CITTADELLA, BANCABILITA’: AMMINISTRAZIONE IN ATTESA DELLA DELIBERA DEL SECONDO ISTITUTO DI CREDITO. MERCOLEDI’ CONVOCATA LA COMMISSIONE 5

Chi si aspettava una cospicua documentazione è rimasto deluso. Sì, perché i documenti che attesterebbero l’affidamento bancario, o più comunemente bancabilità, a garanzia del parcheggio di Piazza Cittadella, consistono, al momento, di un foglio intestato che, oltre all’oggetto, consta di poche righe indirizzate al Comune di Piacenza, al RUP e al dirigente del servizio Pianificazione Urbanistica Massimo Sandoni.

Nel testo, firmato dall’amministratore unico di Piacenza Parcheggi Filippo Lodetti Alliata, si annuncia “l’adozione della delibera bancaria da parte dell’istituto di Credito del Fucino Spa in data 29/05/2024- in qualità di banca capogruppo del pool bancario, finanziatore dell’opera del parcheggio interrato di piazza Cittadella”. Ciò che ha suscitato la maggiori perplessità da parte non solo dei consiglieri, ma pare anche degli uffici preposti ai controlli, in particolare il RUP, è quanto si legge di seguito “una volta adottata la suddetta delibera dalla Banca capogruppo del pool, seguirà -come da prassi bancaria e secondo le relative tempistiche- l’adozione di medesima delibera da parte del
secondo Istituto di Credito costituente il suddetto pool. Sarà nostra cura -come sempre anche nell’ottica della massima collaborazione- comunicare prontamente anche l’adozione di tale seconda delibera”.

La seconda delibera, a cui fa accenno Lodetti Alliata, ad oggi, non è ancora pervenuta agli uffici e questo preoccupa non poco, dal momento che la scadenza perentoria esplicitata dallo stesso direttore generale Canessa, nella commissione del 27 maggio, era il 31 maggio. E’ come se la bancabilità fosse tronca di una parte fondamentale per la garanzia dell’intera opera del valore di 14milioni 700mila euro.

Solo al termine dell’audizione del 31 maggio, incalzato dalle domande dei consiglieri, il manager di Piacenza Parcheggi è entrato nel dettaglio della seconda delibera, che il Comune sta ancora attendendo. “La seconda banca – risponde Lodetti Alliata – ha emesso un term sheet, cioè una comunicazione ufficiale sottoscritta delle condizioni per le quali delibera. Un foglio di accordo,
tra gli istituti di credito che necessita di alcune tempistiche tecniche. Non sono in grado di dare la tempistica di un altro istituto in credito, ma se è arrivata la delibera della prima, sta arrivando anche la seconda”. Con queste parole Lodetti Alliata ha concluso le risposte ai consiglieri.

Per semplificare, con il termine term sheet, si intende un documento scritto che include i principali termini e condizioni di un accordo, i punti chiave stabiliti da entrambe le parti, prima di procedere alla stipula degli accordi e di iniziare la lunga due diligence, cioè l’attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all’oggetto di una trattativa.

Stando quindi alle definizioni, appare chiaro che di lavoro da fare ce n’è ancora tanto. Prima di tutto ottenere la seconda delibera, sapere quale è il secondo istituto di credito e quantificare precisamente quelli che Alliata definisce “tempi tecnici”.

Tutto molto in alto mare, almeno per chi vede i fatti dall’esterno. Se così non fosse sarebbe gradito e rassicurante che dall’amministrazione arrivassero aggiornamenti. Intanto di certo c’è la convocazione, per il 12 giugno, della commissione 5 in cui, si spera, ci saranno nuovi documenti da analizzare.

FIDEIUSSIONE FALSIFICATA: I DUBBI SUL PREMIO DELLA POLIZZA

Una delle domande a cui ruota intorno la vicenda della falsa fideiussione è chi ha ricevuto il bonifico del premio della polizza di 37mila euro se Abarca Seguros sostiene di non aver mai emesso alcuna fideiussione in quel periodo con Piacenza Parcheggi? Questo è uno degli interrogativi chiave perché quel bonifico sarebbe stata la prova della veridicità e dell’esistenza della polizza fideiussoria, tanto da essere una delle prime verifiche eseguite dagli uffici di palazzo Mercanti quando ancora c’era solo il sospetto che qualcosa non quadrasse.

