme irrigato nella rotatoria, verranno mantenuti sia il gelso che l’abete oggi già presenti.

“Quando ci si è presentata la possibilità di acquisire l’area lo abbiamo fatto con piacere – ha spiegato Giuseppe Cella di Confindustria – con l’idea che diventi, oltre che la nuova sede della nostra associazione, anche un luogo di relazioni, incontri e scambi. Lì esiste già Forpin, la scuola di formazione di Confindustria; inoltre in quell’area è sorta la Schiavi, storica azienda piacentina, che rischiava di essere abbandonata”.

Il voto finale in commissione ha visto 30 favorevoli e due non partecipanti. L’argomento sarà discusso lunedì nella prossima seduta di consiglio comunale.

PD: “GLI ENTI LOCALI FACCIANO FRONTE COMUNE CONTRO L’EOLICO IN VAL NURE. DAL GOVERNO PRETENDIAMO REGOLE CHIARE”

E’ nella chiusa la posizione del Partito Democratico di Piacenza sul progetto del Parco Eolico del Crociglia: “difendere Ferriere, il Monte Crociglia e l’Alta Val Nure non significa dire no alla transizione ecologica. Significa dire no a un percorso confuso, deficitario e lacunoso, che scarica sui territori gli errori della mancata pianificazione nazionale.

La Federazione del PD esprime pieno e convinto sostegno alla posizione netta e unanime emersa dalla partecipata assemblea pubblica svoltasi in Alta Val Nure, nel comune di Ferriere, che ha ribadito un chiaro e motivato no all’ipotesi di realizzazione di un impianto eolico nell’area del Monte Crociglia.

La forte partecipazione di cittadini, amministratori locali e rappresentanti del territorio dimostra quanto questa scelta sia condivisa e quanto sia radicata la volontà di tutelare un’area di straordinario valore ambientale, paesaggistico e naturalistico dell’Appennino piacentino.

Alla riunione erano presenti anche esponenti del Governo e della maggioranza parlamentare. Una presenza che, tuttavia, non può tradursi in un sostegno solo formale. La responsabilità politica primaria è del Governo, che non ha definito nei tempi previsti e in modo condiviso con le Regioni le aree idonee e non idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, come stabilito dal quadro normativo nazionale. La Regione Emilia-Romagna, pur avendo avviato il proprio lavoro, è stata costretta a fermarsi in attesa della modifica del Decreto da parte del Governo, intervenuta solo il 21 novembre 2025 e convertita in legge il 15 gennaio 2026.

Il decreto sulle aree idonee è arrivato tardi e lascia ancora ampi margini di incertezza. Un vuoto normativo che oggi scarica le sue conseguenze sui territori più fragili, in particolare sulle aree montane. In assenza di una pianificazione chiara e coerente, continuano a proliferare progetti calati dall’alto, che mettono sotto pressione Comuni e comunità locali e alimentano conflitti che avrebbero potuto essere evitati.

Nel caso del Monte Crociglia, la Regione Emilia-Romagna ha ribadito la volontà di fornire tutto il supporto necessario al territorio. È in corso un’attenta valutazione del progetto da parte delle strutture regionali competenti, chiamate in supporto degli enti locali per verificare, attraverso osservazioni da inviare al Ministero, la reale coerenza con i criteri di sostenibilità, tutela ambientale e uso responsabile del suolo. Un’attenzione indispensabile anche alla luce del pesante impatto che l’intervento comporterebbe, a partire dall’ingente disboscamento previsto, che rischia di compromettere in modo irreversibile un’area montana fragile, già sottoposta a vincoli e bisognosa di protezione, non di nuove pressioni.

Il Partito Democratico sostiene con forza la transizione energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma rifiuta scorciatoie e improvvisazioni. L’energia eolica è una risorsa fondamentale, ma solo se gli impianti sono realmente produttivi, rispettosi dell’ambiente e compatibili con la vita e l’economia delle comunità locali. La sostenibilità non può diventare un pretesto per interventi sbagliati o per la compromissione di territori di pregio.

Per questo la Federazione del Partito Democratico di Piacenza chiede che tutti gli enti locali, insieme a Provincia e Regione, facciano fronte comune per contrastare con determinazione l’ipotesi di eolico in Alta Val Nure e per pretendere dal Governo regole chiare, rispetto delle autonomie locali e una pianificazione finalmente seria e condivisa.

