IL CASO DI “PIACENZA E L’ECONOMIA DEI PACCHI” ARRIVA SUL CORRIERE DELLA SERA

Il Corriere della Sera dedica un approfondito articolo al tema della logistica piacentina, definendo Piacenza, oltre che capitale della logistica, “l’economia dei pacchi, una città che non dorme mai, un via vai giorno e notte di camion, furgoni, merci, persone che hanno trasformato Piacenza in una sorta di magazzino globale delle merci grazie alla presenza di alcuni dei maggiori player mondiali a partire da Amazon e Ikea che hanno collocato qui i loro centri di smistamento. Ma a che prezzo?”

Una domanda che noi, del posto, ci facciamo da tempo: a quale prezzo tutto questo in termini di qualità del lavoro, di territorio, di occupazione di suolo. A che ci porta tutto questo? L’antico dilemma di come far convivere sostenibilità e logistica è un tema che divide, sempre.

Claudio Del Frate, autore del pezzo, definisce “L’intera zona è stata come centrata da un meteorite che ha ribaltato non solo il paesaggio e l’economia ma anche i rapporti tra le persone, le risposte attese dalla politica”. 14mila persone lavorano, a Piacenza, nella logistica, che diventano 40mila con l’indotto, con l’effetto che l’età media dei residenti si è leggermente abbassata ma i salari sono mediamente inferiori a quelli pagati nel resto dell’Emilia Romagna, secondo la Cisl. E poi c’è il consumo di suolo: 699 metri quadrati per abitante nel 2023, contro una media nazionale di 365.

Chi la logistica la vive in prima persona, direttamente sono i lavoratori, quelli dei camion, dei furgoni e, alla peggio, quelli che raggiungono i capannoni in monopattino o in bicicletta, sfidando le intemperie o il pericolo della via Emilia. I sindacati di base hanno qui lo zoccolo duro degli iscritti; Roberto Montanari, segretario provinciale USB, intervistato dal Corriere, è tra quelli arrestati due anni fa con l’accusa di avere fomentato gli scontri e i conflitti con le aziende: “Siamo tutti orgogliosi di quanto fatto per far emergere malaffare. Siamo dei rompicoglioni? Si ma abbiamo salvato vite umane. Letteralmente”. Poi ci sono i contratti atipici, sempre più brevi per far fronte ai cosiddetti periodi di picco, fino a poco tempo fa il tetto era del 35 per cento, “con il nuovo contratto – denuncia Montanari – questa quota potrà salire al 41. Quindi il lavoratore si sentirà sempre più sotto ricatto, accetterà di alzare i ritmi, ad esempio di movimentare 200 colli all’ora anziché 150 in cambio di 100 euro”.

Nell’articolo viene pure riportata la ricerca che sta portando avanti il Comune, in particolare l’assessorato al Welfare, sui principali bisogni dei lavoratori, una su tutte “l’emergenza casa – conferma l’assessore Nicoletta Corvi – Il 60per cento delle persone interpellate vive in affitto, il 3 per cento addirittura in auto. Chi ha contratti a termine fatica ancora di più perché gli affitti brevi sono rari; talvolta si ricorre alla convivenza tra più colleghi. La risposta? Non può arrivare in toto dal Comune, chiediamo corresponsabilità alle aziende”.

L’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini afferma “il nostro orizzonte è fermare il consumo di suolo e introdurre regole”, riferendosi al criterio di perequazione, secondo cui le superfici non potranno espandersi oltre il 3 per cento. “Puntiamo al riutilizzo di aree già edificate – dice Fantini – e siamo pronti ad accogliere nuove richieste. Ma la città in qualche modo dovrà essere anche risarcita”. In che modo è difficile, oggi, da immaginare.

