ECONOMIA PIACENTINA: FATTURATO INTERNO IN CALO, TIENE L’EXPORT. IMPRENDITORI PREOCCUPATI PER IL 2025

I dati che si riferiscono al secondo semestre 2024 confermano un rallentamento dell’economia, ma senza forti cali, tanto che il fatturato ha ancora il segno positivo con +0,48 per cento. Questo dovuto anche al fatto che, per la prima volta dal 2020 si registra un calo del fatturato interno dello 0,36 per cento. È la fotografia che emerge dall’indagine congiunturale condotta da Confindustria Piacenza.

Tiene l’export, con i settori alimentare, agricoltura, meccanica, in calo le macchine utensili. Bene l’occupazione che si conferma in crescita del +1,63 per cento, tanto che il ricorso alla cassa integrazione è in cali, a differenza delle vicine Modena e Bologna.
Tuttavia quello attuale è un contesto che non rassicura gli imprenditori, le previsioni del primo semestre 2025 sono più caute rispetto alle precedenti.
La percentuale di coloro che prevede di aumentare il fatturato scende dal 38 al 24 per cento. Le aree in cui di prevede di investire maggiormente sono impianti ed attrezzature, software e formazione del personale anche per la difficoltà che si riscontra al reperimento di personale specializzato.

La ricchezza di un territorio sta nella sua capacità di attrarre: per questo, a metà marzo, una delegazione di Confindustria accompagna dall’amministrazione, sarà a Cannes al Mipim la fiera degli investimenti. Ci sono partite importanti che si devono sbloccare, una fra queste l’ex ospedale militare. Attrattività che si misura sulla capacità di portare studenti e fare davvero di Piacenza una città universitaria: per questo occorrono almeno un migliaio di alloggi, di questi circa la metà può essere già facilmente raggiungibili, tra l’ex convento di santa chiara e altre strutture più piccole in città.
Il presidente Parenti ha, infine, annunciato che il 19 maggio, nella giornata dell’assemblea annuale in cui Confindustria festeggerà 80 anni, potrebbe essere rivelata una importante novità proprio nel settore dell’università.

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L’ECONOMIA PIACENTINA RALLENTA. LE IMPRESE FEMMINILI CONCENTRATE NEI SERVIZI ALLA PERSONA

L’economia piacentina rallenta, anche se a livello regionale è quella che tiene di più; si è ormai esaurita la spinta post pandemia, a ciò si è aggiunto un appesantimento dei costi di materie prime ed energia, oltre che del denaro. È la fotografia dell’indagine congiunturale del primo semestre del 2024, elaborato da Piacenza@ della Provincia, in collaborazione con l’università cattolica e la camera do commercio dell’Emilia.

In calo anche il settore immobiliare residenziale che ha pesantemente risentito dello stop dei bonus in materia edilizia. A tenere invece è il mercato del lavoro, che generalmente risente più tardi alla variabili economiche. Si registra un aumento di 2600 posizioni di lavoro dipendente e una diminuzione dell’8 per cento della cassa integrazione.

L’indagine si è concentrata anche sull’imprenditoria femminile; al 31dicembre 2024 sono 6148 le imprese femminili registrate, corrispondenti al 21,5 per cento sul totale, in calo dello 0,3 per cento rispetto all’ultimo trimestre 2023.
il settore dove si concentrano maggiormente è quello del commercio, seguito da servizi alle imprese e alle persone; le imprese sono per lo più artigiane, seguono quelle straniere; la carica rivestita dal 41,2 per cento è quella di amministratrice, piuttosto alta la fascia d’età delle donne che ricoprono cariche tra 50 e 69 anni, il 50,1 per cento, si scende al 30 per cento nella fascia 30-49 anni. Ed è proprio nella fascia d’età che si concentrano il numero maggiore di imprese individuali (47,4 per cento). interessante, infine, il dato sui principali stati di provenienza delle donne stranieri che ricoprono una carica: Cina, Romania e Albania.

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TIENE L’ECONOMIA PIACENTINA, CAUTO OTTIMISMO TRA GLI IMPRENDITORI. PARENTI. “INDISPENSABILE APRIRCI AL MONDO”

E’ un cauto ottimismo quello che emerge dai dati dell’indagine congiunturale relativi ai primi sei mesi del 2024, elaborati dal centro studi di Confindustria Piacenza, su un campione di imprese che rappresentano circa 3 miliardi di fatturato e 8 mila addetti. Dati positivi, certamente letti con occhi prudenti: molto bene il fatturato estero del settore alimentare, meno quello che interno della meccanica sostenuto da un ottimo risultato estero. La ricetta, per il neo presidente Nicola Parenti, l’internazionalizzazione su cui Confindustria sta puntando con una delega specifica.

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IL SISTEMA PIACENZA E’ IN RIPRESA, MA C’E’ UN GAP DI MANUALITA’ NELLA MANODOPERA

L’economa piacentina mostra evidenti segni di ripresa, nonostante le condizioni geopolitiche degli ultimi due anni non giochini certamente a favore, prima tra tutte il conflitto russo ucraino.
Tuttavia, si diceva, il sistema piacenza va avanti, come riferiscono i dati del primo semestre 2023 presentati sul numero 44 di Piacenza economia lavoro e società, nel rapporto congiunturale elaborato dalla provincia di piacenza e dalla camera di commercio dell’Emilia.