E’ il dirigente ing. Carini che, in una mail del 9 gennaio 2023, chiede alla compagnia Abarca Seguros la conferma del pagamento del premio e la validità della polizza fideiussoria. La compagnia risponde con tre allegati: copia della bozza con firma per accettazione di Piacenza Parcheggi, polizza fideiussoria emessa in data 31 dicembre 2022 con firma digitale certificata e copia del bonifico relativo al pagamento del premio effettuato da un referente della compagnia. La firma è quella dell’amministratore delegato di Abarca Seguros Antonio Silva Lopez. L’indirizzo di posta certificata a cui è indirizzata la richiesta formulata dal Comune è abarsaseguros@mypec.eu e non abarcaseguros@mypec.eu come effettivamente si chiama la compagnia assicurativa portoghese. Un errore, viene da chiedersi?

La risposta arriva leggendo nuovi documenti: è la stessa Piacenza Parcheggi che, in data 4 gennaio 2023, scrive al Comune indicando proprio l’indirizzo Pec  abarsaseguros@mypec.eu a cui rivolgere le richieste. La missiva è stata così inviata a quell’indirizzo pochi giorni dopo, il 9 gennaio, come da indicazione di Piacenza Parcheggi.

Un’anomalia che oggi, allo stato dei fatti accertati (ovvero la polizza risultata falsa), potrebbe assumere una interpretazione particolare. E le domande che ritornano sono ancora: chi ha ricevuto il bonifico del premio da 37mila euro? E soprattutto, il bonifico è stata davvero eseguito dal momento che non risulta essere né della tipologia “urgente” né “istantaneo”?

 

LE STRANEZZE CHE SALTANO ALL’OCCHIO SULLA FALSA FIDEIUSSIONE

Più si leggono i documenti e la corrispondenza tra revisori dei conti, uffici e la compagnia assicurativa portoghese, più si percepisce che qualcosa è sfuggito di mano, o meglio non è stato correttamente considerato, non gli si è dato, insomma, il peso che si doveva.

Nella corrispondenza, protocollata l’11 gennaio 2023,  tra Antonio Silva Lopez, Chief Insurance  Operations Officer Abarca, e il Comune riguardo alla conferma di pagamento del premio a validità della polizza, si specifica che ogni comunicazione per essere valida deve essere trasmessa via Pec “risultante sul frontespizio della polizza”. Ma, a ben guardare, il frontespizio non riporta alcuna Pec, quanto la mail dell’ignaro studio Orlandi.

E ancora, sempre nella nota trasmissione riscontro richiesta di conferma del premio, la ricevuta di versamento allegata da parte di Piacenza Parcheggi sarebbe avvenuta a favore di Pirrera srl (beneficiario) con un bonifico del 29 dicembre 2022 di tipologia non urgente, non istantaneo. Viene da chiedersi se il Comuna abbia fatto le dovute verifiche sul beneficiario e se il bonifico (non essendo istantaneo) sia stato revocato.

Il 27 febbraio 2024 il collegio dei revisori dei conti rileva che “vista la situazione di morosità del concessionario (versamento canone 2023) il
Collegio richiede all’Amministrazione se sia stata avviata la procedura di escussione della polizza fideiussoria”. Una sollecitazione che, unite a quelle più volte ribadite da parte dell’opposizione, assume una particolare rilevanza dal momento che l’escussione avrebbe evidenziato la falsità della fideiussione.

