SENTENZA TAR VEZZULLI, IL COMUNE RICORRE AL CONSIGLIO DI STATO. RABUFFI: “COI SOLDI DEGLI ALTRI…”

Ci avrei scommesso…
Ammetto che con queste parole ho commentato tra me e me l’intenzione del nostro Sindaco, manifestata ieri, di annunciare l’impugnazione presso il Consiglio di Stato della sentenza esecutiva del TAR di Parma nella causa “Vezzulli contro Comune di Piacenza”.
Una sentenza, quella del TAR, che sulle questioni più intriganti (macro-organizzazione, assetto organizzativo, reggenza della struttura, autonomia e indipendenza dell’Avvocatura comunale) dà piena ragione all’Avv. Vezzulli, ex – e forse non più ex – Coordinatrice dell’Avvocatura comunale (da oltre 25 anni) nonché dirigente a tempo indeterminato con qualifica di Avvocato cassazionista.

Una sentenza che in 148 pagine, dense di valutazioni giuridiche, richiama precedenti pronunce del Consiglio di Stato, lasciando quindi ipotizzare un finale apparentemente già scritto.
Ammesso e non concesso che finisca così, l’appello annunciato in Consiglio di Stato rappresenta sicuramente un atto legittimo, ancorché accompagnato – per quanto mi riguarda – da dubbi e perplessità. Impulsi collegati al fatto che questa ennesima puntata della telenovela sarà pagata, ancora una volta, dai piacentini. Dalle cui tasche vengono costantemente attinte (con incredibile nonchalance) risorse utili a finanziare incarichi legali esterni. Al pari di un bancomat illimitato.

Tutto ciò, in particolare, da quando l’Avvocatura è stata decapitata/depotenziata/stravolta a seguito della scoperta della famosa fideiussione falsa (maggio 2024); vicenda proseguita con lo “scambio di vedute” tra Avvocatura e DG in Commissione Legalità (27/05/2024);
continuata con la revoca all’Avvocatura della procura a rappresentare l’Ente (giugno 2024) e infine deflagrata legalmente con il trasferimento d’ufficio (luglio 2024) della ex Coordinatrice dell’Avvocatura alla Protezione Civile – Settore Prevenzione e Sicurezza.
Premesso che comprendere il senso (e l’utilità) di incaricare un illustre e storico Avvocato cassazionista alla direzione della Protezione Civile è fuori dalla portata della mia fantasia (ma credo anche del buon senso), risulta molto più evidente il danno economico a cui sono sottoposti i piacentini.

Si pensi, infatti, che la spesa per incarichi professionali legali esterni vedeva nel 2022 un impegno di € 6.665,54 mentre nel 2023 si attestava a € 4.268,46. Nel 2024, anno in cui l’Avvocatura è finita nel “tritacarne”, si sono invece “toccati” i 150.000€, con un aumento esorbitante proprio sul secondo semestre. Non solo. Il 30/12/2024, mentre si metteva in frigorifero lo spumante per brindare all’anno nuovo, l’anno si chiudeva con l’ulteriore affidamento di un incarico professionale (di € 18.479,75) per la “rappresentanza e difesa dell’Ente nel ricorso avanti il TAR”.
Chiuso l’anno, ecco che il 12 febbraio 2025 “a causa di ricorsi giudiziari che non possono essere gestiti internamente dall’Avvocatura, sia a causa di una altissima specializzazione per l’incarico professionale o per incompatibilità/potenziale conflitto di interessi, si è reso necessario l’affidamento di incarichi di patrocinio dell’Ente ad avvocati esterni. Per i quali
risulta necessario incrementare da € 10.000 a € 50.000/anno la previsione dello stanziamento.”
Con queste motivazioni, veniva chiesto al Consiglio Comunale (e ottenuto) di votare per un’ulteriore variazione di bilancio. Altri incarichi esterni, altri soldi volatilizzati…