Il Partito Democratico sosterrà concretamente le istituzioni locali — Comune, Provincia e Regione — in ogni sede politica e amministrativa, per impedire la realizzazione di un progetto che non rispetta i criteri di equilibrio ambientale, coerenza tecnica e reale utilità energetica”.

 

PONTE SUL NURE: TEMPISTICHE RISPETTATE. RIAPERTURA A META’ MARZO

Nella mattinata odierna, presso la Prefettura, si è tenuta in videoconferenza una seduta del Comitato Operativo Viabilità in composizione ristretta al fine di verificare lo stato di avanzamento dell’intervento di manutenzione straordinaria del ponte sul Nure.

Al riguardo i referenti della Struttura Territoriale Anas dell’Emilia Romagna hanno confermato la regolare prosecuzione dei lavori, assicurando il rispetto delle tempistiche previste dal cronoprogramma con riapertura dell’infrastruttura alla circolazione nella metà del prossimo mese di marzo, secondo gli impegni assunti con il territorio nei tavoli prefettizi tenuti la scorsa estate, fatti salvi eventuali imprevisti/contrattempi legati a cause di forza maggiore.

Occorre precisare che ulteriori fasi dei lavori saranno ultimate anche dopo la riapertura del manufatto in quanto compatibili con la ripresa della circolazione.

Nel corso dell’incontro è stata anche esaminata la richiesta del Commissario straordinario di Pontenure e del Sindaco di Cadeo, sottoposta all’attenzione della Regione Emilia Romagna e di Trenitalia Tper dal Prefetto Patrizia Palmisani, di conferma dell’attuale numero di corse del trasporto ferroviario con fermata presso le stazioni dei rispettivi territori, potenziate da 7 a 30 in previsione della chiusura alla viabilità del Ponte sul Nure lungo la statale 9, quale misura di mitigazione degli intuibili disagi e di sostegno alla mobilità della cittadinanza.

In merito, a seguito degli opportuni approfondimenti tecnici, i referenti di Trenitalia Tper e della Regione Emilia Romagna hanno comunicato che l’attuale numero di 30 corse con fermate a Cadeo e Pontenure sarà integralmente confermato fino al prossimo 13 giugno2026 in modo da monitorare il trend di affluenza dell’utenza anche in concomitanza con la riapertura dell’infrastruttura, per poi essere stabilizzato in 27 in via ordinaria, prioritariamente per i treni della relazione Milano/Parma-Bologna.

Il prossimo incontro di monitoraggio si terrà alla fine di febbraio.

PONTE SUL NURE: TEMPISTICHE RISPETTATE. RIAPERTURA A META’ MARZO.

Nella mattinata odierna, presso la Prefettura, si è tenuta in videoconferenza una seduta del Comitato Operativo Viabilità in composizione ristretta al fine di verificare lo stato di avanzamento dell’intervento di manutenzione straordinaria del ponte sul Nure.

Al riguardo i referenti della Struttura Territoriale Anas dell’Emilia Romagna hanno confermato la regolare prosecuzione dei lavori, assicurando il rispetto delle tempistiche previste dal cronoprogramma con riapertura dell’infrastruttura alla circolazione nella metà del prossimo mese di marzo, secondo gli impegni assunti con il territorio nei tavoli prefettizi tenuti la scorsa estate, fatti salvi eventuali imprevisti/contrattempi legati a cause di forza

maggiore.

Occorre precisare che ulteriori fasi dei lavori saranno ultimate anche dopo la riapertura del manufatto in quanto compatibili con la ripresa della circolazione.

Nel corso dell’incontro è stata anche esaminata la richiesta del Commissario straordinario di Pontenure e del Sindaco di Cadeo, sottoposta all’attenzione della Regione Emilia Romagna e di Trenitalia Tper dal Prefetto Patrizia Palmisani, di conferma dell’attuale numero di corse del trasporto ferroviario con fermata presso le stazioni dei rispettivi territori, potenziate da 7 a 30 in previsione della chiusura alla viabilità del Ponte sul Nure lungo la statale 9, quale misura di mitigazione degli intuibili disagi e di sostegno alla mobilità della cittadinanza.

