PIACENZA ALLA FIERA MIPIM DI CANNES: IN VETRINA QUATTRO AREE RIGENERABILI

Si è chiusa la missione piacentina al MIPIM di Cannes, la principale fiera internazionale dedicata agli investimenti immobiliari e allo sviluppo dei territori. All’evento hanno partecipato oltre venticinquemila operatori provenienti da novanta paesi: il luogo dove si incontrano capitali, visioni e opportunità di trasformazione urbana.

Per il quarto anno consecutivo Piacenza ha occupato uno spazio all’interno dello stand di Invest in Emilia-Romagna di Art-ER e Regione, confermando una presenza che ormai fa parte della strategia di promozione del territorio. A guidare la delegazione, Confindustria Piacenza insieme alla sindaca Katia Tarasconi e all’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini per il Comune, e ai presidenti provinciale e regionale di Ance Alessandro Losi e Maurizio Croci. Un fronte comune che, nelle precedenti edizioni, ha già dimostrato di saper aprire interlocuzioni con soggetti strategici internazionali.

Al centro della presentazione agli investitori quattro aree rigenerabili ad alto potenziale, tutte in attesa di risorse e progettualità capaci di restituirle alla città in una forma nuova: l’ex Caserma Jacopo dal Verme, Cascina San Savino, l’ex Ospedale Militare e Bastione Borghetto. Aree diverse per collocazione e vocazione, accomunate dalla possibilità di diventare occasioni di sviluppo per l’intero territorio provinciale, nell’ambito del progetto Invest in Piacenza.

«Essere al MIPIM significa portare Piacenza in un centro decisionale sugli investimenti» dichiara Erika Colla, vicepresidente di Confindustria Piacenza. «Ciò che distingue la nostra presenza rispetto ad altri territori è la coesione: non arriviamo a Cannes come soggetti separati, ma come un sistema Piacenza che parla con una voce sola. Le aree che abbiamo presentato hanno un potenziale importante e il dialogo avviato con alcuni interlocutori internazionali lo conferma. La nostra provincia unisce una posizione geografica strategica a una tradizione manifatturiera solida: sono elementi che, raccontati nel contesto giusto, suscitano interesse. La competizione tra territori è elevata pur nella totale correttezza e non lascia spazio all’improvvisazione: bisogna esserci con continuità, con proposte credibili e con la capacità di seguire nel tempo le relazioni avviate».

«Il MIPIM di Cannes è uno dei luoghi più importanti al mondo dove incontrare realtà, investitori e operatori dello sviluppo urbano – ha detto la sindaca Tarasconi – essere presenti significa portare l’esperienza e la visione di un territorio come il nostro, che vuole crescere e attrarre nuove opportunità. È stato importante, anche quest’anno, raccontare Piacenza, i suoi progetti, le sue potenzialità, ma anche costruire relazioni con interlocutori internazionali. Le città oggi competono anche sulla capacità di presentarsi, di dialogare con chi investe e di immaginare il proprio futuro insieme».

 

IN PEDIATRIA E NEONATOLOGIA UNA STANZA DEDICATA A RICCARDO

Porterà il nome di Ricky la nuova stanza delle medicazioni della Pediatria e neonatologia dell’ospedale di Piacenza, diretta dal professor Giacomo Biasucci. Lo spazio è stato dedicato a Riccardo scomparso nel 2024.
Il nuovo ambiente è stato pensato per rendere più accoglienti e sereni i momenti di cura dei bambini più piccoli, trasformando uno spazio sanitario in un luogo capace di trasmettere tranquillità, attenzione e vicinanza. La decorazione degli spazi è stata affidata all’associazione Fuori Serie, composta da utenti del dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche, già autori di altre decorazioni dedicate ad allietare i momenti che i bambini devono trascorrere in ospedale.
La stanza è stata realizzata grazie all’impegno de Il Pellicano Piacenza onlus e al contributo dell’associazione di pesca sportiva El Belensei di Caorso di cui Riccardo faceva parte, che hanno sostenuto concretamente il progetto con l’obiettivo di offrire ai piccoli pazienti e alle loro famiglie un ambiente più umano e rassicurante.
Fuori Serie, che si occupa di arteterapia come strumento di inclusione sociale e lavorativa per persone con fragilità e spiccate doti nel linguaggio artistico, in questo progetto, ha impiegato sei giovani artisti dell’associazione che hanno affiancato i professionisti nella fase di realizzazione, all’interno di un percorso di inserimento lavorativo che qualifica socialmente e operativamente le persone coinvolte, valorizzandone competenze, creatività e capacità espressive.

