AAA cercasi dirigente da destinare al servizio Avvocatura. Proprio così: l’amministrazione ha indetto “un interpello interno rivolto ai dipendenti di ruolo del Comune di Piacenza di qualifica dirigenziale e appartenenti all’area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione, per l’assunzione a tempo determinato, di durata triennale, di un dirigente abilitato allo svolgimento della professione forense da assegnare, in via esclusiva, al servizio Avvocatura”.
Nell’annuncio si specifica che la selezione avverrà per curricula e colloquio; la domanda di partecipazione dovrà essere inviata, via PEC, all’ufficio protocollo entro il 7 aprile 2025.
Una selezione che, a dire il vero, ci appare in contrasto con la sentenza del TAR di Parma che, in 148 pagine, aveva motivato e giudicato illegittimo l’affidamento dell’Avvocatura ad una Elevata Qualificazione, come era avvenuto a seguito del trasferimento dell’avvocato Vezzulli. Proprio questa sentenza ha permesso all’avvocatessa di tornare a ricoprire il ruolo che, illegittimamente (come recita la sentenza), le era stato tolto. Oggi quindi che interpretazione dobbiamo dare a questo interpello? L’amministrazione ha forse dato una lettura sbagliata della sentenza? A ben guardare, il posto vacante oggi è quello del Settore Prevenzione e Sicurezza, ricoperto da Vezzulli fino alla sentenza, e non l’Avvocatura. L’interpello però si rivolge “in via esclusiva” proprio al servizio Avvocatura.
Potrebbe essere che la Elevata Qualificazione a cui l’amministrazione aveva affidato il servizio Avvocatura oggi abbia ottenuto la qualifica di Dirigente; ma anche se così fosse la sentenza del TAR annulla la sua nomina precedente, in quanto il servizio può essere affidato, solo, ad un Dirigente.
Anche nell’ipotesi che l’incarico abbia un carattere fiduciario (applicazione legge 110 del Testo Unico), ovvero legato al mandato del sindaco, la percentuale prevista per questo tipo di assunzioni sarebbe già stata raggiunta. Come si spiega allora questa chiamata tra il personale? C’è anche da rilevare che il 10 aprile è prevista la causa davanti al Giudice del Lavoro che Vezzulli ha intrapreso contro il Comune.
Dal canto suo l’amministrazione, la settimana successiva alla sentenza del TAR a favore dell’avvocato Vezzulli, aveva definito il suo trasferimento “una scelta ponderata”, annunciando che avrebbe fatto ricorso al Consiglio di Stato, decisone che la giunta avrebbe deliberato proprio ieri.