In merito, a seguito degli opportuni approfondimenti tecnici, i referenti di Trenitalia Tper e della Regione Emilia Romagna hanno comunicato che l’attuale numero di 30 corse con fermate a Cadeo e Pontenure sarà integralmente confermato fino al prossimo 13 giugno2026 in modo da monitorare il trend di affluenza dell’utenza anche in concomitanza con la riapertura dell’infrastruttura, per poi essere stabilizzato in 27 in via ordinaria, prioritariamente per i treni della relazione Milano/Parma-Bologna.

Il prossimo incontro di monitoraggio si terrà alla fine del corrente mese.

DAL PRE COVID A PIACENZA CRESCE IL NUMERO DEGLI ATTIVI, OLTRE 141MILA NEL 2024. IL 30% DEGLI OCCUPATI E’ NATO ALL’ESTERO

In un quadro economico che segna un trend in rallentamento dell’economia piacentina nel primo semestre del 2025, l’unico dato positivo è quello che si riferisce al lavoro; per la prima volta il tasso di occupazione a Piacenza è superiore a quello regionale (oltre 2,5 punti nel 2024), arrivando su livelli analoghi a quelli medi europei. Non solo, è aumentato anche il numero degli attivi che passa dai 135mila del 2018 agli oltre 141mila del 2024, dato che conferma l’incremento della partecipazione al mercato del lavoro. Inoltre Piacenza ha registrato una crescita degli occupati superiore rispetto alla media regionale e nazionale (+6%), con una particolare accelerazione negli ultimi due anni. Sono i dati principali, nel periodo pre Covid fino al 2024, che emergono da Piacenz@ economia lavoro e società elaborati dalla Provincia.

Tornando ai dati economici, i settori che hanno subito il maggiore rallentamento sono la manifattura e la fornitura artigiana tra -6 e -9 per cento; le costruzioni -4, il commercio al dettaglio -1; sono aumentate le importazione e notevolmente diminuite le esportazioni dell’11%.

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DEGRADO ALLA CAVALLERIZZA E SICUREZZA IN CENTRO STORICO, SINDACA: “L’ATTENZIONE RESTA ALTA”

Il delicato tema della sicurezza è stato ancora oggetto della seduta di consiglio comunale; sono state le consigliere di Fratelli d’Italia Sara Soresi e Gloria Zanardi a sollevarlo con due interrogazioni. In particolare la capogruppo Soresi ha posto all’attenzione della giunta la situazione che sta vivendo da anni la Cavallerizza; “rifiuti, degrado e insicurezza – ha detto Soresi – tanto che alcuni residenti si sentono minacciati e hanno cambiato casa. Questa amministrazione – ha proseguito – si è troppo spesso trincerata dietro la posizione che per le aree private poco o nulla può fare. Mi auguro la sindaca ponga la questione all’attenzione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza che si riunisce ogni settimana in prefettura”. Il vicesindaco Bongiorni, nell’ammettere un senso di impotenza per non riuscire a trovare la quadra, ha confermato le condizioni critiche descritte nell’interrogazione dovute a “problemi di insicurezza, decoro e sporcizia” oltre “alla presenza costante di senza tetto che dormono lì tutte le notti” ; ha rimarcato anche un “problema di accessibilità all’area e di viabilità che a volte impedisce il tempestivo intervento delle forze dell’ordine” ripromettendosi di “riportare la questione al tavolo della prefettura e di prendere le interlocuzioni con gli amministratori di condominio”.

La consigliera Zanardi ha posto l’attenzione sul tema sicurezza in centro storico; “sappiamo bene che il sindaco non ha grandi poteri sul tema, ma si chiede di continuare ad affrontare il problema con determinazione – ha chiesto Zanardi – questa sia un’occasione per ribadire che non si abbassa la guardia”. “Non manco mai al tavolo in  Prefettura – ha risposto la prima cittadina – e vado personalmente, ogni settimana, ad interloquire con i rappresentanti delle forze dell’ordine. Il tema della sicurezza però è di respiro nazionale; se la popolazione italiana, per l’80% si sente meno sicura, significa che qualcosa è cambiato profondamente. Nello scorso week end c’è stato un grande lavoro di controllo da parte della polizia in centro storico durante la movida, sono state identificate 200 persone; continueremo ad investire in telecamere, control room – ha assicurato Tarasconi – perché questo è un problema che accomuna tutti i sindaci. Credo però che la repressione abbia un senso solo se fortemente legata all’educazione che ricade sulle famiglie e sulle scuole; con l’educativa di strada e con lo sport stiamo cercando di offrire ai ragazzi un impegno, un’alternativa”.

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