Alla presentazione hanno partecipato il direttore generale Paola Bardasi, il professor Biasucci, la presidente de Il Pellicano Piacenza onlus, Maria Angela Spezia, una rappresentanza dell’associazione El Belensei con il presidente Michele Zaffignani e Ambra Nalbone e l’associazione Fuori Serie con Veronica Cavalloni e alcuni degli artisti coinvolti. Presenti anche i genitori e Alessandro, fratello di Riccardo, accompagnati da Maria Lodovica Toma, amica di famiglia.
La dedica della stanza rappresenta un ulteriore momento del percorso di memoria e solidarietà promosso dall’associazione El Belensei, che a Riccardo ha dedicato due memorial con una gara di pesca durante la Festa del Po di Caorso, finalizzati alla raccolta di fondi per progetti di beneficenza. Da questa esperienza è nata anche la proposta di contribuire alla riqualificazione della stanza delle medicazioni della Pediatria: un progetto che Il Pellicano Piacenza onlus ha accolto e sostenuto, partecipando alla realizzazione dell’intervento e trasformando l’iniziativa in un gesto concreto capace di mantenere viva la memoria di Riccardo all’interno di un luogo dedicato alla cura dei bambini.

Questo progetto testimonia anche l’importanza del rapporto tra il sistema sanitario e il territorio. La collaborazione tra associazioni, volontariato e istituzioni sanitarie rappresenta oggi una risorsa preziosa per migliorare la qualità dell’accoglienza e dei servizi offerti ai cittadini. Quando la comunità partecipa e sostiene attivamente il proprio ospedale, la sanità diventa davvero un patrimonio condiviso: un luogo di cura che appartiene al territorio e che cresce grazie alla responsabilità, alla generosità e all’impegno di tutti.
La stanza di Ricky resterà così non solo uno spazio dedicato alle medicazioni dei bambini, ma anche un segno concreto di memoria, vicinanza e solidarietà, fondamenti del valore di una comunità capace di riconoscere ogni giorno il significato più profondo della cura.

ENERGIA IN COMUNE, IL PROTOCOLLO 2026 PER AIUTARE LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

A tre anni esatti dal suo avvio, nel marzo 2023, il progetto Energia in comune prosegue e si rinnova grazie al nuovo protocollo che le principali istituzioni del territorio, insieme a Banco dell’energia, hanno sottoscritto in questi giorni.
Se la necessità di contrastare la povertà energetica che affligge soprattutto le famiglie più fragili si conferma emergenza ormai strutturale, più che contingenza legata al post covid, la rete dei sostenitori del progetto risponde con uno stanziamento di risorse pari a 240 mila euro, e con la prospettiva di allargarne ulteriormente il bacino d’utenza, attraverso l’adesione di buona parte dei comuni della provincia. Una misura particolarmente attesa in
questi giorni, anche alla luce del crescente clima di incertezza e delle pressioni
inflazionistiche, nel settore energetico, generate dalle tensioni geopolitiche in atto.

Confermata la rete di partner coinvolti: Banco dell’energia, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Comune di Piacenza, Banca di Piacenza, Crédit Agricole Italia. Fanno parte della rete anche Caritas diocesana, Provincia di Piacenza, Camera di Commercio dell’Emilia, Federconsumatori Piacenza e Università Cattolica del Sacro Cuore (che valuta l’efficacia del progetto).
Beneficiarie di Energia in comune sono le famiglie con Isee fino a 20.000 euro e la residenza sul territorio provinciale e dei comuni aderenti, che a causa di temporanea difficoltà non riescono a sostenere il pagamento delle utenze di luce e gas. ll pagamento delle bollette è svolto direttamente da Caritas, in coordinamento con i servizi sociali dei comuni, che segnalano le situazioni critiche. Oltre ad offrire un aiuto concreto, il progetto ha supportato anche le famiglie nell’acquisire le conoscenze per uso oculato dell’energia domestica, e per la sostituzione di elettrodomestici vecchi e ad alto consumo.

