CASTELNUOVO, LEGAMBIENTE: “SULLA LOGISTICA BASTA AMBIGUITA’. PIACENZA HA DATO”

Il nostro viaggio nella logistica piacentina incomincia a Roncaglia, sulla Statale 10, davanti a quel maxi insediamento che occupa 150 mila metri quadrati di suolo, di Akno Group il nuovo business park inserito tra l’autostrada del Sole, il casello di Piacenza Sud e nel bel mezzo del famoso Bollone, il cui perimetro risulta indefinito, ma che tanto da gola agli immobiliaristi inserito nel sito Invest In Piacenza.  Ci siamo fatti accompagnare da Giuseppe Castelnuovo di Legambiente. Siamo arrivati fino all’angolo estremo occupato dai capannoni i località Granella, nel cuore della logistica di Le Mose.

APP, VERDI, M5S SUL BOLLONE: “CHI GOVERNA A PIACENZA, L’AMMINISTRAZIONE O CONFINDUSTRIA?”

Il Bollone, l’area di 2 milioni di mq di superficie tra Borghetto e Roncaglia, continua a tenere banco. In particolare Alternativa per Piacenza, Europa Verde – Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle criticano la partecipazione della sindaca Tarasconi alla fiera degli immobiliaristi di Cannese e Confindustria che promuove l’area sul sito Invest in Piacenza.

Ecco la nota

Com’è noto Confindustria ha presentato alla fiera degli immobiliaristi di Cannes un sito, “Invest in Piacenza”, per promuovere le aree – in parte dismesse ma in gran parte su terreno agricolo – a favore di investimenti produttivi. Iniziativa lodevole se non fosse che l’ “oggetto del desiderio” più attraente è rappresentato dall’ormai famigerato “bollone”, un’area di quasi 2 milioni di mq, compresa fra Roncaglia e Borghetto, destinata – se i cittadini non manifesteranno la propria netta opposizione – alla logistica.

Piacenza e provincia hanno già dato alla logistica, nonostante le promesse più volte espresse in questi anni, di una sua veste più sostenibile, sia da un punto di vista ambientale che dei rapporti di lavoro. In realtà non è cambiato quasi niente e di questo occorre che le pianificazioni urbanistiche comunali (PUG, Piano Urbanistico Generale della città) e provinciale tengano conto, mediante percorsi partecipati reali e non solo di facciata (vedi PTAV, Piano Territoriale di Area Vasta).

Nel promuovere il “bollone” però, Confindustria è andata un po’ oltre ad una legittima iniziativa imprenditoriale, perché ha messo in vetrina ciò che non è ancora vendibile, tenuto conto  che sarà il PUG di Piacenza a definire esattamente l’effettiva destinazione urbanistica di quell’area, che potenzialmente potrebbe rimanere agricola, come noi auspichiamo.

Per questo motivo giudichiamo inelegante e inopportuna  la partecipazione della Sindaca all’ammiccante  kermesse della Costa Azzurra, non solo per l’implicito  messaggio di adesione alle incontenibili pulsioni cementificatorie dell’associazione imprenditoriale ma anche perché il sito “privato” promette ciò che l’amministrazione pubblica deve ancora deliberare. Non è un piccolo dettaglio ma un elemento essenziale e dirimente.

Dispiace ancora di più che, a fronte della condivisibile critica di Legambiente, la Sindaca Tarasconi sostenga che l’Amministrazione a cui compete la decisione urbanistica non avesse titolo a muovere rilievi a privati  che “dicono gatto (in casa d’altri) senza averlo nel sacco”.

A dispetto delle sue precisazioni e del suo impegno ad ascoltare i cittadini nel percorso del PUG, gli speculatori già scalpitano e avanzano addirittura pretese di incassare – e presto – il frutto dei propri investimenti immobiliari (vedi articolo di Libertà del 27 marzo scorso). Confindustria condivide la posizione, anzi rilancia: “noi il bollone non lo toglieremo dal sito, perché ci serve per attirare importanti insediamenti” (Libertà 31 marzo).

Viene dunque spontanea la domanda: chi governa Piacenza? Le amministrazioni democraticamente elette o Confindustria?

Ormai la solfa di creare le aree per nuovi insediamenti l’abbiamo già pagata a caro prezzo, in termini di consumo di suolo, di inquinamento dell’aria e di sfruttamento del lavoro. Cerchiamo invece di impegnarci, come comunità, per preservare il terreno agricolo prezioso che abbiamo ad oggi conservato, contrastare i drammatici cambiamenti climatici in corso, migliorare la qualità dell’aria e della vita dei cittadini e dei lavoratori. Tutti siamo favorevoli alla creazione di nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali per il futuro  ma non crediamo che la cementificazione e la logistica siano l’oggetto dei sogni dei nostri giovani ma solo  il viatico migliore per farli partire lontano da Piacenza con il biglietto di solo andata.

