Dignità e diritti sono stati i principi che hanno ispirato la manifestazione organizzato dal sindacato Si Cobas che si è raccolto ai giardini Margherita, fino in Piazza Cavalli, passando per via Roma. Circa 200 i partecipanti, tra cui anche alcuni membri di Alternativa per Piacenza. Al centro della mobilitazione richiamare l’attenzione sui richiedenti asilo che, in piena notte, stazionano davanti alla questura per il giorno successivo E poi il tema della repressione, che vede oggi oltre mille procedimenti penali nei confronti di lavoratori o attivisti sindacali.
LA LOTTA SINDACALE E’ ANCORA UN DIRITTO?
Tra Piacenza e Milano ci sono circa 3mila procedimenti in corso tra sindacalisti e lavoratori indagati o imputati per scioperi e proteste sindacali. Il dato è di uno studio milanese che ha raccolto sulla base delle richieste nate da proteste sindacali, in particolare del nord Italia.
L’associazione Comma 2, nata nel 2016, di cui fanno parte 400 avvocati e giuristi italiani, non ha scelto a caso Piacenza per il convegno dal titolo eloquente Lotta sindacale: diritto o delitto?
L’ultimo caso che ha coinvolto ancora Piacenza riguarda le proteste dell’autunno del 2023 contro la chiusura del magazzino Leroy Merlin, la multinazionale che dopo le protesta dei Si Cobas ha ritirato le querele contro lavoratori e sindacalisti. Ma il 12 novembre scorso, a 19 lavoratori è arrivato l’avviso di conclusione indagini preliminari con accuse di violenza privata e sabotaggio.
S.I. COBAS PORTA IN PIAZZA STUDENTI E OPERAI
Studenti e operai insieme nel giorno dello sciopero nazionale dei sindacati di base. Circa 150 anche a Piacenza, dal liceo Artistico, in corteo, fino in via Negri, contro il ddl Piantedosi, considerato un attacco diretto ai diritti fondamentali, contro il voto in condotta che acquisirà un peso maggiore rispetto al passato.
Una mobilitazione che, a livello locale, non poteva non considerare la tragedia accaduta una settimana fa nel piazzale del Raineri Marcora, dove Simran è stata investita e uccisa da un autobus.
“CONTRO LA RIFORMA COSTITUZIONALE IL CENTRO SINISTRA SIA UNITO”
Un pericolo per democrazia, un pericolo per il pluralismo: la riforma costituzionale attuata dal governo Meloni, autonomia differenziata, premierato e riforma della giustizia, rischia pericolosamente, non solo di spaccare l’Italia in due, ma anche di bypassare i pilastri della costituzione. Ne sono convinti S.I. Cobas, Alternativa per Piacenza, Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista che hanno convocato una conferenza stampa unitaria per informare i cittadini. L’unico modo per far fronte a queste scelleratezze, così è stata definita la riforma, è il dialogo e l’unità a sinistra. Un primo passo in questa direzione è stata la conferenza stampa convocata alla Coop Infrangibile, il cui invito è stato rivolto a tutte le forze di centro sinistra.
>
LAVORATRICI PULIZIE OSPEDALE, SI COBAS “STIPENDI SOTTO LA DIGNITA’ “
Sono una ottantina le lavoratrici assunte da Coopservice e impiegate con mansioni di pulizia presso l’ospedale di Piacenza. Sono deluse e amareggiate, perche nonostante le numerose sollecitazioni che hanno rivolto alla cooperativa, lamentano di non raggiungere il livello minimo di sussistenza, con stipendi tra gli 800 e i 1000 euro a fronte di quasi 170 ore di lavoro mensile.
Sarebbero caduti nel vuoto anche gli appelli che il sindacato SI Cobas ha rivolto all’Ausl di Piacenza che, a detta del sindacato, dovrebbe procedere direttamente all’assunzione delle lavoratrici.
“ILARIA SALIS IN CARCERE PERCHE’ ANTIFASCISTA”. ZEROCALCARE E L’AVVOCATO LOSCO ALLA COOP INFRANGIBILE
Il pozzo è quello in cui si trova, da 14 mesi, Ilaria Salis, l’attivista italiana detenuta a Budapest accusata di aver aggredito due neonazisti. Il noto fumettista Zerocalcare ha seguito, insieme all’avvocato Eugenio Losco, l’ultima udienza dello scorso marzo, a cui ha dedicato la sua opera In fondo al pozzo. Sono stati gli ospiti della partecipatissima serata alla cooperativa Infrangibile per parlare del caso di Ilaria Salis e dell’attività sindacale dei si cobas al centro di procedimenti giudiziari a Piacenza.
LAVORATORI LEROY MERLIN: TROVATO L’ACCORDO PER 450
E’ arrivato l’accordo per i 450 lavoratori del magazzino Leroy Merlin di Castel San Giovanni. Ad annuncialo il sindacato S.I.Cobas che ha seguito la vertenza.
Ecco la nota
Leroy Merlin aveva inizialmente proposto una soluzione esclusivamente economica al massimo ribasso, ma dopo l’incontro fra la multinazionale e la rappresentanza piacentina del S.I.Cobas, nonché il fornitore
di manodopera Iron Log, le cose sono decisamente cambiate in meglio per gli operai.
L’accordo raggiunto prevede infatti la ricollocazione di 80 unità sul nuovo magazzino di Mantova, mentre per la restante parte si è ottenuto il prolungamento del lavoro a Castel San Giovanni fino al 31 maggio 2024, con
opzione di ulteriore allungamento in base all’evoluzione della situazione.
Questo periodo di intermezzo da agli operai respiro economico, garantendo la continuità degli stipendi prima interrotta e la possibilità di avviare la ricerca di un nuovo lavoro qualora dovesse essere confermata la chiusura
al 31 maggio.