 

HUB URBANO CITTA’ DI PIACENZA: LE IMPRESE DEL CENTRO POSSONO ADERIRE, GRATUITAMENTE, ENTRO IL 7 MARZO

C’è una legge regionale, la 12 del 2023, che intende favorire lo sviluppo dell’economia urbana verso modelli innovativi di riqualificazione, sostenibilità, potenziamento e gestione della rete dei servizi e degli spazi urbani, con l’obiettivo di raggiungere e consolidare una maggiore competitività. Per questo è nato l’Hub Urbano della città di Piacenza che coinvolge la totalità del centro storico con 1149 spazi commerciali per un totale di 2264 vetrine. All’Hub aderiscono, oltre il Comune, la Camera di Commercio, l’Unione Commercianti, Confesercenti, Cna, Confedilizia, Fiaip, Fimaa e Associazione Vita in centro a Piacenza. Tutti questi enti sono riuniti in un accordo di partenariato per una collaborazione continuativa e strutturata. Le imprese del centro storico possono aderire gratuitamente all’accordo entro il 7 marzo.

https://fb.watch/xOQe1d5VIr/

SI COBAS: IN CORTEO PER IL DIRITTO DI MANIFESTARE

Dignità e diritti sono stati i principi che hanno ispirato la manifestazione organizzato dal sindacato Si Cobas che si è raccolto ai giardini Margherita, fino in Piazza Cavalli, passando per via Roma. Circa 200 i partecipanti, tra cui anche alcuni membri di Alternativa per Piacenza. Al centro della mobilitazione richiamare l’attenzione sui richiedenti asilo che, in piena notte, stazionano davanti alla questura per il giorno successivo E poi il tema della repressione, che vede oggi oltre mille procedimenti penali nei confronti di lavoratori o attivisti sindacali.

https://fb.watch/xOHs92-o5G/

POLISPORTIVO: RIPARTE L’ITER PER LA RIQUALIFICAZIONE. OK ALLA VARIANTE GLAUKOS. PISCINA COPERTA DA DEMOLIRE

“Riparte l’iter per la riqualificazione del Polisportivo Franzanti dopo lo stop dello scorso dicembre dovuto alla rilevata impossibilità, per motivi tecnici, di ristrutturare l’edificio che oggi ospita la piscina coperta e che, nel progetto originario della società veronese Glaukos, avrebbe dovuto ospitare spazi dedicati alla ginnastica artistica”. Così recita la nota dell’amministrazione in cui viene annunciato la scelta della variante proposta da Glaukos e lo scarto della proposta del Consorzio Leonardo.

“La Giunta guidata dalla sindaca Katia Tarasconi, con voto unanime, ha approvato la variante progettuale proposta dalla stessa Glaukos considerata “pienamente aderente all’interesse pubblico” deliberato dal Consiglio comunale lo scorso 16 settembre; una variante che consentirà un risparmio economico di oltre 2 milioni e 286mila euro sul totale dell’operazione complessiva a carico dell’ente. Tutto ciò, garantendo la stessa offerta di attività sportive. “In particolare – si legge nella delibera di Giunta – preserva la fruibilità degli spazi destinati alla pratica della ginnastica artistica che continueranno ad essere svolti nell’edificio attuale”.

“Niente più trasloco nello stabile che oggi ospita la piscina coperta, che verrà demolito, ma riqualificazione degli spazi attuali”.

«Saranno spazi rinnovati – commenta la sindaca – nei quali chi pratica la ginnastica artistica potrà allenarsi come ha fatto finora, potendo però contare su ambienti risanati, più belli e inseriti in un contesto che sarà all’avanguardia e di grande pregio, come Piacenza merita».

Di certo l’idea iniziale di lavorare sullo stabile della piscina coperta avrebbe garantito un aumento dello spazio a disposizione della ginnastica, ed è per questo motivo che era stata considerata positivamente. Di fronte all’impossibilità strutturale di metter mano a quell’edificio, tuttavia, Glaukos ha avanzato al Comune due proposte: la “variante 1 bis” e la “variante 2 bis”. La seconda prevede la demolizione e successiva ricostruzione dell’edificio “E”, ovvero l’attuale piscina coperta, ma con un aggravio di costi che l’amministrazione comunale ha ritenuto insostenibile: oltre tre milioni complessivi in più sul totale. Ipotesi dunque scartata.

