CGIL: “SLOGAN INSOPPORTABILI. LA NOSTRA, UNA RISPOSTA CIVILE E PACIFICA”

In una nota la Filt Cgil di Piacenza risponde alle accuse del sindacato Si Cobas che si è riunito in presidio davanti alla Camera del Lavoro.

“La nostra è stata una risposta ferma, democratica e responsabile di fronte a una manifestazione annunciata contro la chiusura dello stabilimento FedEx che si è trasformata in una contestazione alla Cgil dai toni inaccettabili: abbiamo ascoltato per 60 volte in 2 ore l’accostamento “Cgil-mafia”. E’ insopportabile sentire certi slogan per chi, come la Cgil, si è costituita parte civile nei processi contro le mafie e che ha avuto, a cominciare da Placido Rizzotto (1948), compagni ammazzati o minacciati nella difesa dei diritti contro i fenomeni mafiosi”.

“Non siamo e non saremo minimamente interessati ad alimentare una contrapposizione tra sindacati e lavoratori che altri hanno voluto e cercato, e proseguiremo l’impegno nel far tornare sui propri passi FedEx che con una scelta inaccettabile ha deciso, dall’oggi al domani, di chiudere l’impianto di Piacenza. Un sentito ringraziamento lo rivolgiamo ai colleghi di Cisl e Uil e a quel largo orizzonte di associazioni, partiti e singole personalità pubbliche e semplici cittadini che non hanno fatto mancare il loro sostegno alla Cgil”.

“Vogliamo rivolgere il nostro profondo senso di gratitudine a chi questa mattina ha voluto testimoniare la solidarietà alla Cgil con la sola forza delle proprie idee. Non aver reagito a insulti, provocazioni e slogan indegni di chi vorrebbe rappresentare i lavoratori ha dimostrato ancora una volta il senso di responsabilità della nostra gente”  

(In Foto, Argentina Bonetti Altobelli che arringa i braccianti a Podenzano nel )

SI COBAS CONTRO LA CGIL: AL CENTRO LE TENSIONI PER LA CHIUSURA FEDEX-TNT

Un sindacato contro l’altro: si cobas e Cgil proprio davanti alla camera del lavoro. Fa effetto vedere la protesta non contro i vertici di una multinazionale ma tra gli stessi lavoratori appartenenti a due sindacati, che fino a poco tempo fa, qualcuno definiva uno la costola dell’altro.

Una presa di posizione netta e decisa contro i sindacato di via 24 Maggio: “la Filt- Cgil – è il testo della nota – deve smetterla di utilizzare il suo ruolo per contrastare le rivendicazioni operaie agendo un ruolo filo padronale. Tutti gli interventi hanno rimarcato il danno subito nelle loro vite lavorative e manifestato insofferenza verso gli ulteriori colpi portati in questi giorni con la collaborazione alla chiusura del sito Fedex-Tnt”.

A PIACENZA PERSI QUASI TREMILA POSTI DI LAVORO, L’INDAGINE DELLA CGIL

E’ una Piacenza a tinte molto fosche quella che esce dall’undicesima edizione dell’Osservatorio Economia e Lavoro della Cgil curato da Davide Dazzi. Una fotografia cupa a partire dalla demografia: solo tra marzo e giugno 2020 a Piacenza ci sono stati 2481 decessi, vittime del Covid, + 109% rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel periodo 2011 2020 Piacenza perde lo 0.7% della popolazione, creando una sorta di staticità demografica. A crescere è la popolazione over 55, perde l’8.3% la fascia 35-54 e cresce la fascia over 75. Aumentano le famiglie formate da un solo componente spesso over 75, questo impone un ripensamento del welfare. Cresce la percentuale di stranieri; oltre 20% nel 2020 rispetto a dieci anni fa.

Economia: Piacenza ha un ritardo strutturale, già i segnali erano evidenti nel 2019. Tutte le province dell’Emilia Romagna hanno recuperato il livello pre crisi 2007, tranne Piacenza e Ferrara.

Lavoro: a Piacenza la retribuzione è la più bassa in totale della regione, -5.7%. La più bassa anche se si confrontano solo donne o solo uomini. Tra marzo e maggio si sono persi quasi 3000 posti di lavoro a tempo determinato, soprattutto nel commercio e ristorazione. Le partite iva crollano del -27.4% tra gennaio e giugno.

Ambiente: il consumo di suolo è più contenuto (7,7%) rispetto alla media regionale (8,9%). Migliora la posizione di Piacenza se si considera il consumo di
risorse e soprattutto la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda la qualità ambientale Piacenza è in condizioni di debolezza.

SCUOLA: A RISCHIO LA STABILIZZAZIONE DI 500 PRECARI PIACENTINI

Erano 170 mila, lo scorso anno, le supplenze su posti vacanti. La preoccupazione è che, anche quest’anno, si prosegua su questa strada. A poco più di un mese dall’inizio dell’anno scolastico, i sindacati sono fortemente preoccupati perché vedono a rischio il decreto Misure urgenti per i precari, preannunciato dal ministro Bussetti il 24 aprile scorso, oggi ancora bloccato. A Piacenza i docenti coinvolti sono 500.