Fa riflettere poi la risposta  dell’amministrazione, in particolare del vice sindaco Perini, alle sollecitazioni del Collegio dei Revisori in merito alle verifiche sugli elementi essenziali della polizza previsti dal contratto di concessione originale a cui fa riferimento anche l’Avvocatura nelle comunicazioni datate 5 gennaio 2023. “Oltre a lasciare interdetti il richiamo ad una nota di un ufficio
interno dell’Ente espressa oltre 15 mesi fa, ci preme evidenziare che
essa è stata oggetto di analisi da parte degli uffici competenti …” è la risposta dell’assessore Perini. Si percepisce quasi un fastidio per un richiamo così lontano nel tempo, da un ufficio che fa parte dell’ente stesso.

Venendo poi a tempi molto più recenti, ovvero il giorno seguente l’annuncio  della sindaca Tarasconi in consiglio comunale, il Collegio dei Revisori, protocollo 8 maggio 2024,  scrive “l’attività di collaborazione ha come destinatario l’organo consiliare dell’Ente e non l’organo esecutivo o l’organo gestionale, che sono invece soggetti al controllo e tale attività è di supporto al Consiglio nella sua funzione di controllo ed indirizzo politico-amministrativo.” La trasmissione degli atti alla presidente Paola Gazzolo aveva come obiettivo rendere edotto il consiglio della situazione che si stava determinando. In verità, la corposa documentazione è arrivata, ai consiglieri, un paio di giorni dopo la notizia della fideiussione falsa.

E ancora i revisori “in data 8 aprile 2024 è già stato trasmesso alla Sua cortese attenzione il verbale n. 11 . In tale verbale già si segnalavano potenziali irregolarità di gestione con particolare riferimento alla fideiussione a garanzia del canone parcheggi piazza Cittadella.” Come a dire che i consiglieri sarebbero già dovuti essere informati da quella data.

 

 

 

FALSA FIDEIUSSIONE: TUTTO QUELLO CHE NON TORNA

Ogni giorno si aggiunge un tassello alla vicenda della falsa fideiussione. Un quadro complessivo che, purtroppo, non rincuora ma segna due posizioni ben nette e definite: da una parte quella degli organismi preposti a vigilare sulla regolarità economica e finanziaria dell’ente (Avvocatura e Collegio dei Revisori dei Conti) e dall’altra l’amministrazione che, animata dal desiderio di portare a casa il risultato, oggi si trova con una polizza fideiussoria falsa tra le mani. Sarà la Procura a stabilire le responsabilità, anche perché sembra che la vicenda abbia margini molto ampi, ben oltre i confini locali.

Sta di fatto che a leggere le carte, in più occasioni, gli inviti ad aprire gli occhi e a fare i dovuti controlli sono arrivati all’indirizzo dell’amministrazione e del direttore generale, oltre un anno fa. La sindaca è inflessibile nel rimarcare che tutti i controlli possibili sono stati eseguiti e che i dubbi sostanziali sollevati da Avvocatura e Revisori sono stati dipanati. Nell’ultimo consiglio comunale è emersa chiara la volontà della prima cittadina di ribadire l’assoluta buona fede e la massima trasparenza con cui ha agito l’ente in questa intricata vicenda.

In questo momento l’obiettivo dell’amministrazione è essere compatta verso un sistema che la vede al centro di una vicenda dai contorni non chiari che, è l’augurio di tutti, si chiariscano il prima possibile. Nei giorni scorsi la sindaca ha avuto un incontro con la maggioranza per ribadire la trasparenza dell’azione amministrativa. Ma pare che alcuni malumori serpeggino. A chi è andato il bonifico del premio della polizza di 37mila euro se Abarca Seguros sostiene di non aver mai emesso alcuna fideiussione in quel periodo con Piacenza Parcheggi? Eppure esiste la richiesta di conferma del pagamento del premio e di validità della polizza protocollata dal Comune il 9 gennaio 2023. Una richiesta eseguita, tramite Pec, dall’ingegner Carini. A ben guardare le carte, si nota che nell’indirizzo Pec vi è riportata la dicitura abarsaseguros@mypec.eu e non abarcaseguros@mypec.eu come effettivamente si chiama la compagnia assicurativa portoghese. Un errore poi corretto? Oppure effettivamente si tratta dell’indirizzo corretto?