La Giunta ha ritenuto inoltre di considerare non adeguata la nuova proposta arrivata dalla società Consorzio Leonardo Servizi e Lavori che comprende, tra i vari aspetti, il finanziamento dell’opera tramite un’operazione di locazione finanziaria il cui piano di ammortamento prevede un contributo complessivo di oltre 39 milioni e 744mila euro a carico dell’ente di Palazzo Mercanti da corrispondere nell’arco di vent’anni. Un incremento del contributo finanziario a carico del Comune considerato eccessivo e a fronte del quale, si legge in delibera, «non si rilevano elementi migliorativi rispetto alla procedura già in corso, sia rispetto allo strumento giuridico della locazione finanziaria, sia rispetto agli aspetti economico finanziari, sia rispetto agli aspetti tecnici in relazione al rapporto qualità/prezzo tali da interrompere o sospendere il procedimento in corso sul quale il Consiglio comunale ha già disposto il pubblico interesse con deliberazione n. 33 del 16/09/2024 valutando anche in quella sede lo strumento della locazione finanziaria».

Scartata dunque la nuova proposta del Consorzio Leonardo, scartata anche la variante 2 bis di Glaukos, c’è luce verde alla “variante 1 bis” della stessa società veronese. A questo punto può ripartire l’iter istruttorio: gli uffici dovranno acquisire da parte di Glaukos il Progetto di fattibilità tecnico-economica aggiornato e il relativo Piano economico-finanziario asseverato, dopodiché si passerà in sede di Conferenza dei servizi decisoria”.

GIORNO DEL RICORDO, TARASCONI: “MEMORIA TROPPO A LUNGO OFFUSCATA”

Si è svolta ai Giardini Martiti delle Foibe di via Trivioli la cerimonia per il Giorno del Ricordo; erano presenti le autorià cittadine, le associzioni combattentistiche e alcuni alunni delle scuole primarie. “Troppo a lungo la memoria di questo tragico evento è stata offuscata da un processo di rimozione politica che ne ha impedito il pieno e legittimo riconoscimento – ha detto la prima cittadina Tarasconi – onorare questa ricorrenza significa rinnovare il senso di partecipazione al dramma della popolazione istriana e giuliano dalmata”.

NUOVI ALLOGGI SOCIALI IN VIA SBOLLI, UNA RISPOSTA CONCRETA AL DOPO DI NOI

Eccoli i due nuovo alloggi sociali per l’autonomia abitativa delle persone con disabilità. Sono stati realizzati con i fondi Pnrr concessi al comune come capofila del distretto Città di Piacenza, per un finanziamento complessivo di 536.200 euro. Le persone qui accolte, tre per appartamento, potranno seguire percorsi individualizzati di sostegno all’autonomia, tirocini formativi e di inserimento lavorativo, oltre che corsi di alfabetizzazione digitale.

Gli appartamenti sono al piano terreno, ai civici 9 e 11 di via Sbolli, privi di barriere architettoniche, potranno ospitare in tutto sei persone più un operatore della cooperativa sociale La Gemma che le affiancherà come figura assistenziale.

Ad oggi, il bacino di utenza in carico al Servizio è composto da 450 persone con disabilità fisica, intellettiva o sensoriale dai 18 ai 65 anni circa, di cui 65  inserite in centri socio-occupazionali,  83 frequentanti i centri socio-riabilitativi diurni, 79 coinvolte in tirocini formativi; inoltre, attraverso l’accreditamento comunale, 5 persone stanno usufruendo di un percorso individualizzato all’interno di una cooperativa del territorio.

