DUE PROGETTI PIACENTINI SULLA RICERCA FINALIZZATA FINANZIATI DAL MINISTERO DELLA SALUTE

Due progetti di ricerca finanziati dal Ministero della Salute nell’ambito della Ricerca finalizzata vedono protagonista l’Azienda Usl di Piacenza. Due passi avanti per contribuire a ridurre le disparità assistenziali, migliorare la sicurezza del paziente e aumentare la qualità delle cure. Si tratta di un importante riconoscimento per l’attività scientifica sviluppata dai professionisti piacentini e, soprattutto, di un’opportunità per migliorare l’assistenza sanitaria attraverso studi orientati all’appropriatezza delle cure, alla sicurezza dei pazienti e alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
I protagonisti dei progetti sono Daniele Vallisa, direttore dipartimento Onco-ematologia e direttore Ematologia e centro trapianti, e Filippo Banchini, direttore Chirurgia generale. Il primo è dedicato alla leucemia linfatica cronica e allo studio della malattia minima residua; il secondo mira a valutare il rapporto costo-efficacia nella chirurgia primaria del cancro del colon-retto.
Il progetto dedicato alla leucemia linfatica cronica coinvolge Piacenza insieme a Parma, Reggio Emilia e Modena. Vallisa partecipa allo studio come principale collaboratore. «L’obiettivo è valorizzare il ruolo di laboratori altamente specializzati in grado di rilevare la malattia minima residua e fornire informazioni utili a orientare le decisioni terapeutiche», spiega il medico. «Disporre di strumenti diagnostici sempre più accurati consente di individuare il momento più appropriato per iniziare o modulare i trattamenti, con benefici sia per i pazienti sia per la sostenibilità del sistema sanitario. In alcune patologie ematologiche, le terapie possono infatti avere costi molto elevati e una maggiore appropriatezza prescrittiva rappresenta un valore clinico ed economico rilevante».
«Questo percorso di ricerca – prosegue – è stato avviato anche grazie al sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il finanziamento complessivo ammonta a circa 480mila euro e a Piacenza saranno destinati 30mila euro, che saranno investiti nel potenziamento delle attività di laboratorio. Un aspetto particolarmente significativo è la possibilità di contribuire all’evoluzione delle linee guida per la diagnostica e il trattamento delle malattie linfo-proliferative». Vallisa sottolinea inoltre il contributo dei professionisti coinvolti nel progetto: Angela Rossi, direttore Biologia dei trapianti, diagnostica molecolare e manipolazione cellule staminali emopoietiche, e Annalisa Arcari, che in Ematologia segue le malattie linfo-proliferative.

Filippo Banchini è invece co-principal investigator di un progetto sviluppato con l’Istituto romagnolo per lo studio dei tumori “Dino Amadori” di Meldola e l’Azienda Usl della Romagna. «L’attività di ricerca – spiega – si concentrerà sugli outcome clinici e organizzativi dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico per tumore del colon-retto. Valuteremo sia gli esiti clinici, anche attraverso gli indicatori del Programma nazionale esiti, sia gli aspetti economici e organizzativi. L’obiettivo è sviluppare modelli predittivi basati su un ampio database clinico, in grado di stimare il rischio chirurgico e post-operatorio dei pazienti e supportare in modo sempre più preciso i processi decisionali».
Lo studio dispone di un finanziamento complessivo di 350mila euro, dei quali circa 65mila destinati a Piacenza. Le risorse saranno utilizzate per acquisire strumenti tecnologici e informatici dedicati alla raccolta e alla gestione dei dati, oltre che per il coinvolgimento di un data manager a supporto delle attività di analisi. «Questi strumenti – osserva Banchini – consentiranno di approfondire la conoscenza dei fattori che influenzano gli esiti clinici, la durata della degenza e la qualità complessiva del trattamento, favorendo al tempo stesso l’ulteriore sviluppo delle tecnologie già presenti in ospedale». Secondo il direttore di Chirurgia generale, uno dei principali punti di forza dello studio sarà la possibilità di stimare l’impatto economico delle diverse strategie assistenziali dal punto di vista del Sistema sanitario regionale e nazionale: «L’identificazione di specifiche sottopopolazioni di pazienti nelle quali i diversi approcci chirurgici producono effetti differenti in termini di costi ed esiti clinici potrà fornire indicazioni utili ai decisori e ai professionisti, contribuendo a orientare scelte sempre più efficaci e basate sull’evidenza».
I risultati sono stati resi possibili anche grazie al settore Innovazione, ricerca e qualità dell’Azienda Usl di Piacenza che, attraverso Marina Bolzoni e Silvia Caruso, ha affiancato i professionisti coinvolti nella predisposizione della documentazione tecnico-amministrativa necessaria alla partecipazione ai bandi e nella definizione dei budget di progetto, garantendo un accompagnamento strutturato e continuativo durante tutte le fasi della candidatura.