Resta il fatto che sono giornate molto tese a Palazzo Mercanti, soprattutto guardando al futuro della pratica Piazza Cittadella: i lavori per il parcheggio dovranno partire solo con l’assoluta certezza che possano essere portati a termine, il rischio, in caso contrario, sarebbe quello di trovarsi con un cantiere infinito.

 

 

ANCHE IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI ESPRESSE DUBBI SULLA POLIZZA

Dopo l’Avvocatura (di cui abbiamo dato notizia qui https://www.zerocinque23.com/attualita/falsa-fideiussione-il-chi-va-la-dellavvocatura/ )

anche il Collegio dei Revisori dei Conti aveva avvertito il Comune a prestare particolare alla polizza fideiussoria rivelatasi falsa. In particolare, in un verbale dell’8 aprile 2024 il collegio scrive che “essendo il canone annuo concessorio garantito da polizza fideiussoria, il Collegio nutre seri dubbi che tale polizza emessa da Abarca Seguros  risponda al alcuni elementi essenziali previsti dal contratto di concessione originario, cioè: le fideiussione bancarie o assicurative rilasciate da un intermediario finanziario, dovranno prevedere la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale e la loro operatività dovrà essere stabilita entro 15 giorni a richiesta scritta del concedente”.

Nel verbale, Il Collegio richiede che l’amministrazione svolga e approfondisca le osservazioni riportate anche alla luce delle comunicazioni a firma dell’Avvocatura in data 5 gennaio 2023. Il Collegio, inoltre, dichiara necessaria anche la conferma da parte di specialisti terzi in merito alla validità della polizza quinquennale e della sua escutibilità, che confermi, “con assoluta certezza”, che i termini previsti per l’incasso del credito garantito anno 2023 non siano scaduti.

A questo proposito il Comune fa richiesta di un parere da parte di uno studio legale romano che confermerebbe la validità della polizza. Un parere che, insieme alle PEC con copia della fideiussione firmata da Piacenza Parcheggi e digitalmente da Abarca Seguros (allegata c’è anche il documento di identità dell’amministratore Antonio Silva Lopez) e alla copia del bonifico di 37mila euro relativo al pagamento de premio, ha tranquillizzato l’amministrazione sulla veridicità della polizza rivelatasi, di lì a poche settimane, falsa.

FALSA FIDEIUSSIONE: IL “CHI VA LA'” DELL’AVVOCATURA

Le avvisaglie a stare all’occhio ci sarebbero state eccome. La polizza fideiussoria a garanzia del canone 2023 da 1 milione 200 mila euro, risultata essere falsa, era stata sottoposta ad una istruttoria di base, da parte dell’Avvocatura, quando pervenne già in forma di bozza, il 29 dicembre 2022, pochi giorni prima della emissione, il 3 gennaio 2023 dalla succursale di Madrid della compagnia assicurativa Abarca Seguros.

Da fonti ben informate del Comune, risulta che il broker dell’ente, non avendo mai avuto rapporti con la compagnia portoghese in questione e non sapendo fornire indicazioni in merito alla solvibilità e solidità della stessa, invitava l’ente ad attenzionare la condizione di polizza secondo cui “la polizza non si intende stipulata e non crea alcun vincolo giuridico se non è firmata da tutte la parti e se il premio non è pagato”. Una condizione che è rimasta tale anche nel testo della polizza. Ma ci sono anche altri due aspetti da tenere in considerazione: la firma del rappresentante legale di Piacenza Parcheggi spa e la discordanza tra frontespizio e testo contrattuale della polizza.

Intanto, il Comune ha comunicato che Piacenza Parcheggi ha saldato, per intero, il canone 2023 per il servizio di gestione dei parcheggi a pagamento nel territorio comunale, per un totale di 1 milione e 37mila euro. Il Comune ha provveduto, inoltre, a inviare al concessionario formale richiesta di sostituzione immediata della polizza fideiussoria risultata falsa.