Nei primi tre anni Energia in comune ha registrato lo stanziamento di oltre 650 mila euro di risorse, e portato al pagamento di oltre 3.300 bollette; le famiglie finora assistite sono state più di 1.500, con la sostituzione di oltre 170 elettrodomestici obsoleti. Decine di volontari e operatori sono diventati Tutor per l’Energia Domestica (TED) e hanno affiancato i soggetti fragili nella migliore gestione dei consumi. All’impegno messo in campo fino ad ora si sommano 240 mila euro appena stanziati.
Hanno assicurato ciascuno 50 mila euro Fondazione di Piacenza e Vigevano, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Banca di Piacenza e Crédit Agricole Italia; altri 40 mila euro provengono dal Comune di Piacenza.

Con la sottoscrizione del nuovo protocollo, si apre anche la proposta di adesione ai comuni del territorio, coordinata dall’Amministrazione provinciale. Un dato particolarmente significativo è infatti il numero dei comuni coinvolti, che dai 12 iniziali è aumentato progressivamente fino ad arrivare nel 2025 a quota 26. Oltre a Piacenza, hanno aderito nel tempo Agazzano, Alta Val Tidone, Borgonovo, Cadeo, Calendasco, Caorso, Castel San Giovanni, Cortemaggiore, Fiorenzuola, Gazzola, Gossolengo, Gragnano, Lugagnano, Pianello, Pontenure, Sarmato, Ziano e gli otto comuni dell’Unione Montana Valli
Trebbia e Luretta.

Soddisfazione viene espressa dai rappresentanti delle realtà che sostengono il progetto. Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano
“La nuova crisi energetica rende Energia in Comune ancora più attuale e necessario. È un progetto particolarmente incisivo, perché concentra le risorse per sostenere le famiglie che hanno effettivamente bisogno. In più, produce effetti positivi nell’immediato, grazie al pagamento tempestivo delle utenze. Energia in comune è una misura efficace resa possibile grazie all’impegno congiunto di tutte le istituzioni che si impegnano su un tema trasversale.
Mi auguro che anche in futuro si confermi la tendenza positiva delle adesioni da parte dei comuni: più saranno le amministrazioni coinvolte e maggiore sarà la possibilità di creare un effetto virtuoso a favore dei più fragili”.

PONTE SUL NURE: RIAPERTURA GIOVEDI’ 19 MARZO

Il ponte sul Nure riaprirà alla viabilità il prossimo giovedì 19 marzo dopo sei mesi di chiusura. Lo ha deciso il Comitato Operativo Viabilità che si è riunito in Prefettura.  L’incontro presieduto dal Prefetto Patrizia Palmisani ha visto la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Piacenza, dei Comuni di Piacenza, Pontenure, Cadeo e Cortemaggiore, di Autostrade per l’Italia, di Tempi Agenzia, Seta S.p.A., Trenitalia Tper, di Rete Ferroviaria Italiana, del 118 oltre al Responsabile Anas Emilia-Romagna, Massimiliano Campanella.
Anas (Gruppo FS Italiane) ha l’illustrato lo stavo di avanzamento dell’importante piano dei lavori di manutenzione del ponte, avviato lo scorso 15 settembre con un investimento di circa 3 milioni di euro.
Gli interventi di manutenzione si sono concentrati al ripristino conservativo dell’opera che hanno reso necessaria l’interdizione al traffico del tratto sono in via di ultimazione e la riapertura al traffico del ponte è fissata per giovedì 19 marzo.
Nel rispetto del cronoprogramma e degli impegni assunti con il territorio in sede prefettizia si proseguirà in continuità con la fase successiva dei lavori, mirata al recupero superficiale delle sottostrutture, che sarà eseguita senza interferire con la circolazione stradale. Nei sei mesi di chiusura invece gli interventi di manutenzione si sono concentrati al ripristino conservativo dell’opera ed hanno reso necessaria l’interdizione al traffico del tratto interessato.