LUIGI LICINI NUOVO PRESIDE DELLA FACOLTA’ DI SCIENZE AGRARIE

Il professor Luigi Lucini, ordinario di Chimica Agraria, è stato eletto Preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali per il quadriennio 2026/27 – 2029/30. Il professor Lucini è l’ottavo preside nella storia della facoltà, dopo Francesco Vito (preside dal 1951 al 1955), Giuseppe Piana (1955-1981), Vittorio Cappa (1981-1988), Gianfranco Piva (1988-2009), Lorenzo Morelli (2009-2017), Marco Trevisan (2017-2024) e l’uscente Pier Sandro Cocconcelli (2024-2026).

Il Professor Lucini proseguirà la sua presidenza sino al 31 ottobre 2030. All’elezione hanno partecipato, come stabilito dallo statuto dell’Ateneo del Sacro Cuore, i docenti di prima e seconda fascia della facoltà. Direttore del Laboratorio di Metabolomica della facoltà dal 2014, Luigi Lucini è un’autorità riconosciuta a livello internazionale nel campo della chimica e della sicurezza alimentare, tra i World’s Top 2% secondo la classifica della Stanford University.

La sua attività di ricerca si concentra sull’effetto dei fattori edafici e degli stress abiotici sulla biochimica e sul metabolismo secondario delle piante, con particolare attenzione ai meccanismi di resilienza e acclimatazione vegetale. Si occupa inoltre della modulazione dei componenti funzionali negli alimenti di origine vegetale, degli effetti dei processi di trasformazione alimentare e dell’impiego di biostimolanti per incrementare la sostenibilità della produzione agricola.
Lucini è anche rappresentante nazionale nel comitato tecnico TCC/455, incaricato di definire i criteri per l’attuazione a livello europeo del Regolamento CE 2019/1009 sui biostimolanti vegetali.
Sul piano editoriale, ha ricoperto il ruolo di editor per le riviste Antioxidants, Food Research International e Current Opinions in Food Science; attualmente è guest editor per Plants e associate editor per Frontiers in Plant Science.
Ha inoltre svolto attività di valutazione per il Lithuanian Research Council, per i Ministeri dell’Istruzione di Montenegro e Polonia e per tre fondazioni scientifiche italiane.

TUTTO PRONTO, IN PIAZZA CAVALLI, PER YOGA RADIO BRUNO ESTATE

Piazza Cavalli è pronta ad ospitare l’evento musicale Yoga Radio Bruno Estate, con alcuni dei protagonisti della musica italiana del momento come Anna Tatangelo, Cate Lumina, Clara, Ditonellapiaga, Ermal Meta, Ernia, Frah Quintale, Francesco Renga, Gabry Ponte, J-Ax, LDA & Aka 7even, Nayt, Nicolò Filippucci, Orietta Berti, Samurai Jay, Sangiovanni, Welo, The kolors, Cioffi e Dolcenera. Il concerto è gratuito fino ad esaurimento posti, non è necessaria alcuna prenotazione o ticket. Sul palco a presentare gli artisti saranno Noemi, Enrico Papi con Enzo Ferrari.

Nella giornata di oggi sono in vigore alcune limitazioni principalmente legate all’ordine pubblico e alla sicurezza. L’ingresso all’evento sarà possibile solo dal varco di via Cavour a partire dalle 15:30 circa. Uscita principale dal varco di largo Battisti. L’ingresso per le persone con disabilità è previsto in Via S. Ilario.