>

RACCOLTA RIFIUTI PUNTUALE, IREN: “LA DIFFILCOLTA’ MAGGIORE E’ IL CAMBIAMENTO”. POTENZIATA LA COMUNICAZIONE. CENTRO DESTRA “SISTEMA FALLIMENTARE”

A parere dei vertici di Atersir e Iren è questione di abituarsi al cambiamento e all’inziale disorientamento che la novità porta con sé. Stiamo parlando del sistema di raccolta puntuale dei rifiuti che entrerà a pieno regime, anche a Piacenza, a partire dal 2026. “Attualmente – ha precisato l’assessore all’ambiente Serena Groppelli – siamo nella fase di comunicazione e di conferimento dei bidoncini ai cittadini, per partire, il prossimi anno, con la vera e propria raccolta puntuale. Quest’anno ci servirà anche per capire le difficoltà e proporre insieme soluzioni anche per rimodulare i servizi. L’obiettivo – specifica l’assessore – è quello regionale di arrivare all’80 per cento nel 2027, oggi siamo al 75 per cento”.

La commissione ad hoc era stata chiesta dalla minoranza proprio per capire se esistono margini di modifica del nuovo sistema definito dalla consigliera Sara Soresi “fallimentare perché crea disagi enormi ai cittadini, le segnalazioni sono quotidiane, a partire dai bidoncini che invadono i marciapiedi soprattutto nelle zone dove sono presenti più condomini. Pensiamo poi – ha proseguito la consigliera – alle famiglie con bambini piccoli che indossano pannolini che producono più rifiuto residuo, col rischio che venga lasciato in strada per giorni; è possibile un’alternativa alla sistemazione sui marciapiedi? avete pensato ad un sistema di controllo effettivo per evitare l’abbandono dei rifiuti? – ha chiesto Soresi”.

“Riceveremo tutte le segnalazioni per capire come e dove migliorare – ha detto Vito Belladonna direttore di Atersir: “L’obiettivo è di recuperare dai rifiuti il massimo possibile di residui per limitare il consumo di nuovi materiali di cui siamo scarsi. Questo è il focus”.

Federica Grassi, amministratore delegato di Iren Piacenza ha spiegato che “il modello, già adottato con ottimi risultati a Reggio Emilia e Parma, è quello con contenitori da 40 a 120 litri per le utenze domestiche e superiori per quelle industriali/non domestiche, con lettura delle quotature effettuate in base all’esposizione. Abbiamo avviato un tavolo tecnico per esaminare le situazioni più critiche nell’applicare il modello proposto dalla gara, anche suggerendo modelli di flessibilità come accesso controllo ma anche le casette informatizzate, accessibili h24. Per il resto delle altre accolte nulla cambia. Il tema degli abbandoni è cogente e deve essere valutato: sono previste attività di raccolta nella micro discariche e accertatori per ricondurre ad un soggetto la responsabilità dell’abbandono. Non possiamo certamente sottovalutare le difficoltà che incontrano i cittadini davanti alla novità – ha ammesso Grassi – per cui dobbiamo offrire dialogo attraverso assemblee  e incontri. Tutte le chiamate ai nostri canali vengono monitorate e tracciate. La comunicazione è molti importante, per far comprendere ai cittadini l’applicazione di un modello. La difficoltà maggiore è il cambiamento di abitudine. Con un percorso lungo credo che si risultati arriveranno”.

Per quanto riguarda il tema dei controlli, il presidente di Iren Piacenza Samuele Raggi ha spiegato che “gli accertatori sono passati da due a sei, di cui due nel comune di Piacenza – ribandendo come – per noi la comunicazione è fondamentale per cui abbiamo un calendario di incontri pubblici, oltre che aumentare la distribuzione di materiale informativo”.

Una novità sarà l’introduzione delle eco-station, ad accesso controllato per le 24 ore. “Sarano estese a tutta la città – ha spiegato Domenico Mazzocchi responsabile provinciale raccolta e spazzamento Iren – ma non devono essere intese come metodo alternativo di raccolto, ma esclusivamente complementare, pensate soprattutto per gli anziani che hanno difficoltà a muoversi e delegano la raccolta e per chi, sapendo di andare in ferie, non può portare il bidoncino dell’indifferenziata fuori la sera prima della raccolta”.