Tutto ciò, naturalmente, ben prima della recente sentenza del TAR di Parma. Quindi senza considerare le spese di lite da liquidare a favore della ricorrente (Avv. Vezzulli) che il TAR ha addebitato, quale condanna, al Comune di Piacenza (Euro 3.000,00 oltre accessori di legge e rifusione del contributo unificato). A cui andranno aggiunti i costi per gli incarichi legali esterni che andremo a sostenere per l’annunciato appello in Consiglio di Stato.
Non solo. Altre spese dovranno essere sostenute: per la difesa dell’Ente nelle cause collaterali (per esempio, prossimamente, dal giudice ordinario) e altre ancora per l’eventuale risarcimento dei danni (professionali, morali, materiali, di immagine, etc…) che probabilmente verranno richiesti.
Complessivamente, un vero e proprio salasso.

Mi fermo qui.
In attesa di sapere, con non celata curiosità, come andrà a finire questa “triste” vicenda e come l’Amministrazione Comunale riuscirà ad adeguare l’assetto organizzativo alle previsioni vincolanti della sentenza del TAR, mi viene in aiuto un principio universale impartitomi dai migliori maestri della mia vita: mamma e papà.
“Ricordati, Luigi, amministrare i soldi degli altri è un immenso onore e una grande responsabilità. In gioco c’è qualcosa di molto più importante del valore dei soldi: si chiama fiducia. Cerca sempre di meritartela.”
Cosa dire ai nostri amministratori? A buon intenditor, poche parole…

MICHELE SERRA: “SAREBBE BELLO IMPARARE A NON ESSERE D’ACCORDO SENZA AZZANNARSI”

La definisce una piazza inedita, strana, anzi stranissima; perché nata dall’idea di un cittadino, che di mestiere fa il giornalista, che guardandosi attorno dice che è ora di farsi sentire. Non urlando però, ma con la forza delle idee, partendo proprio da quell’Europa tanto contestata ma che, in fondo, ci garantisce la democrazia. E così 12 sindaci hanno raccolto il testimone e insieme a lui hanno riempito piazza del Popolo con 50 mila persone.
C’erano solo bandiere europee e della pace, è vero, me gli attacchi sono arrivati ugualmente, da destra e soprattutto da sinistra. La stessa platea divisa che, in piccolo ovviamente, si è trovato davanti alla coop Infrangibile dove Michele Serra è stato invitato per parlare del futuro dell’Europa.

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PD VERSO LA TORTUOSA STRADA DEL CONGRESSO: E C’E’ CHI LANCIA UNA PROVOCAZIONE

Di solito il primo nome è il primo, appunto, ad essere bruciato. Succederà anche ad Infantino? Perché è proprio il capogruppo di Piacenza Coraggiosa, da poco iscritto al PD, ad essere stato individuato come il successore di Carlo Berra alla guida del Partito Democratico locale. L’intento sarebbe quello di proporre una candidatura unitaria che metta tutti d’accordo insomma. Le premesse però non paiono buone. A partire dal fatto che il nome arriva da uno sparuto gruppo di dirigenti, ma che certamente contano: onorevole De Micheli, sindaca Tarasconi, consigliere regionale Albasi e ex segretario Bisotti.

Eppure il nome non sembra entusiasmare altri se non i proponenti, per ragioni di correnti (Infantino rappresenta Coraggiosa la corrente che fa capo alla  segretaria Schlein); non è piaciuta nemmeno la modalità a cui si è arrivati a designare Infantino: un pranzo prima del consiglio comunale che qualche iscritto arriva a definire “cortocircuito che non fa bene a nessuno”. Dove stanno coinvolgimento e partecipazione? Ma anche idee e programmi che dovrebbero precedere il nome del candidato? Insomma questo non dovrebbe essere il risultato di una seria concertazione?