L’area di concerto (zona di piazza Cavalli – via Cavour – largo Battisti) sarà chiusa dalle ore 14 circa – con divieto di accesso anche a piedi – per la bonifica della zona da parte delle autorità competenti. Al termine della bonifica e fino all’apertura dei varchi l’accesso nell’area sarà consentito esclusivamente a residenti, lavoratori nella zona e turisti che hanno una prenotazione per pernottare in hotel e b&b collocati nell’area.

Divieto di ingresso con contenitori in vetro, borracce, lattine di metallo, bombolette spray, ombrelli, materiale esplosivo, caschi, valigie e borse di grandi dimensioni, tutti gli oggetti atti ad offendere.

ANTONINO D’ORO 2026 AD AFRICA MISSION COOPERAZIONE E SVILUPPO

L’Antonino d’Oro 2026 andrà ad Africa Mission Cooperazione e Sviluppo. Lo  ha pubblicamente annunciato Don Davide Maloberti attraverso i canali della Diocesi di Piacenza Bobbio. “Dare il premio a questa realtà – ha spiegato Don Davide – vuol dire capire cosa significa il servizio nei confronti degli altri, non  essere autoreferenziali o indifferenti davanti agli altri, ma ci aiuta a guardare gli altri e a interrogarci su ciò che hanno bisogno. Tutto questo mosso dalla fede in Cristo risorto, come fu per Don Vittorio e per Antonino a cui è dedicato questo premio che simboleggia il primo martire della nostra terra”.

Africa Mission Cooperazione e Sviluppo è nata nel 1972 a Piacenza proprio dal carisma di Vittorio Pastori, un laico che arrivò in città come segretario amministrativo del vescovo Manfredini. Africa Mission in tutti questi anni ha costruito una lunga storia di solidarietà, di aiuto con strutture sanitarie e di istruzione e di sostegno allo sviluppo di diversi popoli africani, in particolare della regione del Caramoja in Uganda. Vittorio Pastori aveva fin da piccolo la vocazione al sacerdozio e diventò sacerdote nel 1984 un anno dopo la morte del vescovo Manfredini. Dal suo carisma venne il coinvolgimento di tanti laici che ancora oggi portano avanti la sua opera.

“COSA STA ACCADENDO ALLA EX MANIFATTURA TABACCHI?”: SORESI (FDI) PRESENTA UN’INTERROGAZIONE

“Ex Manifattura Tabacchi: a che punto è la riqualificazione? La scuola, che avrebbe dovuto essere completata a marzo, risulta ancora in costruzione. Anche sul fronte degli alloggi emergono diverse criticità, sia sotto il profilo delle tempistiche, sia sotto quello contrattuale. E poi c’è il tema del parco urbano, ad oggi il grande assente del progetto, sul cui futuro è necessario fare chiarezza”.
Questi i motivi di un’interrogazione presentata dalla capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, Sara Soresi, allo scopo di fare il punto sullo stato di avanzamento della riqualificazione ed ottenere risposte ai numerosi dubbi ed interrogativi sollevati dai cittadini e dai residenti del quartiere infrangibile.

“Negli ultimi mesi – spiega Soresi – ho raccolto diverse segnalazioni da parte di persone che attendono di poter entrare nelle proprie abitazioni. Ad alcuni assegnatari degli alloggi in locazione erano state comunicate tempistiche di consegna inizialmente previste per marzo 2026, successivamente slittate a maggio e poi ulteriormente rinviate. Una situazione che sta creando notevoli difficoltà organizzative. Molti cittadini, infatti, hanno già programmato il trasferimento, alcuni hanno dato disdetta degli immobili in cui attualmente vivono, altri hanno avviato l’acquisto di mobili e arredi senza poter però accedere agli appartamenti per effettuare le necessarie misurazioni. Da qui la necessità di conoscere con precisione le date effettive di consegna e le ragioni degli eventuali ritardi”.
Osserva l’esponente di Fratelli d’Italia: “Altri dubbi riguardano gli obblighi richiesti agli assegnatari degli alloggi in locazione. Diverse segnalazioni riferiscono infatti della necessità di aderire ad una cooperativa, con un costo di circa 1.032 euro per ciascun intestatario del contratto, nonché dell’obbligo di affidarsi ad Iren per la gestione dei servizi energetici. Aspetti sui quali è necessario fare chiarezza, comprendendo quali siano le motivazioni tecniche o organizzative alla base di tali scelte e quali siano gli obblighi effettivamente previsti nei contratti”.
“Non solo – prosegue la capo gruppo – in merito al futuro parco urbano, nella convenzione urbanistica risulta previsto che la manutenzione dell’area pubblica sia a carico del soggetto attuatore privato. Tuttavia, sono emerse preoccupazioni circa il fatto che tali costi siano successivamente ribaltati, direttamente o indirettamente, sui proprietari o sugli inquilini attraverso le spese condominiali, di cui non possono però conoscerne l’entità”.
In riferimento al parco, l’interrogazione chiede di conoscere quale sarà l’effettiva superficie, se siano intervenute modifiche rispetto alle previsioni iniziali, quando sarà pienamente fruibile dai cittadini e se si tratterà di uno spazio realmente pubblico o soggetto a particolari limitazioni di accesso o gestione. Vengono inoltre richiesti chiarimenti sulle tempistiche aggiornate per la sua realizzazione e sulla piena fruibilità dell’area verde prevista all’interno del comparto.