Impegniamoci tutti insieme per prevedere nel PUG e nel PTAV in via di formazione un Parco Agricolo di cintura della città, che favorisca una produzione agricola di qualità e il potenziamento degli scampoli di biodiversità ancora esistenti.

 

PIACENZA E LOGISTICA: DUE MONDI PARALLELI

E’ da 20 anni che la logistica abita nella città. Perché è nell’anima stessa di Piacenza, nel suo genius loci, quale luogo di passaggio che i grandi insediamenti trovano l’habitat naturale. E non solo a Piacenza, il discorso si allarga anche alla provincia con Castel san Giovanni, Monticelli e negli ultimi anni Pontenure. Le ricadute? I ritorni sia in termini di occupabilità sia urbanistici quali sono?

Nel libro presentato all’Isii Marconi Città della logistica, Piacenza territorio lavoro, diversi attori hanno hanno cercato di rispondere a queste domande. 287 pagine scritte grazie a molteplici contributi, in cui, per la verità, manca solo quello ambientalista. Tante voci insomma per affrontare un fenomeno che ha profondamente segnato la storia e lo sviluppo urbano della città negli ultimi 20 anni, a partire dal punto di vista sociale e urbano.

USB: “CONTRO DI NOI UN ATTACCO IDEOLOGICO DA PARTE DELLA PROCURA”

Le lotte sindacali non si arrestano. È lo striscione che campeggia nella sala del park hotel dove per due giorni Usb ha organizzato il convegno La spirale della logistica. Si alterneranno sindacalisti, rsu, lavoratori, avvocati e giornalisti. Ognuno porterà il proprio contributo sulla tema logistica e lavoratori, diritti e vertenze sindacali.

Nel video inziale hanno parlato i lavoratori che ogni giorni vivono nella logistica, le difficoltà con le coooertative appaltatrici e con le multinazionali.

Al centro del dibattito una riflessione sull’inchiesta condotta dalla procura della repubblica di piacenza che ha portato all’arresto di alcuni dirigenti di Usb, poi rimessi in libertà dal tribunale della libertà di Bologna.

LOGISTICA: RINNOVATO IL PROTOCOLLO SULLA LEGALITA’ DEGLI APPALTI. ERA FERMO DA DIECI ANNI

l’ ultimo protocollo risaliva al 2012, dieci anni fa. Era più che impellente rinnovare uno strumento fondamentale per gestire e regolarmente uno dei settori più controversi del tessuto sociale ed economico piacentino, la logistica.

Il nuovo protocollo d’intesa per la legalità e la qualificazione degli appalti di facchinaggio, logistica e movimentazione merci nei poli logistici della provincia di Piacenza, sottoscritto in Prefettura, vede l’adesione dei comuni dove sono presenti i maggiori insediamenti, degli enti ispettivi, delle associazioni di categoria e dei sindacati, oltre che la supervisione delle regione Emilia Romagna.

LOGISTICA RONCAGLIA, LEGAMBIENTE “ALTRO CHE ALLARMISTI, SIAMO REALISTI!”

“Ma che allarmisti, siamo semplicemente realisti!” Lo scrivono sui social e sui profili Facebook alcuni cittadini del circolo di Legambiente Piacenza riferendosi all’immensa area di 1.800.000 mq fra Roncaglia e Borghetto, accanto a quella dove sta sorgendo l’Akno Business Park, l’ultimo dei capannoni della logistica che occupa 147mila mq tra Roncaglia e i Dossi.

“Confindustria mette in vetrina sul proprio sito Invest in Piacenza per eventuali investitori, un’area attualmente agricola di 1.800.000 mq fra Roncaglia e Borghetto – si legge nel post su Facebook di Legambiente –  prima che l’Amministrazione Comunale decida formalmente la sua destinazione d’uso negli strumenti di pianificazione urbanistica e noi saremmo degli allarmisti?Riteniamo che la nostra segnalazione vada nella direzione del rispetto dei cittadini e delle istituzioni.

Meraviglia invece l’impermeabilità assoluta di alcuni imprenditori nei confronti della drammaticità dei cambiamenti climatici in corso, come se non riguardassero il nostro prossimo futuro e quello dei nostri figli. Se invece non è così, ci auguriamo che se ne possa discutere seriamente e approfonditamente nel percorso partecipato di costruzione del PUG (Piano Urbanistico Generale) e del PTAV (Piano territoriale Provinciale).”

E ancora gli ambientalisti si chiedono se esiste davvero la consapevolezza dell’emergenza climatica in corso; per questo chiedono seria valutazione cumulativa di tutti i carichi inquinanti prodotti dagli insediamenti produttivi e logistici presenti nell’area di pianura, da Castel San Giovanni a Fiorenzuola.