L’opera è stata realizzata nel 1838 ed è costituita da quattro pile in alveo e da
cinque arcate in muratura. La struttura originale è stata integrata in epoca recente da un cordolo realizzato in calcestruzzo armato a sbalzo (cioè, che sporge dalla struttura del ponte e sostenuto da struttura interna) su entrambi i lati. I lavori hanno avuto lo scopo di innalzare gli standard prestazionali del ponte rispettando l’originario e storico prospetto.
Il progetto è innovativo in relazione alle caratteristiche del ponte sottoposto a
vincolo: di fatto si è realizzato un nuovo ponte dentro quello esistente.
Contestualmente alla riapertura del Ponte alla circolazione a decorrere dal
prossimo 19 marzo cesseranno la loro efficacia le ordinanze vigenti in questi mesi di limitazione alla circolazione emanate rispettivamente da Anas e dalla Provincia di Piacenza, oltre che la misura di mitigazione del pedaggio gratuito nel tratto autostradale della A1 tra Piacenza Sud – Fiorenzuola d’Arda.
Analogamente anche i servizi sanitari del 118 saranno riorganizzati nei termini
antecedenti alla chiusura dell’infrastruttura.
Per quanto attiene, invece, gli orari ed i percorsi dei servizi di Trasporto Pubblico Locale interessati verranno modificati a decorrere dal prossimo lunedì 23 marzo. Sino a questa data resteranno in vigore i servizi attuali.Nei prossimi giorni tutte le informazioni di dettaglio verranno rese disponibili
attraverso il sito web e gli altri canali istituzionali di SETA.

Rispetto al trasporto ferroviario Trenitalia Tper e Regione Emilia Romagna hanno confermato che l’attuale numero di 30 corse con fermate a Cadeo e Pontenure sarà integralmente confermato fino al prossimo 13 giugno 2026, per poi essere stabilizzato nel numero di 27 in via ordinaria, prioritariamente per i treni della relazione Milano/Parma-Bologna.
In conclusione il Prefetto ha espresso il proprio compiacimento per l’importante risultato raggiunto da parte di Anas nel rispetto delle tempistiche preannunciate, nonché per l’efficacia del modello gestionale che ha visto la massima collaborazione da parte di tutti glie enti coinvolti con la limitazione dei disagi connessi alla messa in opera dell’intervento.

Foto area di Paolo Gaboardi 

PC EXPO: MAGGIORANZA CORRE IN DIFESA “FIERA RISORSA PER IL TERRITORIO”. CENTRODESTRA “QUALCOSA NELLA GESTIONE NON HA FUNZIONATO”. CAVALLI CITA DALI’ “CHE PARLINO BENE O MALE, L’IMPORTANTE E’ CHE PARLINO”

“La decisione di trasferire dal 2027 le Giornate Italiane del Sollevamento dalla fiera di Piacenza a Parma rappresenta una notizia gravissima per la nostra città e certifica, ancora una volta, il fallimento delle politiche dell’amministrazione guidata dal sindaco Katia Tarasconi nella gestione e nel rilancio del polo fieristico”. Parte da qui il commento di Massimo Trespidi, consigliere comunale della lista civica di centrodestra.

“Stiamo parlando di una manifestazione che negli ultimi anni ha portato a Piacenza migliaia di operatori e visitatori. Una fiera in forte crescita, che avrebbe meritato una strategia chiara e investimenti efficaci per consolidarne la presenza in città. Invece oggi assistiamo all’ennesima fuga di una manifestazione di rilievo verso un’altra città, con Parma pronta a raccogliere i frutti di ciò che Piacenza non è stata in grado di difendere”.

Trespidi non risparmia neppure il Comune: “la cosa ancora più sorprendente è che questa fuga l’abbiamo appresa dai giornali, nonostante il Comune sia il socio di maggioranza di Piacenza Expo. È legittimo quindi chiedersi come sia possibile che il principale azionista venga informato in questo modo di una decisione così rilevante per il futuro del polo fieristico”.

“Che fine hanno fatto gli annunci dell’amministrazione comunale sul rafforzamento del polo fieristico? Che risultati concreti hanno prodotto gli aumenti di capitale realizzati negli ultimi anni dalle amministrazioni comunali per circa un milione e mezzo di euro complessivi? Risorse pubbliche, quindi soldi dei piacentini, che avrebbero dovuto servire proprio per affrontare e risolvere quei limiti infrastrutturali che oggi vengono nuovamente denunciati” si domanda il consigliere.

“Gli stessi organizzatori della fiera avevano evidenziato da tempo criticità evidenti, a partire proprio dalla carenza di parcheggi. Il Comune aveva annunciato interventi, come i 300mila euro stanziati per l’ampliamento del parcheggio, intervento indicato come fondamentale per sostenere la crescita delle manifestazioni. Ma evidentemente questi interventi sono arrivati tardi o non sono stati sufficienti”.