“Non meno importante – sottolinea Soresi – è il tema del nuovo plesso scolastico previsto nell’ambito del progetto: i lavori che dovevano essere conclusi per il mese di marzo 2026 sono ancora in corso, pertanto è opportuno che l’Amministrazione chiarisca sin da ora se il cronoprogramma sia ancora compatibile con l’apertura della scuola per l’anno scolastico 2026-2027 e quali eventuali misure siano state adottate per recuperare i ritardi”.

L’interrogazione affronta inoltre il tema della commercializzazione degli alloggi, chiedendo quanti siano quelli destinati alla vendita e alla locazione, quanti risultino già assegnati o venduti e quanti siano ancora disponibili. Tra i cittadini interessati all’acquisto sono infatti emerse preoccupazioni rispetto al futuro degli eventuali appartamenti che dovessero rimanere invenduti. In particolare, vi è il timore che tali immobili possano essere successivamente acquisiti dal Comune, da Acer o da altri soggetti pubblici per essere destinati a programmi di edilizia residenziale pubblica o sociale.
Per questo Soresi chiede all’Amministrazione di chiarire in maniera formale e definitiva se tale ipotesi sia mai stata valutata e, in caso contrario, di escludere categoricamente la possibilità che gli alloggi destinati al libero mercato possano in futuro essere trasformati in edilizia pubblica o assimilabile.
Infine, vengono richieste informazioni sull’eventuale realizzazione di ulteriori edificazioni rispetto a quelle già in corso di completamento, con particolare riferimento all’area prospiciente Strada Raffalda, specificandone destinazione d’uso, volumetrie, numero di piani e tempistiche di realizzazione.
“Parliamo di un intervento che avrà un impatto significativo sul futuro della città – conclude la capogruppo –. Proprio per questo ritengo doveroso che vi sia la massima trasparenza nei confronti dei cittadini, sia di coloro che hanno investito acquistando un’abitazione, sia di chi attende di entrare in un alloggio in locazione, sia dell’intera comunità piacentina che attende di poter usufruire dei nuovi servizi pubblici previsti dal progetto. E’ necessario che l’Amministrazione fornisca risposte precise e ufficiali su tutti gli aspetti ancora aperti.”

MUNICIPALE: LA NUOVA STAGIONE METTE IL TEATRO AL CENTRO DELLA COMUNITA’

Una Stagione che invita tutti a sentirsi parte di una proposta culturale ampia, per riaffermare la vocazione del Teatro a essere il centro di una comunità partecipe, un luogo vivo e aperto a ogni generazione. Sei produzioni liriche di cui cinque nuovi allestimenti e una nuova opera, cinque concerti, cinque balletti e otto progetti “young” compongono la Stagione 26/27 del Teatro Municipale di Piacenza.