Il tema non è nuovo ma sempre porta con sé analisi, commenti e provocazioni. Come quella del capogruppo di Alternativa per Piacenza Stefano Cugini che in post sul profilo Facebook spariglia le carte suggerendo al PD di candidare l’amico Sergio Dagnino. Una provocazione, prima di tutto perché Dagnino non é iscritto al PD ma ad ApP (almeno ad oggi), che sottende un chiaro messaggio: l’identikit del candidato ideale. Appassionato di politica, da sempre di centrosinistra, coerente, con uno spiccato senso delle istituzioni. Come a dire che forse questo manca al Partito Democratico? E che la coerenza tra forma e sostanza dei suoi interlocutori è importante. E che dovrebbe esserla per tutti.

Se queste sono le prime mosse,  da qui al congresso di maggio, le sorprese non mancheranno e magari anche i colpi di scena.

RICORSO TAR VEZZULLI: IL COMUNE RICORRERÀ AL CONSIGLIO DI STATO. “IL TRASFERIMENTO FU UNA SCELTA PONDERATA”

 Ad una settimana dalla sentenza del Tar di Parma che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Elena Vezzulli in merito al suo trasferimento alla Protezione Civile avvenuto nel giugno scorso, il Comune annuncia, attraverso una nota, che presenterà ricorso al Consiglio di Stato e che la decisione di affidare all’avvocato Vezzulli la gestione del settore Prevenzione e sicurezza è stata “una scelta ponderata, fondata su motivi squisitamente tecnici”. Per il futuro? “L’ente  si atterrà alle decisioni dei giudici amministrativi, da un lato nel pieno rispetto delle disposizioni e, dall’altro, con uno sguardo rivolto al prossimo futuro pre garantire stabilità e continuità al funzionamento del Comune”. 

Di seguito la nota del Comune

Riorganizzare un ente come il Comune di Piacenza ha rappresentato un’importante operazione fortemente voluta dall’attuale amministrazione al solo scopo di modernizzare e migliorare il funzionamento dell’ente stesso. Operazione decisamente complessa, per certi versi una vera rivoluzione organizzativa, che tuttavia aveva e ha un unico obiettivo finale: maggiore efficienza nella risposta alle esigenze della comunità di cui tutti noi facciamo parte come cittadini.

E’ questa la ragione per la quale sono stati decisi numerosi cambiamenti interni, sia logistici sia nell’attribuzione di ruoli e funzioni. Alcuni di questi cambiamenti, anche se decisamente impattanti per il personale e la gestione degli spazi, non hanno suscitato l’interesse degli organi di informazione; altri invece l’hanno fatto.

E’ il caso dell’istituzione di un nuovo settore dedicato alla Prevenzione e sicurezza all’interno del Comune. Settore la cui guida è stata affidata alla dirigente Elena Vezzulli che per ben più di due decenni è stata a capo dell’Avvocatura comunale. Una scelta ponderata che si è fondata su due motivi squisitamente tecnici.

Il primo motivo riguarda la necessità di dar seguito a un parere di Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, nel quale si fa chiaro e preciso riferimento all’opportunità che all’interno degli enti pubblici i dirigenti ruotino tra i settori per garantire rinnovamento e imparzialità, evitando permanenze eccessivamente prolungate nella stessa funzione.

Il secondo motivo riguarda, appunto, la lunga esperienza maturata dalla dirigente ritenuta particolarmente indicata per il nuovo incarico di notevole rilievo all’interno dell’ente; un rilievo che trova riscontro anche nella “pesatura” economica della nuova posizione dirigenziale, tant’è che alla dirigente in questione è stata riconosciuta un’indennità superiore a quella che avrebbe percepito presso l’Avvocatura.

Queste, e solo queste, sono le ragioni di una scelta organizzativa che l’amministrazione ha operato in totale trasparenza, nell’esercizio delle funzioni che le sono attribuite. Ogni altra narrazione rischia di essere fuorviante e imprecisa.