“Se le fiere più importanti decidono di andarsene, significa che qualcosa nella gestione e nella strategia non sta funzionando. La sensazione – conclude l’affondo – è che la portaerei stia lentamente affondando.

Anche la capogruppo della civica di centro destra Patrizia Barbieri interviene sull’argomento: “la nostra amministrazione aveva fortemente creduto nella fiera, promuovendo un lavoro sinergico, con un aumento di capitale importante e lavorando perché la Regione non dismettesse le proprie quote.
Ora tutto pare vanificato, e mi chiedo allora che fine abbia fatto la promessa di una strategia di crescita dell’Ente fieristico, più volte annunciata dopo la perdita del Fivi ma mai arrivata .
Pare quindi ormai evidente quanto da noi più volte denunciato e cioè il fallimento di un piano industriale, mai reso noto , che vede un’ enorme corresponsabilità dell’Amministrazione comunale e di Piacenza Expo nel disastro che si è verificato con la perdita di un’altra importante manifestazione fieristica. Ma il problema del parcheggio non si era dunque risolto? Perché il Comune ha allora elargito 300.000 euro a Piacenza Expo per realizzarlo se poi gli eventi fieristici scappano?” si domanda Barbieri.

“Fuori luogo e fuori tema” così i consiglieri di maggioranza definiscono le polemiche sollevate da alcuni esponenti del centrodestra sulla vicenda del Gis che lascerà la fiera piacentina per quella di Parma per la prossima edizione. “È bene ricordare alcuni fatti molto semplici – si legge in nota – Piacenza Expo non è una singola manifestazione, ma un quartiere fieristico che durante l’anno ospita numerose fiere, eventi e iniziative economiche che portano a Piacenza imprese, visitatori e operatori da tutta Italia e dall’estero, generando un indotto importante per alberghi, ristoranti, servizi e commercio.
Per questo motivo negli anni le istituzioni hanno sempre sostenuto la società fieristica con scelte condivise e responsabili: Piacenza Expo non è solo patrimonio del Comune, ma è partecipata anche da soci privati che rappresentano un pezzo importante di tessuto economico ed imprenditoriale del nostro territorio; è quindi una scelta strategica condivisa.

L’aumento di capitale realizzato negli anni scorsi – sostenuto da più livelli istituzionali – aveva proprio questo obiettivo: rafforzare il futuro di Piacenza Expo e tutelare una infrastruttura economica strategica per il territorio.
Allo stesso modo gli interventi infrastrutturali a supporto della fiera, come il parcheggio realizzato a servizio del quartiere fieristico, non sono stati pensati per una singola manifestazione, ma per migliorare la capacità di accoglienza complessiva della struttura e supportare tutte le fiere che ogni anno si svolgono a Piacenza. Chi oggi prova a ridurre tutto a una polemica sui 300 mila euro del parcheggio dimentica volutamente che il quartiere fieristico ospita molte manifestazioni e migliaia di visitatori ogni anno.

Nel sistema fieristico europeo è del tutto normale che le manifestazioni crescano, cambino dimensione e talvolta si spostino. Quello che conta davvero è continuare a rafforzare il ruolo del polo fieristico e lavorare per attrarre nuove iniziative e nuove opportunità per la città.
Colpisce infine che a sollevare queste polemiche siano proprio esponenti politici che negli anni hanno condiviso scelte e percorsi sul futuro della fiera e che oggi sembrano dimenticarlo.
Piacenza Expo è una risorsa della città e del territorio.
Per questo motivo l’impegno dell’amministrazione e della maggioranza resta quello di rafforzarne il ruolo e sostenerne lo sviluppo, con serietà e senza cedere a polemiche strumentali che non aiutano né la fiera né la città”.

Per il momento nessuna replica ufficiale alle critiche avanzate dal centrodestra arriva dall’ente fieristico di Le Mose, né direttamente dal presidente Giuseppe Cavalli. E’ però quantomai curioso e non casuale lo stato che il presidente ha impostato sul social whatsapp citando una frase del pittore Salvador Dalì: che parlino bene o male, l’importante è che parlino di me, anche se confesso che mi piace che parlino male perché questo significa che le cose stanno andando molto bene per me. Autoconsolazione o bisogno di conforto esterno?