PIACENZA PARCHEGGI: “PAGHEREMO SUBITO IL CANONE 2023 AL COMUNE. LA FIDEIUSSIONE CI RISULTA VALIDA”

A prendere la parola, ora, è Piacenza Parcheggi spa, la società che gestisce gli spazi di sosta a pagamento nel comune di Piacenza. Lo fa, dopo che sulla stampa locale, sono comparsi articoli rispetto alla veridicità della fideiussione assicurativa a garanzia del canone minimo garantito emessa in favore della
Amministrazione Comunale.

Ecco la nota:

Ebbene, da tutte le evidenze oggi in possesso e a conoscenza della società concessionaria, la garanzia di cui sopra risulterebbe essere assolutamente valida, efficace e nel pieno del proprio periodo di vigenza (scadenza prevista
31.12.2027). La stessa è stata regolarmente pagata e transata da broker assicurativi professionali, dei quali la società si è sempre avvalsa al fine di ottenere le polizze assicurative necessarie alla gestione delle proprie attività operative e contrattualmente previste dall’atto di Convenzione vigente con il Comune di Piacenza.
Di più, risulta essere agli atti dell’Amministrazione Comunale idonea p.e.c. di conferma della validità della polizza, inviata dalla compagnia assicurativa emittente, ricevuta dal Comune di Piacenza in data 11.01.2023.
Le notizie oggi riportate dagli organi di stampa, relativamente alla asserita falsità della garanzia fideiussoria, riportano profili di assoluta gravità e pertanto la società concessionaria non ha esitato ad attivarsi al fine di fare
chiarezza. Abbiamo pertanto inviato comunicazioni dirette alla società emittente la polizza assicurativa, al fine di comprendere la fondatezza delle notizie emerse e restiamo in attesa di riscontro da parte della stessa.
Se, per qualunque motivazione, dovessero in alcun modo emergere profili di illegittimità, falsità o comunque invalidità della garanzia fideiussoria in argomento, la società concessionaria non esiterà a difendere i propri interessi
in qualunque sede giudiziaria, nessuna esclusa, al fine di affermare – in primis – la propria totale estraneità a fatti illeciti connessi all’emissione della polizza in favore del Comune di Piacenza, nonché per ottenere la tutela dei
propri diritti ed il risarcimento del danno patito, risultando di fatto parte lesa di tale vicenda, avendo subito tutti i costi e le incombenze relative alla emissione della polizza di cui sopra e avendo versato tutti i canoni contrattualmente dovuti in favore dell’Amministrazione.

Si ribadisce infatti, che la polizza in argomento risulta essere stata negoziata da broker professionali iscritti agli albi normativamente previsti, risulta essere stata integralmente pagata e consegnata alla Amministrazione Comunale in
assoluta buona fede, in ossequio agli obblighi contrattuali.
Comunque, ribadendo la totale ed assoluta estraneità della società concessionaria ad eventuali atti fraudolenti relativi alla asserita falsità della polizza a garanzia dei canoni concessori, la società Piacenza Parcheggi spa, al fine di evitare inutili quanto dannose strumentalizzazioni, comunica che pagherà nell’immediato il canone relativo all’annualità 2023 pur avendo già assunto formale impegno con il Comune di saldare il canone stesso al
30 giugno prossimo. Tale decisione vuole, ancora una volta, andare incontro alle posizioni della Amministrazione Comunale e dimostrare la totale infondatezza di alcune asserzioni che si leggono sugli organi di stampa
relativamente a paventate – quanto inesistenti – problematiche finanziarie della società, o di strumentali dilazioni temporali di sorta rispetto alle chiare e precise obbligazioni contrattuali che la stessa società ha sottoscritto con
l’Amministrazione Comunale.

In ultimo, nella denegata ipotesi che la garanzia fideiussoria di cui sopra risultasse non essere valida ed efficace – o addirittura contraffatta come emergerebbe dalle notizie di stampa – la società concessionaria si attiverà
immediatamente per la sostituzione della stessa con una polizza fideiussoria alternativa, pienamente rispondente ai crismi contrattuali previsti.