TAGLIO DELL’IMU PASSA ANCHE CON IL VOTO DEL CENTRODESTRA. APP CONTRARIA. TARASCONI: “AVREMO MENO ALLOGGI SFITTI E PIU’ CANONI AGEVOLATI”

Per la maggioranza si tratta di un’azione concreta per rispondere alla crescente emergenza abitativa, per l’opposizione, invece, è mero opportunismo politico; ma alla conta dei voti, il provvedimento del taglio dell’Imu per i proprietari di case, compresi enti del terzo settore e Onlus, è passato con il parere favorevole di tutto il centrosinistra, dei Liberali e pure del centrodestra, contraria solo Alternativa per Piacenza.

Il provvedimento, illustrato con enfasi dall’assessore al Bilancio Gianluca Ceccarelli, prevede un abbassamento l’Imu (Imposta Municipale Unica) per i proprietari di abitazioni, compresi gli enti del Terzo settore e le Onlus; “una scelta che rappresenta l’impegno concreto dell’Amministrazione ad assicurare un minor carico fiscale per i proprietari di case in modo che ciò influisca positivamente sui canoni d’affitto e, più in generale, sul “benessere” della comunità – ha spiegato Ceccarelli – non solo affitti ridotti, soprattutto per studenti e categorie più fragili, ma anche maggior utilizzo del patrimonio immobiliare esistente con conseguente minor consumo di suolo”.

A Piacenza l’aliquota Imu a canone concordato sarà pari allo 0,49%. A Parma è 0,80, a Ferrara è più del doppio: 1,06. E uscendo dall’Emilia-Romagna, anche a Cremona l’aliquota è 1,06, a Pavia è 0,96, ad Alessandria è 0,86. Esempi portati dall’assessore per dimostrare che “il Comune di Piacenza si attesterà, con questo provvedimento, tra i quelli con le aliquote Imu più basse in Italia e in assoluto l’ente più virtuoso dell’Emilia-Romagna in questo senso”.

La manovra, che vale 439mila euro in meno per le casse comunali, dovrebbe favorire gli affitti calmierati oltre che rimettere sul mercato gli alloggi sfitti a fonte della domanda sempre più elevata; una somma che per il centrodestra è “poco coraggiosa”  e che per ApP finisce per danneggiare i più poveri come una “patrimoniale al contrario”.

“Si è arrivati a questa misura dopo un’attenta e difficile analisi sull’impatto del bilancio comunale che non consente ampi margini – ha spiegato la sindaca Tarasconi – non risolveremo il tema case ma abbiamo dato un indirizzo politico, andare su un canone concordato che è uno dei più bassi in Italia segna un indirizzo. Non centra il coraggio, ma solo i numeri, i conti per capire se possiamo permetterci questo passo: speriamo così che ci siano più immobili sul mercato a canone concordato e meno sfitti”.

“Un provvedimento che strizza l’occhio a quella parte del mondo liberale che vi ha aiutato a vincere le elezioni – ha bollato così la manovra il consigliere della Lega Luca Zandonella – non vi è alcun regalo per i piacentini; questa amministrazione brilla per gli aumenti, non ci dimentichiamo l’aumento dell’Irpef, i fatti parlano chiaro”.

“Difficile comprendere il senso di questa delibera, se non un opportunismo politico – ha detto il consigliere di ApP Luigi Rabuffi che ha riportato alcuni dati – a Piacenza ci sono 113 mila alloggi, di questi 57.994 ad uso abitativo. Le famiglie censite dal Comune sono 49007. Quindi c’è una differenza 8800 (quasi 9 mila) immobili non occupati da nuclei familiari. Chi ci sta dentro? Si tratta di affitti in nero a studenti universitari, operatori della logistica? Dentro a questo Comune dovremmo trovare una risposta – è la dura esortazione del consigliere Rabuffi – e magari troveremmo quote di Imu e Irpef non pagate. Il Comune cosa sta facendo per cercare di capire chi abita quegli alloggi?”