All’interno del rapporto congiunturale, è presente un focus sul fabbisogno professionale delle imprese piacentine, che costituisce un indicatore importante per lo sviluppo del territorio. È una istantanea vivace quella che ne esce, forte dei 30 mila nuovi contratti di lavoro stipulati, ma debole sulla forte difficoltà in cui si trovano le imprese nel trovare le figure professionali che desiderano.

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ROLLERI, INDUSTRIALI: “NON SIAMO A RISCHIO RECESSIONE. MA A SETTEMBRE POTREBBE PEGGIORARE”

Dopo un blocco alla propensione degli investimenti avvenuto nelle prime settimane dopo lo scoppio della guerra in ucraina, oggi anche gli imprenditori piacentini si stanno necessariamente organizzando per far fronte alla nuova situazione che il conflitto ha imposto, prima di tutto fare a meno del gas russo. A confermarlo è il numero uno di Confindustria Piacenza Francesco Rolleri che descrive una situazione certamente difficile sia a causa del conflitto ma anche dell’aumento smisurato del costo delle materie prime.

Si prospettano dunque ancora sei mesi di tranquillità dal punto di vista economico frutto degli ordini del 2021. Ma a settembre che situazione si presenterà?

ECONOMIA: CRESCE IL FATTURATO MA CALA LA FIDUCIA DEGLI IMPRENDITORI

Il fatturato cresce quasi del 23 per cento, soprattutto del settore meccanico, l’occupazione pure dopo due anni di forti cali, ma le previsioni per i prossimi mesi non sono ottimistiche, a causa soprattutto dell’aumento delle materie prime registrato lo scorso autunno.

Il quadro che esce dall’indagine congiunturale semestrale di Confindustria Piacenza che mette a fuoco gli ultimi sei mesi del 2021 e i prossimi sei, naviga tra venti contrari. Gli aumenti dei gas e dell’energia hanno portato ad una notevole carenza di materiale elettrico ed elettronico che fa sentire tutta la dipendenza dai paesi extra europei.

PANDEMIA E UNIVERSITA’: “MOLTI STUDENTI SCEGLIERANNO LA DAD”

Si respira ottimismo nonostante i numeri della pandemia non siano confortanti. Un ottimismo dettato dai vaccini che hanno portato alle riaperture della più parte della attività economiche. Il fatturato è in aumento, soprattutto nel manifatturiero e nell’artigianato, l’occupazione pure, gli imprenditori hanno dichiarato che non faranno uso, nei prossimi mesi, della cassa integrazione. Fermo restando che la situazione sanitaria non si aggravi ulteriormente, che il numero delle vaccinazioni aumenti ancora e che le varianti non trovino vita facili tra i non vaccinati.

Tra i tanti cambiamenti di prospettiva che la pandemia ha imposto, c’è anche quello che riguarda il modo della scuola sul quale ad oggi pesa ancora molto forte l’incognita DAD. Discorso leggermente diverso per l’università, dove certamente di privilegerà la didattica in presenza ma si dovrà garantire anche quella on line , perché molto probabilmente ci saranno studenti che volontariamente la sceglieranno. Ne abbiamo parlato con il prof. Paolo Rizzi, direttore LEL Università Cattolica di Piacenza.

CONFINDUSTRIA: BALZO DEL FATTURATO. BUONE LE PROSPETTIVE PER IL FUTURO MA RISCHIO AUMENTO DEI PREZZI

E’ stato il semestre dell’atteso rimbalzo: quello che si è appena concluso è stato per l’industria piacentina i periodo della vera e propria ripartenza, e sono i dati emersi dalla consueta indagine congiunturale svolta da Confindustria Piacenza, a confermarlo. Il fatturato del primo semestre 2021, nel settore manifatturiero, ha registrato un incremento del 18,95 per cento; un risultato supportato soprattutto dal mercato interno +25,38%, mentre quello oltre confine si ferma all’8,26%. Il settore meccanico è quello più rappresentativo dell’economia provinciale: +28,82%, fatturato interno 52,21, estero 10,15%.

PAOLO RIZZI: “E’ UNA CRISI ESOGENA, SONO OTTIMISTA SULLA RIPRESA ECONOMICA”

Paolo Rizzi, docente di economia  e marketing all’Università Cattolica di Piacenza, è ottimista rispetto alla ripresa economica del nostro territorio dopo lo tsunami Coronavirus. “Si tratta di una crisi esogena portata da un virus che ha creato danni pesantissimi in termini di vite umane. Ma la ripresa ci sarà. Lentamente ci si riprenderà”. Tra i settori più colpiti artigianato, commercio e cultura. Perdita del PIL su base annua –

10% per 800 milioni di euro.

PAPARO, CONFAPI: “L’EFFETTO PANICO NON AIUTA. SITUAZIONE ECONOMICA GRAVE”

Dall’emergenza sanitaria a quella economica il passo è molto breve: gli effetti del Coronavirus sono già molto pesanti sulle imprese piacentine, come testimoniano i vari rappresentanti delle categorie economiche. A giorni verrà inviato al governo un documento con le richieste. A Di Profilo il direttore di Confapindustria Piacenza Andrea Paparo.

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