 

CARLO CRACCO, AL DIES ACADEMICUS: “USCIAMO DAI CONFINI E CONTAMINIAMO COI NOSTRI PRODOTTI”

E’ l’alleanza tra generazioni il tema che ha caratterizzato il Dies Academicus 2025/2026 dell’Università Cattolica di Piacenza.
Un’alleanza fondamentale anche per lo chef stellato Carlo Cracco, ospite d’onore dell’evento, a cui è stata affidata la prolusione.
L’alleanza tra generazioni diventa essenziale nel processo di tramandare la conoscenza, altrimenti c’è il rischio che si creino vuoti pericolosi e difficili da colmare. “Ai giovani il compito di rafforzarne la conoscenza attraverso passione, lavoro e studio” ha detto lo chef stellato. E per promuovere i prodotti eccellenti della città e della regione Cracco non ha dubbi “usciamo dai confini della città e contaminiamo gli altri, affinché non riescano più a farne a meno”.

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LO CHEF CARLO CRACCO OSPITE DEL DIES ACADEMICUS IN CATTOLICA

Giovedì 12 marzo 2026 avrà luogo la cerimonia del Dies Academicus 2025-2026 della sede di Piacenza e Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore presso il campus di Piacenza (via Emilia Parmense 84).

Interverrà lo chef Carlo Cracco, a cui è affidato il compito di sviluppare il tema “L’alleanza tra generazioni” che caratterizza, con diverse declinazioni, i Dies Academici in tutte le sedi dell’Ateneo.

La mattinata si aprirà alle ore 9.30 nella Piazzetta di Economia e Giurisprudenza con la Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Claudio Giuliodori, Assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo.Alle ore 11.00, nell’Auditorium Gian Carlo Mazzocchi, il Rettore dell’Università Cattolica professoressa Elena Beccalli pronuncerà il discorso inaugurale.
Porteranno il loro saluto istituzionale il Sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi, e Monica Patelli, Amministratore Unico di E.P.I.S., a testimonianza del legame tra Università e territorio.

La cerimonia proseguirà con la prolusione affidata a Carlo Cracco, chef stellato e protagonista della scena gastronomica italiana.

A concludere la cerimonia sarà la testimonianza di Rebecca Mariani, dottoranda di ricerca, voce delle nuove generazioni di studiosi.

Il Dies Academicus rappresenta un momento istituzionale di particolare significato per la comunità accademica, occasione per rinnovare l’impegno dell’Ateneo nella formazione, nella ricerca e nel dialogo con la società. La cerimonia potrà essere seguita via streaming dal sito www.unicatt.it

 

LAVORO E WELFARE DI QUALITA’: LE PRIORITA’ DELLA UIL IN VISTA DEL CONGRESSO REGIONALE

Un nuovo sistema di welfare, lavoro e sicurezza: sono stati i temi al centro dell’assembla congressuale della Uil di Piacenza in vista del XIII Congresso Regionale che si svolgerà a fine maggio a Bologna. Al Park Hotel, alla presenza del Segretario Generale Uil Emilia Romagna, Marcello Borghetti, sono state elette le delegate e i delegati che prenderanno parte al congresso regionale.
Welfare e lavoro di qualità, si diceva, strettamente correlati al tema della sicurezza, che costituisce una priorità per la Uil.
“Il nostro modello di welfare comincia a soffrire in concomitanza all’avanzare dell’età media della popolazione – ha spiegato nel suo intervento il segretario provinciale Francesco Bighi – ma il problema più grave riguarda il suo finanziamento. In Italia il fenomeno dell’evasione fiscale è molto presente, di conseguenza tutti i costi sono caricati su lavoratori e pensionati, cioè tutti i cittadini che concorrono a finanziarlo, per questo oggi si trova ad essere in serie sofferenza. Stessa cosa vale per il sistema sanitario; se fino a qualche anno, soprattutto in Emilia Romagna, si riuscivano a soddisfare le richieste, oggi invece non è più così – prosegue Bighi –110 ospedali sono stati chiusi e all’appello mancano 50mila tra medici, infermieri e personale assistenziale. Una carenza che porta inevitabilmente a lunghe liste di attesa per chi necessita di cure”.