“Ogni misura che non aumenta le tasse per i cittadini è positiva, però non è merito di questa amministrazione se siamo tra quei comuni con le aliquote Imu tra le più basse – è la posizione della capogruppo di FdI Sara Soresi – non è giusto cadere nella propaganda o negli slogan facili. Il paragone con l’aumento dell’Irpef non regge: chi ha pagato di più con l’Irpef non è detto che oggi stia tra i beneficiari di coloro che godono della diminuzione dell’Imu. Gli importi in gioco sono imparagonabili. È solo una mossa di opportunità politica per accaparrarsi le simpatie dei liberali, una marchetta elettorale. Questa amministrazione si sta per forza preparando al 2027. All’inizio de mandato ha alzato l’Irpef, oggi, a metà del mandato, cerca di addolcire la pillola con un piccolo contentino”.

E se la consigliera della civica di centrodestra Barbara Mazza parla di “toni trionfalistici fuori luogo da parte dell’assessore Ceccarelli”, il collega Massimo Trespidi lo definisce “un provvedimento frutto di una scelta politica che vuole diminuire la pressione fiscale, e che quindi si incammina nella giusta direzione. Ma non si tratta di un provvedimento lungimirante perché nel documento delle linee di mandato di questa amministrazione non se ne fa cenno, né si parla di locazioni o affitti. Definirlo “lungimirante” è coraggioso. La vera sfida politica è tornare alla precedente aliquota Irpef, i piacentini allora sì che vi ringrazieranno. Noi non siamo per fare le moine ai portatori di interesse, e non  dovreste esserlo neppure voi” rivolgendosi alla maggioranza.

E se per il consigliere del PD Salvatore Scafuto questo provvedimento “porta Piacenza a diventare uno dei comuni con la più bassa aliquota in regione, incentivando a mettere sul mercato il patrimonio abitativo esistente e a ridurre il costo dell’affitto”, per la consigliere della civica di centrodestra Patrizia Barbieri “è un provvedimento debole, un provvedimento fuffa. La scelta coraggiosa sarebbe quella di portare l’Irpef come era nel 2022, se riuscirete a fare questo inciderete in modo importante”.

“Ho visto il centrodestra un po’ in difficoltà – ha detto il capogruppo del PD Andrea Fossati – perché questo è in provvedimento concreto. Vi porto un esempio: molte famiglie a Piacenza hanno un secondo immobile, magari da destinare ai figli. Queste seconde case potrebbero essere vuote, perché vecchie e da ristrutturare. Con questo provvedimento si cerca di dare una scossa per quanto riguarda gli immobili sfitti. E’ pur sempre una riduzione della tassazione”.

“Le politiche della sinistra si connotano per essere redistributive – ha detto la parlamentare del PD Paola De Micheli – ed è quello che è successo anche a Piacenza nei primi anni di amministrazione Tarasconi. Sappiamo quanto sia importante avere una casa; la manovra di oggi punta anche a dare uno stimolo a questo, per mettere sul mercato qualche immobile in più rispetto a prima. La manovra di oggi va a braccetto con la riduzione dell’irpef. La riduzione dell’Imu non è in contraddizione con l’incremento dell’Irpef accompagnato all’innalzamento della fascia di esenzione totale, in una città come la nostra con un reddito pro capite al di sopra della media. Questo percorso si completa oggi e si capisce la logica di una serie di misure che abbiamo preso fino ad oggi. È abbastanza? No, ma questo è un primo passo”.