In tale contesto, che era doveroso inquadrare, si inserisce il ricorso presentato al Tar di Parma dalla dirigente contro il Comune di Piacenza. Venerdì 14 marzo i giudici amministrativi si sono espressi stabilendo che chi è alla guida dell’Ufficio Avvocatura debba essere in possesso sia dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, sia della qualifica di dirigente presso l’ente comunale. La scelta dell’ente, invece, è stata quella di affidare il ruolo di coordinatore dell’Ufficio in questione a una “Elevata qualificazione”, che è naturalmente avvocato. Scelta, quest’ultima, praticata in modo analogo anche da altri enti comunali sul territorio nazionale e che, anche per questa ragione, il Comune sosterrà nel proporre ricorso al Consiglio di Stato.

Nel frattempo, come è doveroso, l’ente si sta attivando per attenersi alla decisione dei giudici amministrativi. E lo farà, da un lato, nel pieno rispetto delle disposizioni e, dall’altro, con uno sguardo rivolto al prossimo futuro per garantire stabilità e continuità al funzionamento del Comune.

CARLO CAPELLI: “VI SPIEGO PERCHÉ HO SCELTO FORZA ITALIA”. SABATO IL CONGRESSO E LA CANDIDATURA ALLA SEGRETERIA LOCALE

“Il nostro è stato un passo ponderato e naturale, verso quella forza politica che da sempre più ci rappresenta e dalla quale sono arrivati i maggiori consensi elettorali”. Così Carlo Capelli parla di Forza Italia; il passo a cui si riferisce è quello compiuto da lui stesso e da una quarantina di iscritti di Civiltà Castellana che hanno deciso di entrare nella sezione locale di Forza Italia. “Ci siamo chiesti che futuro può avere oggi una lista civica senza il supporto di una forza politica – spiega Capelli – per cui abbiamo volto lo sguardo al gruppo che maggiormente da sempre ci ha rappresentati, ovvero quel centrodestra moderato che oggi è rappresentato da Forza Italia. Alle scorse elezioni regionali ci è stato chiesto di supportare la candidata Federica Ferrari, lo abbiamo fatto con convinzione; il risultato ottenuto con il 19,9 per cento delle preferenze ne è una prova. Oggi la struttura di Forza Italia è più orizzontale, c’è la volontà di entrare con energia nei territori, tanto che si è deciso di fare in congressi anche nelle sezioni con almeno 25 iscritti”.
Un’opportunità per Civiltà Castellana che non va a disperdersi ma che, al contrario, si rafforza e porta il suo contributo alla crescita di Castel San Giovanni. “Abbiamo fatto questa scelta – spiega Capelli – non per interesse, ma spinti dalla voglia di continuare
un discorso propositivo per Castello cercando di essere utili ad un partito moderato come Forza Italia. Pensiamo sia un’esperienza utile per noi e per il paese”.

A scanso di equivoci, Capelli chiarisce: “con questa decisione non entriamo in maggioranza. I cittadini ci hanno dato la loro fiducia con oltre duemila voti, per quello che rappresentiamo; l’auspicio è quello di creare un gruppo e di proporre attività, parallelamente Civiltà Castellana resterà viva come laboratorio di idee aperto ad ogni esperienza. Una realtà dinamica – sottolinea Capelli – rappresentata in consiglio comunale dai tre consiglieri. Il mio passaggio a Forza Italia, insieme a Tommaso Greco e ad una quarantina di iscritti, è da leggersi in chiave politica, amministrativamente continueremo a dare il nostro contributo con Civiltà Castellana senza entrare in conflitto. La collega Roberta Bargiggia ha fatto una scelta diversa e ha deciso di non entrare in Forza Italia. Il nostro è stato un passo dettato dalla realtà dei fatti, una scelta naturale”.

Sabato 22 marzo, a Castello, è in programma il congresso di Forza Italia; “presenterò la mia candidatura alla segreteria appoggiato da una lista di 15 persone per guidare il partito (5 donne e 10 uomini di cui 5 di Civiltà Castellana e i restanti di Forza Italia) – annuncia Capelli – con l’ambizione di riportare le persone a votare, anche grazie ad un partito che fa della moderazione e della pacatezza i suoi capisaldi, un’alternativa decisa a Fratelli d’Italia e Lega”.