Poi c’è il tema della sicurezza, legato a doppio filo al lavoro; ogni anno si contano mille vittime e 500mila infortuni; “negli ultimi tempi abbiamo assistito a stragi che possiamo definire collettive – ha detto Bighi – pensiamo a Firenze, Suviana, al caso di Luana D’Orazio rimasta incastrata e uccisa in un orditoio tessile. Il processo è finito con una condanna a due anni, pena sospesa, a patto di pagare una penale di un milione di euro. Riteniamo – sottolinea Bighi – che questa non sia giustizia. Consideriamo fondamentale agire anche nelle piccole realtà lavorative in cui spesso sono state dirottate attività nocive per la salute; è accaduto anche a Piacenza dove cresce il numero delle malattie professionali, in particolare con alcuni casi di mesotelioma che colpisce soprattutto le donne, nonostante non ci fossero fabbriche che producevano amianto”. Grande attenzione poi ai lavoratori definiti fantasma quelli cioè precari, che non hanno la sicurezza di un contratto, a Piacenza negli ultimi anni presenti in numero crescente, non solo nella logistica, ma anche nel commercio e nei servizi. Temi che la Uil ribadisce con forza anche all’indirizzo del Governo centrale “che – conclude il segretario Bighi – ha ridotto pesantemente le protezioni sociali per le famiglie più deboli e fragili. E se in Italia ci sono 5milioni di persone che vivono sotto la soglia della povertà e altrettanti lavoratori poveri, è chiaro che questo problema va affrontato non a colpi di bonus, ma con una politica che permetta di creare lavoro, in particolare per i giovani che faticano ad avere stabilità e un salario dignitoso”.
Le prossime tappe vedranno la Uil di Piacenza impegnata al congresso regionale a Bologna il 28 e 29 maggio e a quello nazionale, dal 2 al 4 luglio a Padova.

“Nel prossimo congresso parleremo di sviluppo e lavoro di qualità – ha detto il segretario generale Uil Emilia Romagna Marcello Borghetti in chiusura dell’assemblea – ma anche di redistribuzione e aumento del reddito dei lavoratori e delle lavoratrici per colmare quel gap sempre presente tra uomini, donne e giovani; anche scuola e sanità pubblica sono temi che ci preoccupano molto e che la Uil metterà al centro del dibattito nella stagione congressuale”.

“PRENDERE IL VOLO”: LA POESIA DELLA SCENA CHE DIVENTA UN INVITO CONCRETO ALLA SOLIDARIETA’

Dietro lo spettacolo Prendere il volo c’è molto più che un invito a teatro, ma una serie di interventi che mettono al centro le famiglie e la comunità in generale. Tutto nasce dalle attività che Kairos Servizi Educativi sta portando avanti, da circa un paio d’anni, con il Comune di Piacenza all’interno della co-progettazione del programma P.I.P.P.I. , Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione.

Prendere il volo è stato promosso dal Centro per le Famiglie del Comune di Piacenza, inserito, appunto, nel programma P.I.P.P.I., finalizzato a sostenere tutte le famiglie nel difficile compito educativo perché nessuno si senta solo ad affrontare anche le esigenze o le tematiche più delicate e particolari. Lo spettacolo è stato rappresentato a XNL Piacenza. Abbiamo raccolto le voci dei protagonisti di questa virtuosa co-progettazione.

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SUICIDIO ASSISTITO: APP PRESENTA UNA RISOLUZIONE “NEL SEGNO DELLA DIGNITA’”

Una risoluzione nel segno della dignità e che risponde al bisogno di autodeterminazione del malato terminale. L’ha presentata il gruppo consiliare di Alternativa per Piacenza in sintonia con Alleanza Verdi Sinistra. Oggi non esiste una normativa sul tema e questo provoca una situazione di incertezza e indubbia sofferenza a chi si trova nelle condizioni di non poter scegliere, consapevolmente e lucidamente, sulla propria fine. Tra i casi più eclatanti che le cronache ricordano ci sono quelli di Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, Eluana Englaro e dj Fabo.
La regione Toscana, ad oggi, è l’unica in Italia, ad aver approvato una legge regionale sul fine vita nel marzo del 2025, con la quale ha disciplinato, sul proprio territorio, tempi e modi del suicidio assistito.

Forte della sentenza della Corte Costituzionale del dicembre 2025 che ha dichiarato legittimi i principi generali delle legge toscana, bocciando il ricorso del Governo, Alternativa per Piacenza ha deciso di presentare la risoluzione, nella speranza che ottenga la maggioranza dei voti in consiglio comunale e che possa così essere inviata in regione affinché la delibera regionale del 2024 divenga legge e possa essere applicata.

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