 

PIANO URBANO DEL TRAFFICO: DIVIDERE I PERMESSI DI ACCESSO DALLE SOSTE. OBIETTIVO MENO AUTO PARCHEGGIATE IN STRADA

Zone 30, zone scolastiche, accessi ztl, nuove rotatorie e nuovi percorsi ciclabili in sicurezza. Sono i contenuti del PUT, il Piano Urbano del Traffico, illustrate dagli estensori nel corso delle commissioni congiunte urbanistica e sviluppo economico. “Siamo nella fase di preadozione – ha specificato l’assessore Matteo Bongiorni – “ci sembrava corretto fare questo passaggio per avviare la fase di informazione e confronto”.

Tito Stefanelli e Sofia Pechin, consulenti della società Trt, sono entrati nel dettaglio del Piano in vista della presentazione pubblica del 30 gennaio in Sant’Ilario. Una delle novità più importanti sarà quella di dissociare i permessi relativi ai permessi da quelli delle sosta. A Piacenza le autorizzazione per gli accessi giornalieri e pomeridiani ha superato i 25mila pass, l’obiettivo è ridurre gli ingressi e utilizzare altre mobilità. Ma tornando alla novità della separazione dei permessi, l’idea è quella che chi accede al posto auto non sosti in ztl; la proposta infatti è quella di introdurre un sistema tariffario in due aree A e B.

La ratio è preservare il centro della città senza penalizzare i residenti. Molti garage del centro vengono utilizzati come magazzini e le auto posteggiate fuori. “Questo si vuole evitare – ha specificato Stefanelli – perché una città con meno auto lungo la strada è certamente più vivibile anche per le utenze più deboli”.

Rispetto al tema del rilascio dei pass, l’assessore Bongiorni ha ribadito “la volontà di mettere ordine nelle regole di ingresso, senza pensare a interventi massivi di revisione del perimetro. Al momento l’allargamento della Ztl non è in programma, anche se stiamo pensando a ipotesi limitate come quella nell’area di via Giordani e via San Siro. Ci stiamo ragionando senza preclusioni”.

Altro tema forte del PUT sono i servizi di co-mobilità che verranno potenziati attraverso la promozione dell’uso delle aree per i servizi park and ride. I parcheggi scambiatori diventano fondamentali per mettere in pratica e promuovere l’adozione di una mobilità alternativa all’auto.

Verranno realizzate nuove rotatorie e nuove ciclabili; a questo proposito da alcuni consiglieri è arrivata la domanda se e come tutelare le alberature per far posto a questi interventi. “Terremo conto degli alberi sul quei tratti – ha risposto Stefanelli, ricordando che “non sempre però la soluzione migliore preserva tutte le piante, bisogna fare attenzione a questi compromessi. Preservare a tutti i costi non è sempre corretto. Occorre manutenzione e sostituzione delle piante obsolete”.

ABBASSAMENTO DELL’IMU: OK DELLA GIUNTA. “PIACENZA L’ENTE PIU’ VIRTUOSO DELLA REGIONE”

Abbassare l’Imu per i proprietari di abitazioni, compresi gli enti del Terzo settore e le Onlus. E’ la manovra approvata oggi dalla Giunta Tarasconi. Se otterrà il voto positivo del Consiglio, il Comune di Piacenza si attesterà tra i quelli con le aliquote Imu più basse in Italia e in assoluto l’ente più virtuoso dell’Emilia-Romagna in questo senso. Una scelta che rappresenta l’impegno concreto dell’Amministrazione ad assicurare un minor carico fiscale per i proprietari di case in modo che ciò influisca positivamente sui canoni d’affitto e, più in generale, sul “benessere” della comunità: non solo affitti ridotti, soprattutto per studenti e categorie più fragili, ma anche maggior utilizzo del patrimonio immobiliare esistente con conseguente minor consumo di suolo.