HUB CITTA’ DI PIACENZA: UN CENTINAIO LE REALTA’ CHE HANNO ADERITO. ASS. FRISONI “PROGETTO INNOVATIVO”

Sono un centinaio le realtà commerciali che hanno aderito a quella che l’assessore Fornasari aveva definito “chiamata alle armi”, ovvero l’Hub Città di Piacenza. Il tavolo, oltre l’associazione vita in centro e Camera di Commercio, si è allargato anche a CNA, Confedilizia e FIAIP. A certificare i progetti che ora parteciperanno al bando regionale, c’era anche anche l’assessore al commercio Roberta Frisoni. La regione ha stanziato in tutto, per tre anni, 15milioni di euro per gli investimenti, più 5 milioni di parte corrente per la progettazione.

Tra le deleghe dell’assessore anche il turismo; reduce dalle fiere di Berlino e Monaco, ha riscontrato un forte interesse soprattutto per le città d’arte, di cui Piacenza fa parte a pieno titolo.

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AL GIARDINO DI VITA IL RICORDO COMMOSSO DELLE VITTIME DELLA PANDEMIA, CINQUE ANNI DOPO

Si è svolto al Giardino della Vita la cerimonia in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia. Hanno partecipato la sindaca Katia Tarasconi, il prefetto Paolo Ponta, la presidente della Provincia Monica Patelli, il Direttore dell’Unità operativa di Presidio Unico Franco Federici in rappresentanza dell’Ausl. Al termine, si è svolto un momento di preghiera interreligiosa con il vescovo Adriano Cevolotto, l’imam Yaseen Thabit e padre Kliment Mishanj della Chiesa ortodossa macedone.

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CINQUE ANNI FA L’INCUBO CORONAVIRUS: ECCO COME I SANITARI VISSERO LA TRINCEA

Sono passati cinque anni da quando il Covid ha creato nelle nostre vite un prima e un dopo. Oggi, anche involontariamente, tendiamo a rimuovere quello che è accaduto, anche se il nostro territorio è stato duramente colpito dal virus. Quei primi giorni di marzo del 2020 sono stati quasi surreali, a ripensarci oggi; drammaticamente veri per chi ha contratto il virus, per chi aveva un familiare ammalato e per i sanitari che sono trovati come in trincea a combattere un nemico totalmente sconosciuto senza le armi necessarie. Ma, straordinariamente, ne sono usciti.

Vi riproponiamo questo speciale, realizzato alla fine di maggio del 2020, in cui in sanitati raccontano come affrontato la pandemia. Ricordare quello che è stato è un dovere di ognuno di noi, ancora di più nella giornata nazionale in cui si ricordano le vittime del Covid.

Alcuni dei sanitari che vedrete oggi lavorano presso altre strutture, alcuni sono in pensione, altri hanno altre mansioni all’interno dell’azienda, ma allora hanno un ruolo fondamentale nella cura dei pazienti.

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IL PUG ARRIVA IN CONSIGLIO: PAROLA D’ORDINE RIGENERAZIONE URBANA, NO CONSUMO DI SUOLO

Su richiesta di nove consiglieri della minoranza il Piano Urbanistico Generale è approdato anche in consiglio comunale. “Una richiesta – ha motivato la consigliera Patrizia Barbieri – per approfondire insieme ai progettisti del piano alcune questioni che ci stanno particolarmente a cuore come quella ambientale”. E’ toccato all’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini tracciare ancora una volta le linee generali del PUG accogliendo le quattro sfide “ambiente, attrattività, lavoro e sicurezza. Qui è entrata in gioco la visione della città; abbiamo chiesto di tradurre tecnicamente nel Piano la prospettiva nuova che la comunità di Piacenza chiede a gran voce”.