Il S.I.Cobas, a fronte dell’arrivo del periodo natalizio, ha richiesto un anticipo immediato di 1.500 euro per ogni lavoratore così da affrontare serenamente le vacanze.
Qualora dovesse in seguito essere confermata la chiusura, il S.I.Cobas ha ottenuto per ciascun lavoratore un incentivo all’esodo del valore netto del valore di 35.000 euro netti, fermo restano la liquidazione dei TFR e di
tutte le spettanze di chiusura. 5.000 euro di questo totale saranno ulteriormente anticipati ai lavoratori nel mese di gennaio 2024.
Leroy Merlin e Iron Log hanno accettato anche di ritirare ogni querela sporta in questi mesi contro le azioni di protesta, riconoscendole come legittimi strumenti di difesa sindacale.
Anche i tempi determinati con contratto in scadenza, prima esclusi da ogni ipotesi di accordo, riceveranno 2.000 euro netti alla chiusura del rapporto, fatto più unico che raro nel mondo del lavoro.
L’accordo ha trovato un entusiasta sostegno da parte dei lavoratori, che hanno aderito al 98% al medesimo. Considerando la disperata situazione di partenza e il risultato finale ottenuto, si dimostra ancora una volta come la lotta portata avanti dal S.I.Cobas possa ottenere risultati capaci di ribaltare situazioni di grave ingiustizia verso i lavoratori, garantendo in ogni contesto il massimo possibile a tutela della dignità dei lavoratori piacentini.
LAVORATRICI SAN CAMILLO E CERATI, S.I. COBAS: “STIPENDI TROPPO BASSI PER IL MONTE ORE LAVORATO”
Il loro lavoro è fondamentale per garantire dignità agli ospiti, per lo più anziani, che risiedono nelle strutture San Camillo e Cerati. Sono le operatrici socio assistenziali della cooperativa aurora domus che chiedono maggiore dignità a partire dall’aumento della busta paga, ma anche dall’introduzione di un ticket mensa giornaliero di 8 euro, assunzione di nuovo personale per coprire i turni in modo da noi essere sole e in due, e un numero più elevato di dispositivi di protezione individuale, quali guanti e mascherine.
“L’unica cosa che per ora abbiamo ottenuto è un controllo sistematico delle busto paga, insieme alla cooperativa, per capire se ci sono mancanze o incongruenze – ha riferito Michela De Nittis del Si Cobas, sindacato a cui fanno riferimento le operatrici socio sanitarie – ma queste lavoratrici – conclude – non a che dare con pacchi, ma con persone fragili, per cui occorre una certa tutela”.
BUFERA SUI SINDACATI SI COBAS E USB. ARRESTATI SEI DIRIGENTI
Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di numerosi reati tra cui violenza privata, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, sabotaggio, interruzione di pubblico servizio. Sono le pesanti accuse che la Procura della Repubblica di Piacenza ha formulato nei confronti di sei rappresentanti sindacali delle sigle autonome, in particolare, quattro del SI Cobas e due di USB che si trovano agli arresti domiciliari.
I fatti sono riconducibili alle mobilitazioni degli ultimi anni del settore della logistica, nello specifico negli stabilimenti e magazzini presenti nel piacentino dal 2014 al 2022. Mobilitazioni che hanno riguardato diversi aziende tra cui Gls, Amazon e FedEx-Tnt.
Secondo la procura “tali scioperi sarebbero stati indetti attuati con motivazioni pretestuose e con intenti “estorsivi, al fine di ottenere per i lavoratori condizioni di miglior favore rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale”.
La procuratrice Predella parla di guerra tra i sindacati: “quello che emerge dalle intercettazioni è che gli interessi dei lavoratori sono progressivamente sminuiti e si cerca di far avanzare le posizioni del proprio sindacato, a colpi di reciproci dispetti e di violenze private con cui vengono danneggiate le produzioni dei vari hub”.
Il Si Cobas ha ribattuto “ci troviamo di fronte all’offensiva finale da parte di stato e padroni contro lo straordinario ciclo di lotte che ha visto protagonisti decine di migliaia di lavoratori che in tutta Italia si sono ribellati al caporalato e condizioni di sfruttamento brutale». Le accuse nei confronti del coordinatore nazionale del Si Cobas Aldo Milani e tre dirigenti Mohamed Arafat, Carlo Pallavicini e Bruno Scagnelli sarebbero un «attacco politico su larga scala contro il diritto di sciopero e soprattutto teso a mettere nei fatti fuori legge la contrattazione di secondo livello, quindi ad eliminare definitivamente il sindacato di classe e conflittuale dai luoghi di lavoro». USB accusa il procura di aver creato nelle 350 pagine di ordinanza un “teorema giudiziario” e annuncia uno sciopero generale della logistica per le prossime 24 ore.
GIANNI COPELLI: “UNA FOLLIA PROTESTARE DAVANTI ALLA CGIL”
Due sindacati uno contro l’altro, in mezzo i lavoratori. Non è stata una bella pagina quella che ha visto i si cobas manifestare, pochi giorni fa, davanti alla Camera del Lavoro di Piacenza. Al centro la vertenza Fedex tnt con la multinazionale della logistica che ha deciso di chiudere lo stabilimento piacentini dove erano occupati 280 lavoratori. All’indirizzo delle protesta del sindacato di base non c’erano i vertici dell’azienda ma Filt cgil.
Gianni Copelli, è stato segretario della camera del lavoro di piacenza dal 2004 al 2010; il settore della logistica lo ha visto nascere con il primo stabilimento Ikea. Il settore è radicalmente cambiato, ciò che fa la differenza oggi più ieri è il tasso di radicalizzazione e la difficoltà ad avviare una contrattazione.