E’ di questo pomeriggio l’ok della giunta alla riduzione delle aliquote Imu per il 2025; una proposta di delibera di grande impatto per la città, una delle più importanti dall’insediamento dell’attuale amministrazione. La manovra è frutto di un lungo lavoro che ha visto impegnati in prima linea l’assessore al Bilancio Gianluca Ceccarelli e gli uffici comunali, ed è stato oggetto di approfonditi incontri con i sindacati (Cgil, Cisl, Uil) e con l’Associazione Proprietari Case (Confedilizia) all’insegna della collaborazione nell’interesse comune a favore della comunità.

La proposta verrà illustrata in sede di Commissione nei prossimi giorni e successivamente verrà discussa e votata in Consiglio comunale.

Comune più virtuoso in regione e tra i più virtuosi in Italia. Qualche numero per rendere l’idea. A Piacenza l’aliquota Imu a canone concordato sarà pari allo 0,49%. A Parma è 0,80, a Ferrara è più del doppio: 1,06. E uscendo dall’Emilia-Romagna, anche a Cremona l’aliquota è 1,06, a Pavia è 0,96, ad Alessandria è 0,86.

Aliquote ridotte, dunque. L’approvazione di oggi, in linea con il decreto ministeriale dello scorso settembre, si inserisce all’interno di una visione politica mirata a sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione in risposta a un’emergenza abitativa che tocca da vicino anche la nostra città; tutto ciò riducendo al minimo la pressione per i proprietari di case e favorendo quindi affitti ridotti.

Una scelta, quella di abbassare l’Imu, che – se approvata dal Consiglio – comporterà una consistente riduzione delle entrate nelle casse comunali. Si parla di 439mila euro all’anno in meno. Tale minor gettito, tuttavia, sarà interamente compensato dall’incremento delle entrate dovuto all’aumento dell’addizionale Irpef sulla base dei dati relativi ai redditi dei piacentini, in crescita dal 2022. Ciò nel rispetto costante delle fasce più deboli, tutelando chi non supera i 15mila euro annui.

Ed è qui visibile in modo più chiaro la strategia dell’amministrazione comunale nell’adottare misure che impattino positivamente nel medio e lungo periodo: grazie all’aumento dell’Irpef nel 2023 – che non ha tuttavia “toccato” le fasce più deboli ed è comunque in linea con la stragrande maggioranza dei comuni italiani – si può oggi introdurre una misura destinata ad agevolare, in un colpo solo, più categorie sociali e allo stesso tempo destinata ad avere ripercussioni positive più ad ampio respiro. In altre parole, in un contesto in cui i costi di acquisto degli immobili sono elevati, il Comune punta a stimolare il mercato delle locazioni favorendo aliquote agevolate e incentivando l’utilizzo di immobili già esistenti. Una strategia che contribuisce alla razionalizzazione del consumo di suolo e rappresenta anche una risposta concreta alle necessità di chi vive, lavora e studia a Piacenza.

Più nel dettaglio, l’abbassamento complessivo dell’Imu si concretizzerà nell’estensione dell’aliquota sulla locazione a canone libero e a canone concordato anche alle cosiddette “persone giuridiche” (società, per intenderci, e non solo persone fisiche) e alle pertinenze (garage, cantine, solai, cortili eccetera). Si concretizzerà poi nell’applicazione dell’aliquota per l’utilizzo diretto di immobili da parte delle Onlus estesa anche agli enti del Terzo Settore, e nell’applicazione dell’aliquota per immobili concessi in comodato d’uso gratuito.

Qualche esempio pratico. Con riferimento al canone concordato, considerando una casa con garage e cantina (le cosiddette pertinenze), una persona fisica proprietaria nel 2025 andrà a risparmiare il 17,6% rispetto al 2024. In denaro: se l’anno scorso ha pagato 465,60 euro, quest’anno pagherà 383,58. Sempre con riferimento al canone concordato, stesso tipo di immobile, una persona giuridica andrà a risparmiare il 53,74% rispetto all’anno scorso, ovvero 446,20 euro: nel 2024 829,78 euro e nel 2025 sarà 383,58.