Poi è stato l’architetto Fabio Ceci ha illustrare ai consiglieri li linee principali del piano “che parte dalla legge regionale del 2017 e che vuole  costruire strategie per recuperare l’esistenza attraverso l’edilizia sociale, soddisfare bisogni di nuovi luoghi di lavoro, per accogliere nuove imprese. Un piano che guarda al medio lungo periodo dove non vengono indicate le eventuali aree di espansione urbana consentite dalla legge regionale (la quota del 3% del territorio già urbanizzato), ma si definiscono quali caratteristiche dovranno avere eventuali nuovi sviluppi insediativi, come ad esempio la necessità che nuovi edifici siano contigui al tessuto già urbanizzato e non isolati. Occorre inoltre accompagnare – ha chiarito Ceci – un miglioramento qualitativo del tessuto logistico esistente, in termini ambientali e di servizi”.

Lungo l’elenco dei consiglieri di maggioranza che hanno preso la parola “nonostante la richiesta della convocazione del consiglio venisse da noi – ha fatto notare il consigliere Massimo Trespidi – siete dei parassiti – ha detto rivolgendosi ai colleghi – se non fosse stato per noi, dopo l’adozione in giunta de 4 marzo, in consiglio sarebbe arrivato ad ottobre 2025. Dovreste ringraziarci non prenotarvi per parlare. Per immaginare la Piacenza dei prossimi 25 anni dobbiamo porci il tema del recupero delle aree militari come strategia, perché costituiscono luogo di disponibilità urbanistica. Un altro tema è la valorizzazione e il sostegno del commercio in centro, affrontato al di fuori dei soliti paradigmi; ma la riflessione va fatta su una questione che mi pare non più eludibile, ovvero qualità della vita a Piacenza. Abbiamo il tasso di mortalità tra i più alti per tumori; risulta fondamentale avere un’aria più sana. Per questo occorre aumentare spazi verdi e parchi pubblici. L’altra questione è quella della politica della piste ciclabili e l’urbanizzazione del centro storico, non portandovi le auto ma rendendolo abitabile”.

La consigliera Claudia Gnocchi del Gruppo Misto ha parlato del PUG “come un documento di partenza e non di arrivo a cui si è giunti attraverso un lavoro di sintesi non sempre facile in maggioranza, con la consapevolezza che la città ha troppo sofferto in tema di inquinamento”. Anche Gnocchi ha puntata sui punti chiave che guideranno il Piano, ovvero la rigenerazione del suolo e il consumo zero di suolo. “Siamo soddisfatti nel vedere che gli ex orti di via Campesio, il terreno ex Camuzzi di via Morigi, aree per cui anche la popolazione si è mobilitata, non saranno toccate”.

Il consigliere Stefano Cugini ha sottolineato invece come sul sito Investinpiacenza compaia il “bollone”, l’area di 1.800.000 metri quadrati a Roncaglia, per insediamenti produttivi, esortando gli uffici a toglierlo dalla home page. “Siamo andati a Cannes solo ed esclusivamente per alcune aree, Bastione Borghetto, hotel San Marco, ex ospedale militare, cascina San Savino,, ed è stato molto utile perché ho notato, per la prima volta dopo tre anni, che alcuni investitori ci sono venuti a cercare e non il contrario come era avvenuto fino ad ora. Abbiamo avuto qualche interlocuzione solo per le rigenerazioni, non per il consumo di suolo. Spiace per ciò che compare su Investinpiacenza, chiederemo di rimuoverlo, ma il bollone non compare nelle aree su cui investire, mettiamoci una pietra sopra”.

PIACENZA PER L’EUROPA: NO AL RIARMO, MA INVESTIMENTI SU WELFARE E AMBIENTE

Rilanciare un’idea di Europa unita e orgogliosa della propria capacità di rappresentare un modello diverso di democrazia e di convivenza. Anche a piacenza, in concomitanza con la manifestazione nazionale a Roma, sono scese in piazza le bandiere europee, aderendo così all’appello lanciato dal giornalista Michele Serra. Un’Europa politica, sociale ed economica, che debba continuare ad assicurare pace, libertà e democrazia promuovendo il benessere dei cittadini e la coesione sociale; un’Europa che torni ai fondamentali, potremmo dire, diversa da quella che si presenta oggi.

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