Un percorso artistico che attraversa linguaggi, epoche e sensibilità diverse: da Mozart a Lucio Dalla, mettendo in relazione la tradizione e nuove forme di racconto teatrale e musicale, passando per il belcanto rossiniano, i grandi titoli verdiani e una rarità della Giovane Scuola a cui sarà affidata l’inaugurazione. Opera assente dal Teatro Municipale da 120 anni, Siberia di Umberto Giordano (18 e 20 dicembre 2026) è il titolo scelto per l’apertura della Stagione lirica, con la direzione di Sesto Quatrini e la regia di Roberto Catalano. Su libretto del piacentino Luigi Illica, a 170 anni dalla nascita del celebre drammaturgo e poeta di Castell’Arquato, l’opera prosegue il percorso di recupero di titoli di rara esecuzione del repertorio tra fine Ottocento e inizio Novecento.

A seguire titoli di grandi compositori che affrontano temi quanto mai attuali: potere, giustizia, redenzione, identità, inclusione sociale: La Cenerentola di Gioachino Rossini (12 e 14 febbraio 2027) con la direzione di Giovanni Di Stefano e la regia di Nicola Berloffa, La clemenza di Tito (5 e 7 marzo 2027) di Wolfgang Amadeus Mozart – opera mai rappresentata a Piacenza – diretta da Ottavio Dantone e firmata da Chiara Muti, Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi (2 e 4 aprile) con la direzione di Massimo Zanetti e la regia di Pier Francesco Maestrini. Gran finale con Aida di Verdi, (19 e 21 novembre 2027) diretta da Aldo Sisillo e firmata da un maestro del teatro come Pier Luigi Pizzi.

L’anno che verrà, opera su Lucio Dalla (16 gennaio 2027, fuori abbonamento) rende omaggio a uno dei maggiori cantautori italiani e alla sua creatività musicale, mettendo in scena il grande affresco umano che le sue canzoni compongono.

La Stagione Concertistica si apre all’insegna del bicentenario della morte di Beethoven che si celebra nel 2027, con l’Orchestra Sinfonica di Milano (28 novembre). Sul podio, per la prima volta al Teatro Municipale, Emmanuel Tjeknavorian. In arrivo anche uno dei grandi maestri della direzione internazionale, Kent Nagano alla guida della Filarmonica Toscanini con la Quarta di Mahler (23 aprile 2027), oltre al ritorno di un affermato direttore come Sesto Quatrini (20 febbraio 2027), e all’arrivo di Boian Videnoff per il Concerto di San Silvestro, con l’Orchestra Filarmonica Italiana. L’anteprima della Stagione dei concerti vede protagonista il giovane pianista Ruben Xhaferi (16 ottobre), vincitore del Premio Bengalli, in collaborazione con Fondazione Val Tidone.

La Stagione Danza propone titoli simbolici del repertorio classico accanto a grandi stelle: dal Lago dei cigni (3 gennaio 2027) del Balletto di Tbilisi a balletti preziosi come La fille mal gardée del Tam Ballet (14 marzo 2027), da Eleonora Abbagnato (24 gennaio 2027), personalità tra le più rappresentative della danza italiana nel mondo, al magnetismo del re del flamenco Sergio Bernal (18 aprile), per concludere con Giselle dell’Étoile Ballet Theatre (fuori abbonamento, 9 maggio 2027).

La programmazione Young per bambini e ragazzi diventa più ricca, tra iniziative pensate per avvicinare i più giovani ai linguaggi della scena e laboratori per sviluppare competenze creative. In programma esperienze diversificate – dal Campus (1-6 settembre 2026) dedicato a San Francesco D’Assisi a 800 anni dalla scomparsa al ritorno di una notte al Municipale, alle novità di Verdi Graffiti e Opera Media Lab – agli spettacoli di Opera Domani e Opera Kids ispirati al Barbiere di Siviglia di Rossini, oltre a Bambini all’Opera e ai concerti dell’Orchestra CinqueQuarti.

PIACENZA EXPO: PRESENTATO IL PIANO INDUSTRIALE. VILLA: “RAFFORZEREMO GLI EVENTI ORGANIZZATI DALLA FIERA”

L’Assemblea dei soci di Piacenza Expo ha approvato all’unanimità il Piano industriale 2026-2030 predisposto dal nuovo Consiglio di Amministrazione insediatosi ad aprile.
In un contesto economico come quello attuale, pesantemente segnato dalla difficile situazione geopolitica, dall’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, il nuovo Piano industriale – presentato in Assemblea dal Presidente di Piacenza Expo, Davide Villa, dalla Vicepresidente Elisabetta Montesissa e dal Consigliere Fabio Maggi – punta sia a migliorare ulteriormente le performance economiche sia al potenziamento dell’attività espositiva.