“E’ troppo chiedere agli organi preposti alla tutela ambientale misure cautelative per impedire il peggioramento della qualità dell’aria e la tutela dei nostri polmoni e della qualità e aspettativa di vita sana? Nostra e dei nostri figli?” si domandano nel post.

SINDACA E GIUNTA: “NESSUNA POSIZIONE SULLE INDAGINI IN CORSO”

Sindaca e giunta prendono le distanze e smentiscono seccamente quanto scritto da Carlo Pallavicini in merito ai due assessori che avrebbero manifestato, a titolo personale, la propria solidarietà al sindacalista di SiCobas per le vicende relative all’indagine della procura sulla logistica piacentina.

Una nota ufficiale a firma della sindaca Tarasconi e della giunta ribadisce “come l’attuale Amministrazione non intenda prendere posizione, in alcun modo, su indagini giudiziarie in corso. Quanto scritto dal Sig Pallavicini sulla propria pagina facebook circa le dichiarazioni di due assessori, oggi ripreso dalle testate giornalistiche, non trova quindi alcun riscontro nella realtà dei fatti”.

 

MONTANARI USB, REVOCATI I DOMICILIARI: “NOI NON ABBIAMO PAURA”

Il giorno dopo la sentenza in cui il Tribunale del Riesame di Bologna ha disposto la revoca delle misure cautelari per i sei sindacalisti di SiCobas e Usb, uno di loro, Roberto Montanari (Usb) affida a Facebook una lunga riflessione sulla vicenda personale.

“Noi non abbiamo paura” scrive Montanari “non è un’ostentazione di virilità machista (per quanto mi riguarda mi confronto quotidianamente con un sacco di paure, pur cercando sempre di addomesticarle per non farmi travolgere) è una scelta di vita, un imperativo ideologico, è l’ottimismo della volontà. È soprattutto un insegnamento che mi ha dato la militanza nei magazzini della logistica dove si confrontano e confliggono due paure: quella che i padroni esercitano verso i facchini e quella che i facchini mettono in campo per difendersi dai padroni.

Noi abbiamo costruito coi facchini pratiche che contrastassero la paura dei padroni: abbiamo fatto lotte “spaventose”, scioperi che hanno spaventato i padroni e i loro servi, abbiamo agito legittima difesa dallo sfruttamento capitalistico. In questo senso “noi non abbiamo paura”.
Perché non vogliamo restare schiacciati dal peso dell’ingiustizia, vogliamo continuare a strappare risultati fino alla vittoria finale”.
Nel post si fa cenno all’inchiesta della Procura che Montanari definisce “L’anomalia piacentina sta in un ribaltamento di ruoli e gerarchie che ha visto l’operato della questura di Piacenza “imboccare” e dirigere la Procura andando a rafforzare la paura contro i lavoratori. Si sono abbondantemente sottovalutati i numerosi casi di infiltrazione della malavita organizzata nei poli logistici provinciali (sui quali hanno invece indagato gli organi di polizia giudiziaria campani e lombardi con ricadute in casa nostra) e il problema sono diventati quei “delinquenti” dei sindacati conflittuali piacentini che hanno maltrattato le povere multinazionali della logistica”.
Ci hanno dipinto come quelli che strumentalizzavano i facchini che non avrebbero invece avuto alcuna ragione per lamentarsi della loro condizione.
Davvero un’indagine e delle conclusioni da brividi.
Sappiano però lorsignori che per quanto spaventati continueremo a sforzarci di essere, noi, un incubo per i padroni perché noi la paura la vinciamo e la vinceremo”.

VERTENZA ADIDAS: SCIOPERO SOSPESO FINO ALLA FINE DEL MESE

E’ stato sospeso questa mattina lo sciopero in corso al magazzino che gestisce la logistica di Adidas, a Piacenza, presso il magazzino Difarco, in via Strinati al Polo logistico del comune emiliano. Uno stop frutto dell’intervento istituzionale della Prefettura, Comune di Piacenza e regione Emilia Romagna con l’assessore al Lavoro.

Filt Cgil e Fit Cisl con i segretari generali di Piacenza Massimo Tarenchi (Cgil) e Salvatore Buon (Cisl)  sottolineano che lo sciopero è stato sospeso fino al prossimo incontro convocato dalla Regione e a cui Adidas ha garantito la partecipazione. “Ringraziando le istituzioni per la sensibilità mostrata nei confronti delle 200 persone che vogliono da Adidas delle risposte sul loro futuro, l’assemblea convocata questa mattina ha dichiarato al sospensione delle proteste fino al prossimo appuntamento, previsto entro la fine del mese di luglio”, scrivono Filt e Fit Cisl in una nota. I lavori sono ripresi a pieno regime ma “la guardia resta alta in difesa del lavoro e dei diritti di chi lavora per vivere” scrivono Filt Cgil e Fit Cisl in una nota.