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A PIACENZA CALANO I DISOCCUPATI MA AUMENTANO GLI INATTIVI

Nel 2018, nel territorio piacentino, sono diminuiti considerevolmente i disoccupati nelle fasce alte di età e oltre i 64 anni, ma sono aumentati gli inattivi, cioè coloro che hanno smesso di cercare un lavoro. E’ il quadro che emerge dall’osservatorio sull’economia e il lavoro di IRES Emilia Romagna.

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CGIL: “PIACENZA HA PERSO ATTRATTIVITA’ “

Piacenza, più delle altre città dell’Emilia Romagna, ha perso attrattività negli ultimi dieci anni. Lo ha rivelato la ricerca condotta da Ires Emilia Romagna. L’appello della Cgil alla classe politica.

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LE DONNE MIGRANO PIU’ DEGLI UOMINI. FOCUS DELLA CGIL

Moustapha è arrivato in italia a 14 anni, nel 1989. con la mamma e i fratelli ha preso un aereo a Casablanca fino a Milano Linate. Per due mesi ha dormito in macchina. Poi ha trovato alloggio a Piacenza da una famiglia di connazionali. Il papà era in italia già da 5 anni. Moustapha oggi ha 43 anni, vive a Piacenza dove ha una famiglia e un lavoro. E’ stato un percorso in salita che lo ha visto prendere il diploma ai corsi serali. Oggi è rappresentante Rsu di una grossa azienda piacentina e presidente di un’associazione italo marocchina. Questa e altre storie al convegno Migrazioni organizzato dalla Cgil Piacenza.

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OSSERVATORIO IRES: AUMENTA L’OCCUPAZIONE MA NON LA QUALITA’ DEL LAVORO

C’è più lavoro ma non sempre di qualità. Si potrebbero riassumere così i dati del 2017 che riguardano l’occupazione sul nostro territorio. Lo rivela la ricerca alla base della nona edizione dell’Osservatorio sull’economia e il lavoro in Provincia di Piacenza che verrà presentata dalla Cgil a cura di Istituto ricerche economiche e sociali IRES.

Uno dei dati più significativi dell’osservatorio è la ripresa dell’occupazione fotografata dai dati di stock sul mercato del lavoro nella provincia di Piacenza. Nel corso del 2017, infatti, vengono registrati 5.043 occupati in più, pari a una crescita del numero degli occupati del 4,1% rispetto all’anno precedente, ossia in assoluto il dato più significativo dall’inizio della crisi. Di conseguenza cresce il tasso occupazionale, che passa dal 66,3% del 2016 al 69,4% del 2017, superando, per la prima volta, anche il dato regionale del 68,6% registrato nel corso del 2017. Decresce invece il tasso di  disoccupazione, che passa dal 7,5% del 2016 al 6,1% del 2017, situandosi sotto la media regionale che si attesta invece al 6,5%. “La maggior parte dei contratti di lavoro attivati è precaria – commenta questi primi dati Zilocchi – la ricerca mostra luci e ombre. Investire sulla qualità del lavoro è la strada maestra per rinsaldare la ripresa”.

 

FONDO ANTICRISI: 100 MILA EURO DAL COMUNE PER L’INCLUSIONE SOCIALE

E’ di 100 mila euro la somma messa a disposizione dal comune di Piacenza in accordo con Cgil, Cisl e Uil; un Fondo Anticrisi che va ad integrare la misura nazionale Sia, ovvero Sostegno per l’Inclusione Attiva. La sia è una misura erogata a livello centrale, e prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni disagiate, nella quali siano presenti minorenni, figli disabili o donne in gravidanza. Per accedervi occorre presentare la domanda e ottenere un punteggio uguale o superiore a 45 punti. A Piacenza su 170 domande, l’Inps ne ha ammesse solo 34; 98 nuclei familiari pari a 428 persone sono state escluse. Il Fondo Anticrisi è destinato proprio a loro; la somma verrà erogata in base a tre punteggi per un massimo di sei mesi.

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ZILOCCHI, CGIL: “REGOLE CERTE PER FAR PARTIRE LA LOGISTICA PIACENTINA”

Ripartire dalle regole per riportare legalità, per non associare alla logistica quell’immagine logora legata allo sfruttamento dei facchini e alla manodopera a basso costo e svalutata. Oggi quando si parla di logistica, stringi stringi, questa è l’immagine che appare davanti agli occhi dei più. Il comune, insieme ai sindacati e alle imprese, ha rinnovato il protocollo sottoscritto nel 2012 che per varie ragioni, normative prima di tutte, aveva subito una battuta d’arresto. Dall’incontro tra comuni sindacati ed enti sono emerse la necessità e la volontà di costituire un gruppo tecnico di lavoro che rielabori i approfondisca i contenuti, una mappatura degli appalti e l’attenzione sull’evoluzione delle relazioni sindacali dei poli logistici piacentini.

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