Dopo un inquadramento generico sul mercato fieristico italiano, “il quarto al mondo per importanza e per volumi d’affari – ha precisato il Direttore, Sergio Copelli – dopo Cina, Stati Uniti e Germania, caratterizzato da previsioni di crescita del 2% nei prossimi quattro anni”, il Presidente Villa ha illustrato ai soci i punti fondamentali del Piano.
“Abbiamo un teorico squilibrio economico – ha evidenziato il Presidente – tra gli anni con Geofluid e quelli senza questo importante evento fieristico in calendario. Per questo abbiamo individuato tre pilastri strategici che caratterizzano il Piano industriale: rafforzamento degli eventi organizzati da Piacenza Expo, da rendere ulteriormente attrattivi con nuovi format, innovazione del calendario fieristico, con mostre specialistiche di alto profilo tecnico da proporre negli anni senza Geofluid, maggiore e migliore utilizzo della nostra struttura che, per la sua logistica e le sue caratteristiche di versatilità, può ospitare anche eventi non espositivi come convegni, convention aziendali, manifestazioni sportive e spettacoli. Per rendere concreto questo Piano industriale occorre la collaborazione e la sinergia non solo di tutti i nostri soci, con cui dialoghiamo continuamente e costantemente, ma anche delle istituzioni del territorio in un’ottica di crescita congiunta”.
“A gennaio 2028 – ha aggiunto il Consigliere Maggi – concluderemo il pagamento dell’Imu pregressa relativa al periodo 2013-2019, liberando risorse che potranno essere indirizzate all’efficientamento energetico e ai processi di digitalizzazione che ci consentiranno di migliorare ulteriormente l’attività della nostra struttura operativa. I numeri previsionali per il quinquennio 2026-2030 sono eloquenti, ed evidenziano un utile che, complessivamente, dovrebbe superare il milione di euro”.

Eloquenti, pur non essendo compresi in bilancio, anche i numeri evidenziati dalla Vicepresidente Montesissa, che ha concluso l’Assemblea con alcune riflessioni sul recente studio dell’Università Cattolica sulle ricadute prodotte da Piacenza Expo a favore del territorio.
“Oltre 50 milioni di euro di indotto economico – ha detto Montesissa – 175.000 presenze registrate nel 2025 e il 17% degli arrivi turistici riscontrati ogni anno. Questo significa che Piacenza Expo non produce solo ricchezza e visibilità a favore del territorio, ma svolge anche un importante attività di incoming e di fidelizzazione, un hub strategico, quindi, per l’economia piacentina ma anche per l’attività di marketing a favore del territorio”.

CINEMA SOTTO LE STELLE, 70 FILM PER TUTTA L’ESTATE

Dal 12 giugno al 31 agosto le serate estive piacenza saranno animate dalla 23esima edizione della rassegna Cinema Sotto le Stelle, promossa da arci, Cinemaniaci, in collaborazione con il Comune di Piacenza e la Fondazione di Piacenza e Vigevano. Per il terzo anno le proiezioni si terranno nella ex Caserma Cantore di stradone Farnese, per concessione della cassa depositi e prestiti. Una location ideale e suggestiva per i 71 film in cartellone per 70 serate. Il doppio spettacolo è in programma sabato 25 luglio per Amarga navidad di Pedro Almodovar.

 

 

VINCENZO CERCIELLO NUOVO PRESIDENTE DI CONFAPI INDUSTRIA PIACENZA

Un passaggio di testimone nel segno della continuità; Vincenzo Cerciello è il nuovo presidente di Confapi Industria Piacenza e succede a Giacomo Ponginibbi. L’annuncio è stato dato nel corso della XXII Assemblea dei soci di Confapi Piacenza che si è svolta nella ex chiesa di Sant’Agostino. Un’eredità raccolta con emozione nella consapevolezza che l’esperienza maturata in Nordmeccanica, l’azienda di famiglia di cui è vicepresidente, certamente lo guiderà anche nei prossimi tre anni.  Tre le priorità del neo presidente: rendere i servizi associativi sempre più accessibili alle imprese, rafforzare la rappresentanza nei confronti delle istituzioni e accompagnare le aziende nelle grandi scelte che stanno cambiando il modo di fare impresa.

Per il presidente uscente Ponginibbi sono stati sei anni intensi e ricchi di soddisfazioni, con un mandato iniziato in piena pandemia che tuttavia non ha mai fermato i lavori dell’associazione e che ha continuato ad essere punto di riferimento per aziende. L’assemblea introdotta dai saluti dei rappresentanti istituzionali, ha offerto l’occasione di presentare anche il nuovo consiglio direttivo e i componenti del Collegio dei Revisori dei conti.

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VELEIA FESTIVAL ALLARGA L’ORIZZONTE FINO A VIGOLENO, CASTELL’ARQUATO E CASTELNUOVO FOGLIANI

Il Festival di Teatro Antico di Veleia amplia il proprio orizzonte; pur conservando il suo centro  nell’area archeologica, estende il disegno a Vigoleno, Castell’Arquato, Castelnuovo Fogliani, componendo una mappa sensibile in cui luoghi, paesaggi e comunità entrano a far parte di in un unico racconto. Il Festival si fa circuito senza disperdersi: allarga le proprie traiettorie pur continuando a riconoscersi nella forza della sua origine.
L’estensione riguarda anche la trama delle collaborazioni. La nuova sinergia con il Festival Illica, il rinnovarsi del rapporto con XNL, il dialogo con ATER Fondazione, Filarmonica Arturo Toscanini e Cineteca di Bologna intensificano la risonanza del progetto, superando la dimensione della semplice alleanza operativa e componendo un sistema di incontri in cui il teatro antico si apre al confronto con altri linguaggi, competenze, realtà artistiche e istituzionali, mantenendo saldo il proprio centro. La multidisciplinarità diventa così pratica concreta di relazione.

“Ogni edizione del Festival di Teatro Antico di Veleia nasce da una domanda rivolta al nostro tempo – ha detto la direttrice artistica Paola Pedrazzini –  questa domanda prende forma in un luogo che non è un semplice scenario:
è memoria e misura del rapporto tra passato e presente.
Progettare il Festival di Veleia significa interrogare l’antico non come repertorio concluso, ma come insieme di categorie capaci di leggere le inquietudini del pensiero contemporaneo.
Negli anni il Festival ha scelto di restare fedele a quelle categorie -anche rielaborate- sottraendosi alla forma più facile del contenitore generalista. Ha così disegnato la propria identità, radicata nel genius loci di Veleia: non perimetro difensivo, bensì principio di orientamento, custode della riconoscibilità del progetto anche nel suo movimento”.

Il disegno dell’edizione 2026 lascia emergere direttrici tematiche in cui l’antico si misura con le fratture del presente, a partire dalla guerra, sottratta alla retorica della gloria e ricondotta alla verità dei corpi esposti, delle madri, dei figli, degli stranieri. Qui si inscrive Medea di Lidi (donna, straniera, consegnata all’esilio; accanto a lei, i bambini, punto fragile in cui la storia degli adulti precipita nel futuro). Alla stessa ferita rispondono lo sguardo di Cecilia Sala sui conflitti contemporanei e la nuova creazione di Gioele Dix dedicata a
Ettore e Andromaca.

Un altro leit motiv è l’incanto che attraversa il viaggio nell’Odissea di Paolo Rossi, l’incontro di Lella Costa con la fata di Collodi, la soglia iniziatica de Il flauto magico restituita dall’interpretazione di Sergio Rubini e dalla potenza musicale della Toscanini. Torna, naturalmente il mito, radice comune, come strumento critico (Bestiario idrico di Paolini riconduce l’acqua -presenza iscritta nella memoria termale di Veleia- alla dimensione civile, ecologica, comunitaria), rielaborazione simbolica (della figura del minotauro ad esempio, nella raffinata ironia di Arianna Safonov), ma anche nella sua matrice originaria grazie a Bottega XNL-Fare Teatro che porta a Veleia la grande tragedia attica (Medea di Euripide) e che nella sua coralità, rinnova la dimensione più
profonda del teatro greco, quella del rito civile di una comunità riunita per rivivere, attraverso la scena, i miti di un passato collettivo.

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